La Repubblica Italiana di Napoleone 1802 – Localizzazione. Courtesy of the University of Texas Libraries, The University of Texas at Austin. Di pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=705634

Speciale Risorgimento. L’era napoleonica 1800-1814. Parte seconda 1801-1803

Sovranità in transizione sui territori italiani
di Giuseppe Stipo

Nel numero precedente
Napoleone, rientrato vittorioso dall'Egitto, pone fine al direttorio ed avvia il periodo del Consolato. Deceduto il Papa Pio VI, gli succede Pio VII che riesce a riportare la sede papale a Roma, ma non a recuperare i territori perduti. Napoleone, a capo di un’armata, valica il Gran San Bernardo e punta su Milano. Con la battaglia di Marengo i francesi tornarono padroni di gran parte dell'Italia settentrionale. A Napoli il re Ferdinando non perdona Luisa Sanfelice di aver collaborato con i repubblicani e, una volta tornato al potere, la fa condannare a morte. La narrazione dell’epoca nei distinti articoli su Luisa Sanfelice e sul tiranno re Ferdinando.

Sommario
La vittoria francese a Marengo primo passo verso i nuovi assetti dei territori italiani. I francesi occupano il ducato di Parma e Piacenza e Napoleone con la creazione del Regno di Etruria “compensa” i Borboni, mentre a se stesso riserva la Repubblica Italiana, che sarebbe divenuta, successivamente, Regno d’Italia, e rivolge le sue “attenzioni” alle colonie del nuovo continente.

Maria Teresa nel 1762, di Jean-Étienne Liotard - Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=1168681Dopo Marengo e la successiva vittoria di Moreau a Hohenlinden (13 dicembre 1800), i francesi invasero Lombardia e Veneto e imposero agli austriaci l'armistizio di Treviso (15 gennaio 1801) e la pace di Lunéville (9 febbraio 1801).
Per celebrare la vittoria di Marengo i francesi coniarono, nel 1801, una moneta d'oro che fu, appunto, chiamata Marengo d'oro; si trattava di una moneta del valore nominale di 20 franchi recante l'iscrizione “l'Italie delivrée à Marengo”. Il nome rimase alle monete auree da 20 franchi (o 20 lire) coniate da Francia, Belgio, Svizzera e Italia. Attualmente ha un valore di mercato che si aggira attorno ai 120 Euro ed è strettamente correlato alla fluttuazione del prezzo dell'oro. Esistono però dei Marenghi “da collezione” di valore molto più elevato, la cui rarità collezionistica supera l'intrinseco contenuto aureo.
Venne creato anche “il pollo alla Marengo”, gustosa pietanza preparata con gamberi di fiume e funghi; si racconta che, a corto di rifornimenti, il cuoco delle truppe francesi, che era italiano, fu indotto a questa strana combinazione, in quanto Napoleone era goloso del pollo.
Il 9 ottobre 1802 muore il duca Ferdinando di Borbone, sposo di Maria Amalia d'Austria ottava delle figlie di Maria Teresa d'Austria, e i francesi occupano il Ducato di Parma e Piacenza.
In seguito ai trattati di Lunéville con i coalizzati della seconda coalizione e di Aranjuez (21 marzo 1801) con la Spagna, Napoleone crea il regno di Etruria e come compensazione per la rinuncia al Ducato di Parma, (annesso alla Francia) designa re Ludovico I di Borbone. A Lodovico I di Borbone, Infante di Spagna succede la moglie Maria Luisa che governa per conto del figlio Re di Etruria Carlo Lodovico. Il Regno di Etruria rimane, comunque, a favore dei Principi spagnoli fino al 1807, epoca nella quale viene incorporato all’Impero francese che vi costituisce i dipartimenti dell'Arno, dell'Ombrone e del Trasimeno. Poi nel 1809 Napoleone ripristina il Granducato, nominando Granduchessa di Toscana la sorella Elisa Baciocchi - Principessa di Lucca e Piombino – a cui rimane sino al 1814, anno in cui lo ha riavuto Ferdinando III di Lorena.
Elisa aveva sposato, contro il volere del fratello, il capitano Felice Baciocchi (Marsiglia, 5 maggio 1797), membro della nobiltà corsa. Divenuto Imperatore di Francia, Napoleone crea per lei e le assegna (1805) il principato di Lucca e Piombino e nel 1809 l'intera Toscana, divenendo così Granduchessa di Toscana e Principessa di Lucca e Piombino.

