"Vatikanische Gaerten Museen Rom" di Stefan Bauer, http://www.ferras.at - Opera propria. Con licenza CC BY-SA 2.5 tramite Wikimedia Commons

Speciale

Immigrazione non ammessa in Vaticano
di Antonello Cannarozzo

Questa estate italiana sarà ricordata come la più calda almeno da due secoli a questa parte, non solo per il clima, a dir poco equatoriale, quanto per la politica.
Ai temi delle riforme, della minoranza del Pd, ai fuoriusciti da Forza Italia, il caso Crocetta fino ad arrivare alle consuete polemiche sui migranti, la loro accoglienza o respingimento con tanto di tifoserie dall'una come dall'altra parte.
A mettere il dito in quest'ultima piaga dell'accoglienza è scesa in campo la Chiesa nella persona del mons. Nunzio Galantino, segretario della Cei, cioè i vescovi italiani.
Nonostante il passo indietro del presule, ciò che è arrivato all'opinione pubblica è l'accusa non proprio velata a Salvini e Grillo che speculerebbero sulla pelle di poveri disgraziati che hanno la sola colpa di scappare dall'inferno della guerra, della fame e dalle persecuzioni.
I due "imputati" hanno risposto per le rime nei confronti della politica della Chiesa suscitando aspre critiche dal governo e dei suoi fiancheggiatori.
Ma siamo in Italia e quando Galantino, ha accusato in maniera ancora più dura proprio l'inattività del governo Renzi e Alfano sulla questione migranti di non fare praticamente nulla, “È del tutto assente”- afferma il segretario della Cei - Perché “non basta salvarli in mare e poi provare a dimenticarseli”.
Ed ecco allora che i difensori del giorno prima hanno accusato Galantino di non capire la situazione italiana o peggio di ingerenza.
In realtà Galantino ha semplicemente richiamato con fermezza che salvare questa povera gente dall’annegamento per poi abbandonarli sul territorio con la speranza che riescano a varcare la frontiera oppure tenerli in una sorta di stand by che rende però la situazione sempre più esplosiva.
Con i tempi lunghissimi ed esasperanti, ricorda Galantino, per le pratiche della concessione dell’asilo politico, tra le più difficili d’Europa, con tempi estenuanti anche per il permesso di soggiorno e in questa attesa il niente, il vuoto in una attesa inattiva nei luoghi di residenza o purtroppo verso l’illegalità e la clandestinità.
Dare allora ai migranti sbarcati un documento, uno status e la possibilità di lavorare. insomma bisogna accogliere senza troppi se e senza ma, perché davanti a tanta disperazione non si può rimanere indifferenti e scaricare su altri le proprie responsabilità.
A queste accuse, più o meno giustificate di Galantino, si rimane però anche un po' sconcertati pensando che proprio il territorio della Città del Vaticano è off limits per chi non ha il permesso di entrare.
Le norme "Sulla cittadinanza, la residenza e l' accesso" in vigore nello Stato della Città del Vaticano sono state aggiornate al 22 febbraio 2011 con la firma di papa Benedetto XVI: sedici articoli stampati su otto pagine.
Dove tra l'altro leggiamo che solo il Santo Padre può concedere la cittadinanza, ma le autorizzazioni (articolo 2, numero 4) "sono revocabili in ogni momento con congruo preavviso, eccetto che giusti motivi non consiglino un provvedimento immediato".
Proprio da parte di molti esponenti della Santa Sede si è parlato di promuovere per i ragazzi specialmente lo ius soli, però sempre dietro le Mura Leonine i figli di un cittadino vaticano al compimento del 18esimo anno di età perdono la cittadinanza, ma possono continuare a vivere nella Santa Sede.
Ci sono poi restrizioni sia sulla cittadinanza che sulla residenza, sempre nelle mani del Governatorato, ma ciò che ci interessa in questo ambito è che non sono ammessi "clandestini", così chi vuole accedere in Vaticano a bordo ad esempio di un veicolo può farlo solo previa autorizzazione (articolo 13, punto 1), indispensabile, inoltre, avere con sé sempre uno speciale documento.
L'articolo 12 al punto 1 spiega che "quando sussistono giusti motivi, può essere interdetto l'accesso alla Città del Vaticano", che suona un po' come la chiusura della frontiera. Più determinato il punto successivo, dove si legge: "Coloro che si trovano in Vaticano senza le necessarie autorizzazioni o dopo che esse siano scadute o revocate possono esserne allontanati".
Cioè, espulsi. Inoltre "i cittadini o i residenti non possono dare alloggio ad altre persone senza l' autorizzazione" stabilisce l' articolo 15. Per chi trasgredisce, sono previste sanzioni. Insomma, come recita il vecchio adagio; si predica bene, ma si razzola male.

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