Scorci di Segesta e della vegetazione circostante - © Clio Morichini

Speciale Sicilia: templi, castelli, palazzi barocchi, bagli, pasticcerie e osterie, cantine e saline.

On the road: da Palermo a Marsala
di Clio Morichini
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Lasciandosi Palermo alle spalle (qui trovate l’articolo della settimana scorsa sul capoluogo Siciliano: italiani.net/index.php/speciali/1595-due-giorni-perfetti-a-palermo.html) e proseguendo verso la costa, la strada sinuosa costeggia per un tratto il mare e fila liscia in direzione Trapani/Segesta. Per visitare l’isola più grande del mediterraneo la macchina è d’obbligo e per viaggiare con la propria, il consiglio è di arrivare in Sicilia per mare, come Goethe nel suo viaggio in Italia. La compagnia Grandi Navi Veloci ha partenze giornaliere da Napoli e Genova per il Porto di Palermo (www.gnv.it/it/) e cadenza trisettimanale da Civitavecchia per Palermo in alta stagione e settimanale in bassa.Entroterra siciliano - © Clio Morichini

Inizia il viaggio all’interno e sulla costa occidentale della Sicilia, una porzione di territorio che in molti tratti è ancora inviolata, antica, quasi dimenticata. Il viaggio da Palermo a Marsala è costellato di storia ma anche di natura, gastronomia e arte. La strada attraversa spazi e orizzonti smisurati, sfiora colline che sembrano tornite dal vento, vigneti che si estendono a perdita d’occhio e che in autunno trasformano i campi in strisce di terra scarlatte, aranciate e ocra. Sopra qualche sommità si adagia un baglio e su alcuni pendii crescono dei boschi rigogliosi. Come intorno al Tempio di Segesta, che svetta solo e maestoso s’una radura immersa nel verde smagliante, anche in pieno autunno. A poco più di un’ora d’auto da Palermo, quando la strada lascerà la costa e si addentrerà verso l’interno immergendovi in paesaggi poetici e campestri, troverete uno dei templi greci del periodo classico meglio conservato in Sicilia e nel mondo.

Il Tempio di Segesta - © Clio Morichini

Costruito nel V secolo a.C, sorge all’interno dell’area archeologica di Calatafimi Segesta su un colle adiacente al Monte Bàrbaro. Segesta fu, insieme ad Erice, l’insediamento principale degli Elimi, popolazione di sicani e stranieri. Fu alleata di Atene e nemica acerrima di Selinunte, che riuscì a distruggere con l’aiuto di Cartagine nel 409 a.C e che fu poi a sua volta distrutta dal siracusano Agatocle nel 307 a.C. Oggi, all’interno dell’area archeologica, oltre al tempio miracolosamente conservato rimangono tracce della cinta muraria e il teatro sulla cima del monte. Una volta visitato il tempio, il consiglio è di percorrere a piedi la strada in salita che raggiunge la zona archeologica sovrastante, per godere appieno dei panorami mozzafiato che circondando la zona.

Vigneti in autunno tra Segesta e Trapani - © Clio Morichini

Da Segesta a Erice la strada attraversa le colline di maggese e soprattutto i vigneti, chilometri e chilometri di viti che abbracciano la campagna. Scopriamo solo dopo che la Sicilia è la regione più vitata d’Europa. Per salire nel borgo di Erice la strada si arrampica e si avviluppa intorno al Monte San Giuliano, rilievo aspro e massiccio, regalando dei panorami da cartolina: da un lato il promontorio di San Vito Lo Capo e dall’altro Trapani, le Egadi e una distesa di mare blu. Erice è un piccolo gioiello, abbarbicata com’è sulla montagna, e concede una vista impareggiabile della Sicilia, dall’alto dei suoi 751 metri.

