La strada verso il Gran San Bernardo, foto di Massimo Predieri

Un viaggio alla scoperta della Svizzera meno conosciuta. Prima parte – Neuchâtel e il Giura svizzero

Grand Tour al contrario
di Massimo Predieri


L’Ente del turismo svizzero ha ideato una nuova formula: il Grand Tour Svizzero. Valicando le Alpi verso il nord, in direzione opposta a quella che nei secoli scorsi i ricchi giovani dell’aristocrazia europea percorrevano per scoprire il nostro Paese, abbiamo esplorato alcuni percorsi meno noti della Svizzera.
Percorrendo la Val D’Aosta, lasciamo l’autostrada all’altezza di Aosta, dove una bella strada si arrampica con grandi tornanti fino all’altezza di 2.500 metri. Qui si imbocca il traforo del Gran San Bernardo, il primo tunnel aperto al traffico automobilistico attraverso l’imponente barriera delle Alpi.
Dopo sei chilometri di tunnel ci troviamo in Svizzera nel Vallese, una lunga e ridente valle che scende verso il lago di Ginevra. La strada panoramica si snoda nella larga vallata di in un verde intenso, circondata da vigneti e frutteti. Variopinti banchetti improvvisati lungo la strada offrono le celebri albicocche del Vallese, che a fine luglio sono in maturazione. La strada prosegue sulla costa meridionale del lago di Ginevra incorniciato da ordinatissimi vigneti sopra Montreux e Vevey fino a Losanna. Qui svoltiamo a nord per addentraci nella regione del Giura. Costeggiando il lago di Neuchâtel arriviamo nella cittadina che dà il nome al lago.
Sul lungolago di Neuchâtel la variopinta e cosmopolita popolazione locale è presa nelle più svariate attività estive: bambini che fanno il bagno, genitori che prendono il sole sulla spiaggietta dai ciottoli multicolori, barche a vela e windsurf che volteggiano sulle acque cristalline, innumerevoli famiglie di tutte le estrazioni e nazionalità alle prese con fumanti grigliate e pic-nic ai bordi del lago.
Scendiamo al Hotel Beaulac, un anonimo albergo di una catena internazionale, che ha tuttavia il pregio di affacciarsi direttamente sul porticciolo e sul lago, offrendo dalla camere una splendida vista.
Neuchâtel può essere vistata a piedi, salendo fino alla Collegiata di Neuchâtel, dove ammirare la tomba dei conti di Neuchâtel, monumento in pietra policroma di fine medioevo costituito da 15 statue in grandezza naturale rappresentanti i conti e le loro consorti. Passeggiando lungo le strette strade del centro si notano belle facciate di varie epoche perfettamente conservate.
La gente di Neuchâtel è cordiale ed aperta. Notiamo la pacifica convivenza di svizzeri e immigrati di tutte le nazioni. Molto stimato è il francese che si parla qui, che alcuni ritengono il miglior francese di tutt’Europa.
La sera non si può mancare la fondue di formaggio, delle migliori che abbiamo mai assaggiato, servita alla Taverne Neuchâteliose sul classico fornelletto allo spirito con un bicchiere di vino bianco Chasselas sotto un rustico pergolato.
Da Neuchâtel consigliamo una gita nella Val de Travers fino a Couvet, la patria della “Fata verde”, l’assenzio che qui viene distillato in decine di varianti, sia di aroma, sia di percentuale alcolica.
Salendo una stradina che attraversa la foresta sopra Couvet si arriva su un altipiano dove si trova Les Planes, una rustica trattoria famosa per l’eccellente filet mignon, servito con abbondante salsa di panna e funghi e il piatto nazionale svizzero a base di patate: il Rösti.
La tradizione vuole che l’assenzio venga servito in un bicchiere a forma conica, insieme ad un bizzarro vaso di terracotta riccamente decorato, munito di certi rubinettini dorati da cui versare l’acqua gelata nell’assenzio, calibrando così la dose a proprio gradimento.
L’assenzio era molto in voga alla fine dell’Ottocento, soprattutto negli ambienti artistici e letterari di Parigi. Molti dei grandi pittori di quell’epoca, tra cui Picasso, Degas, Van Gogh, Manet e Toulouse-Lautrec, hanno immortalato la cupa solitudine dei bevitori e delle bevitrici di assenzio in quadri diventati famosissimi.

Galleria Fotografica

Il porto di Neuchâtel, foto di Massimo Predieri La spiaggia di Neuchâtel, foto di Massimo Predieri Hôtel Du Peyrou a Neuchâtel, foto di Massimo Predieri Hôtel de l’Aigle a Couvet, foto di Massimo Predieri Il bevitore di assenzio, foto di Massimo Predieri

Stampa

Italian Media s.r.l. - via del Babuino 107, Roma, c.a.p. 00187, p.IVA 09099241003, edita il settimanale Italiani con registrazione al Tribunale di Roma n. 158/2013 del 25.06.2013 - email: info@italianmedia.eu

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.
Questo sito usa i cookie per migliorare la tua esperienza d'uso e usa cookie di terze parti. Proseguendo nella navigazione si presta implicitamente il consenso all’utilizzo di questi strumenti. Si rimanda alla nostra privacy policy per maggiori informazioni e per la possibilità di negare il consenso.