Di Marie-Guillemine Benoist - The Yorck Project: 10.000 Meisterwerke der Malerei. DVD-ROM, 2002. ISBN 3936122202. Distributed by DIRECTMEDIA Publishing GmbH., Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=147865
Nel gennaio 1802 Napoleone viene proclamato Presidente della Repubblica Italiana (il patrizio milanese Francesco Melzi d’Eril ne viene nominato vice Presidente), titolo che conserverà sino al 17 marzo 1805 quando assumerà quello di Re d'Italia.
Il 25 marzo 1802 Napoleone firma con l’Inghilterra la pace di Amiens, che dà inizio al più lungo periodo di pace, tra queste due nazioni, ancorché i patti non vennero completamente rispettati.
Il 4 giugno 1802 Carlo Emanuele IV abdica in favore del fratello Vittorio Emanuele I, che non aveva figli maschi, ma solo quattro figlie:
Maria Beatrice Vittoria sposa di Francesco IV duca di Modena;
Maria Teresa sposa di Carlo Ludovico Duca di Lucca e di Parma;
Maria Cristina sposa nel 1832 a Ferdinando II di Napoli;
Maria Anna sposa nel 1831 a Ferdinando I, che divenne poi imperatore d’Austria dal 1835 al 1848, anno in cui, spinto dalla cognata Sofia, abdica in favore del di lei figlio Francesco Giuseppe, ritirandosi quindi a Praga dove muore nel 1875.
Il 9 ottobre 1802 muore il duca Ferdinando di Borbone, sposo di Maria Amalia d'Austria ottava delle figlie di Maria Teresa d'Austria: i francesi occupano il Ducato di Parma e Piacenza.
La restaurazione della schiavitù a Saint-Domingue (attuale stato di Haiti) il 20 maggio 1802 costringe Napoleone ad inviare nell'isola un esercito di circa 20.000 uomini sotto il comando del cognato, il generale Victor Emanuel Leclerc per reprimere la rivolta capeggiata dal ribelle Toussaint, Louverture. L’operazione riesce, ma Leclerc muore ad Haiti per aver contratto la febbre gialla. Toussaint Louverture viene tradotto prigioniero in Francia, dove muore (sessantenne), avendo inutilmente reclamato un giusto processo. Tuttavia anche se l'indipendenza dalla Francia della colonia è stata dichiarata il 1 gennaio 1804 con il nome di Haiti viene riconosciuta solo nel 1825 dalla Francia.

Altri protagonisti del periodo. Carlo Emanuele IV, Sofia Wittlesbach
Alla morte di Vittorio Amedeo III di Savoia (1796) restano i suoi tre figli Carlo Emanuele IV, Vittorio Emanuele I e Carlo Felice; dei tre gli succede Carlo Emanuele IV in un momento estremamente difficile: Carlo Emanuele si riferisce al suo trono come ad una "corona di spine". Suo padre aveva dovuto cedere alla repubblica francese, con l'armistizio di Cherasco (1796), parte del Piemonte meridionale, egli il 6 dicembre1798 è costretto a cedere i territori rimanenti della penisola italiana e così mantiene la sovranità unicamente sulla Sardegna.
Sofia di Baviera Wittlesbach nasce aMonaco di Baviera, il 27 gennaio 1805, terza figlia del re Massimiliano I di Baviera, sposa il 4 novembre 1824 Francesco Carlo d'Austria, arciduca d'Austria, (figlio dell'imperatore Francesco I d'Austria e fratello dell'imperatore Ferdinando I d'Austria). Volle che il suo primogenito Francesco Giuseppe assumesse subito il ruolo di imperatore. Riuscì infatti, in seguito alla rivoluzione del 1848, a far abdicare il 2 dicembre il cognato, l'imperatore Ferdinando I d'Austria, gravemente malato di epilessia e intellettivamente limitato, e convinse il marito Francesco Carlo a rinunciare al trono. Quest'ultimo infatti non aveva mai negato di essere totalmente disinteressato alla politica e desideroso di svolgere una vita tranquilla senza il peso della corona. Sofia ne era al corrente e preferì rinunciare a diventare imperatrice per essere invece l'influente madre di un imperatore. Per tutta la vita infatti Sofia, che veniva definita “l'unico uomo della famiglia imperiale”, si dedicò ad aiutare il figlio, influenzandone la politica.
Ritratti di Carlo Emanuele IV di Sardegna. Autore sconosciuto di scuola piemontese del 18mo secolo, e di Sofia di Baviera su Ritratto di Joseph Karl Stieler – entrambi di pubblico dominio

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