Erice e il castello dai piedi del Monte San Giuliano - © Clio Morichini

I dolci della pasticceria Maria Grammatico - © Clio Morichini

Erice si visita a piedi in un’ora, i suoi vicoli sono lastricati e conservati perfettamente e l’aria di montagna frizzantina vi farà momentaneamente dimenticare di essere in Sicilia. Da vedere il Castello di Venere di epoca Normanna, costruito sopra quello che una volta era un tempio dedicato a Venere, il Duomo, le chiese di San Giuliano e San Giovanni. Prima di andare via fermatevi alla pasticceria di Maria Grammatico (www.mariagrammatico.it/index.php/it/la-storia) un’ode ai dolci siciliani che la Sig.ra Grammatico ha imparato a preparare dalle suore nell’orfanotrofio di San Carlo, diventando poi famosa in tutto il mondo. Il bancone stracolmo di dolci vi lascerà incerti sul da farsi ma non perdetevi la Cassatina (possibilmente una delle più buone della Sicilia occidentale) e la Graffa con la ricotta e gustatevele, meteo permettendo, nel delizioso e verdeggiante cortile interno.

Il lungomare di Trapani - © Clio Morichini

I portoni barocchi di Trapani - © Clio Morichini

Da Erice a Trapani sono una manciata di chilometri e Trapani è una gemma: la Louis Vuitton Cup del 2005 è stata la spinta propulsiva al rinnovamento urbano e il centro storico è stato riqualificato, i suoi palazzi barocchi ridipinti, abbellite le vie principali della città. Strutturate come fossero una T, Corso Vittorio Emanuele che corre per lungo e le due braccia che partono in direzioni opposte dal Palazzo Senatorio (ora sede comunale) sono tutto un susseguirsi di facciate barocce, caffè e negozi eleganti. Da vedere assolutamente La Cattedrale di San Lorenzo, il lungomare e le sue vie laterali moresche, l’esterno dei palazzi barocchi Riccio di Morana e Fardelle Fontana e la Chiesa del Purgatorio, all’interno della quale si svolgono i Misteri di Trapani durante la settimana pasquale.

 

Il cuscusu della Cantina Siciliana a Trapani - © Clio Morichini

Il cuore della città è circondato dal mare e i vicoli della zona antica si intersecano su questa lingua di terra che si allunga e si protende verso il blu del canale di Sicilia, punto di raccordo fra l’Europa e il mondo Arabo, che qui ha avuto e ha tutt’ora forti influenze, soprattutto gastronomiche. Non andate via da Trapani senza aver assaggiato il cous cous di pesce. Quindi non andate via senza esservi fermati alla Cantina Siciliana (www.cantinasicilianashop.it) storico ristorante insignito dalla chioccola di Slow Food, riconoscimento che viene dato alle realtà più rappresentative del movimento grazie al loro legame con il territorio, all’accoglienza calorosa e alle materie prime eccellenti. Il regno di Pino Maggiore, proprietario e chef, anima del locale ed emblema dell’accoglienza siciliana che con la sua infaticabile passione vi accompagna attraverso i piatti alla scoperta del territorio e della sua storia, è un ristorante arredato con oggetti del folklore siciliano e maioliche sui muri. Il “cuscusu” strepitoso è fatto a regola d’arte e il menu, prevalentemente di pesce, offre una vasta scelta di specialità locali e regionali, fra cui gli affettati di tonno e le Busiate con il pesto trapanese fatto in casa.

Per dormire, su Corso Vittorio Emanuele si trova il B&B ai Lumi (www.ailumi.it), un tre stelle gestito con cura all’interno di un bellissimo palazzo barocco. Le stanze sono accoglienti, una diversa dall’altra, con i pavimenti in maiolica, il soffitto a travi e un balcone con vista sul corso principale.

Il cretto di Burri - © Clio Morichini

Da Trapani prosegue il viaggio, verso l’interno. Bisogna addentrarsi nell’entroterra per raggiungere una delle opere di Land Art più importanti del mondo: il Cretto di Alberto Burri (si celebra quest’anno il centenario dalla nascita del grande artista) a Gibellina. Appare all’improvviso, disteso su una collina circondata solo dalla campagna, il primo impatto è potente. Spalmato s’una landa desolata, il Cretto funge da lapide commemorativa della città di Gibellina, annientata dal terremoto del Belice del 1968 e che l’artista ha voluto ricordare riempiendo i vuoti delle case cementificando le macerie con dei blocchi di cemento e ricreando così la struttura originaria del paese. Dal Cretto il viaggio prosegue e si fa ritorno verso la costa, alla volta di Marsala, cittadina barocca famosa fra le tante cose soprattutto per aver dato i natali all’omonimo vino fortificato e per lo sbarco di Garibaldi. L’aria rilassata e vacanziera della città, dal 2013 nominata Città e Capitale Europea del Vino, con la sua luce di mare azzurrina che illumina i palazzi di pietra luminosa, si lascia visitare interamente a piedi. Da vedere Corso Garibaldi, l’incantevole Piazza della Repubblica e la Chiesa Madre, il Museo Archeologico Baglio Anselmi che custodisce il relitto della Nave punica, testimonianza importante della Prima Guerra punica combattuta dai Romani contro i Cartaginesi per la conquista della Sicilia.

La Barriccaia sotterranea a Donnafugata, Marsala - crediti foto Gaia Andersen

Da non perdere assolutamente una visita con degustazione alla Cantina Donnafugata, che vale da sola la sosta a Marsala. Verrete accolti all’interno delle loro cantine storiche, dove appassionati e curiosi arrivano da tutto il mondo per conoscere l’azienda ed i loro vini. Potrete scegliere tra 6 diversi percorsi di degustazione, che variano a seconda del numero di vini assaggiati e del loro eventuale abbinamento ai prodotti tipici siciliani o alle specialità della cucina mediterranea. Se siete dei veri amanti, la degustazione d’autore che propone l’assaggio di annate storiche e ormai fuori commercio di vini è quella che fa per voi. (visit.donnafugata.it/it-it/).

Mulini alle Saline di Mozia - © Clio Morichini

Il crudo di pesce ai Bucanieri - © Clio Morichini

A concludere questo tratto del viaggio sono le pittoresche e placide saline che costeggiano la strada tra Marsala e Trapani, dove scorgere i meravigliosi fenicotteri Rosa, che qui sono di casa. Da non perdere anche l’antica area archeologica di Mozia, sull’isola di San Pantaleo, che era uno degli insediamenti Fenici più rilevanti del Mediterraneo e tutt’oggi sopravvive come testimonianza archeologica fenicia più importante del mondo. Comprata da Joseph Whitaker all’inizio del ‘900, la villa di Whitaker sull’isola è diventata un museo di artefatti Fenici. Merita anche il museo di estrazione del sale sulla terraferma, ospitato in uno dei bellissimi mulini che punteggiano il litorale.
A Marsala andate a mangiare da I Bucanieri (www.ristoranteibucanieri.it/a6_home.html):
sul lungomare vicino alla Cantina Storica di Donnafugata, questo bel ristorante vista mare, è famoso sia per la carne che per il pescato fresco e non dimenticatevi di ordinare lo strepitoso antipasto di crudi, le arancine con la triglia, le bruschette con bottarga e pomodorino fresco e le deliziose polpette di tonno.

Sicily Lonely Planet - courtesy of Lonely Planet

 

Come nella prima parte del viaggio, la Guida Lonely Planet della Sicilia ha continuato a sostenerci e a farci da bussola, accompagnandoci in questo itinerario on the road alla scoperta dei tesori della costa occidentale

Per avere una visione più approfondita della Sicilia Occidentale:
www.lonelyplanet.com
shop.lonelyplanet.com/italy/sicily-travel-guide-6/

Galleria Fotografica

00_Scorci di Segesta e della vegetazione circostante - © Clio Morichini 02_Scorci del Tempio circondato dalla vegetazione mediterranea - © Clio Morichini 03_Il Tempio sulla radura - © Clio Morichini 07_Erice avvolta dalla nebbia - © Clio Morichini 08_I vicoli di Erice - © Clio Morichini 09_Il castello di Erice - © Clio Morichini 12_Corso Vittorio Emanuele e il Palazzo Senatorio a Trapani - © Clio Morichini 18_Il cretto di Burri - © Clio Morichini 19_Fenicotteri Rosa nelle saline di Mozia - © Clio Morichini 22_Le Cantine Storiche - crediti foto Fabio Gambina 23_La Barriccaia sotterranea a Donnafugata, Marsala - crediti foto Gaia Andersen

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