Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Surrogazione_di_maternit%C3%A0#/media/File:Maternidad_subrogada_situaci%C3%B3n_legal.PNG

Caso di coscienza sugli utero in affitto

Su tre figli ne scelgo solo uno
di Antonello Cannarozzo

In America, patria delle libertà e della democrazia, è scoppiato un caso a dir poco singolare sul tema dell'utero in affitto; un termine orrendo per indicare una madre surrogata che mette al mondo figli per conto terzi, definiti questi ultimi genitori legali.
Il caso riguarda la signora Melissa Cook, una 47enne californiana, che ha messo il proprio utero in affitto, rimanendo incinta non di uno, ma di 3 gemelli i cui gameti arrivano da un 50enne della Georgia, il futuro padre biologico la cui moglie non può avere figli e gli ovuli sono di una donatrice in incognito.
Tutto, però, come vuole la legge americana con tanto di contratto e relativo compenso alla donna.
Già qui ci sarebbe molto da dire, comunque ora, i cosiddetti genitori legali, non se la sentono di avere tre bambini da sopportare, ma uno solo come avevano richiesto e allora cosa fare degli altri due? Semplice, il padre biologico dei 3 gemelli, avrebbe dichiarato alla donna, di voler scegliere solo uno dei piccoli, ma gli era sembrato crudele separarli e quindi, bontà sua, aveva optato per il loro aborto facendo diventare i bambini una qualsiasi merce di scambio che può essere cambiata o scartata come un abito o un mobile.
La Cook non solo ha respinto la richiesta di "riduzione selettiva" (ndr: leggi aborto) richiesta dal padre dei nascituri, ma ha anche fatto causa all'uomo.
Il caso è finito davanti alla Corte suprema della California riaccendendo la controversia sulle leggi che permettono oltre la maternità "delegata" a pagamento anche gli eventuali risvolti drammatici come chiedere addirittura l'aborto, solo che il problema nel caso specifico non è attuabile perché ciò può avvenire quando c'è un rischio per la madre o per il bambino, mentre nel caso specifico, sia madre che feti godono ottima salute.
I mass media americani hanno definito questo caso qualcosa di storico perché potrà riscrivere tutta la legislazione, non solo per questo caso, ma anche per l'utilizzo dell'aborto come soluzione a questo tipo di questioni.
Secondo i legali dell'uomo, le giustificazioni della richiesta sarebbero di carattere esclusivamente economico che non gli permetterebbero di affrontare con serenità la crescita dei tre piccoli. Secondo Melissa Cook, invece, la vera spiegazione è che l'uomo non vuole per egoismo allevare tre figli.
La donna chiede anche di non poter essere citata in giudizio per il rifiuto di abortire e dunque per l'inadempienza contrattuale.
"Sono una madre pro-life - ha ribadito la signora Cook - e non voglio abortire, stanno andando bene tutti e tre". "Non considero più gli accordi di maternità surrogata favorevolmente come in passato - ha dichiarato al 'Washington Post' -  Ho una profonda empatia per gli uomini che vogliono figli. Tuttavia, ora penso che il concetto di base di questo tipo di accordi vada riesaminato".
Per Jennifer Lahl, presidente del Center for Bioethics and Culture Network, la causa intentata dalla Cook rappresenta un caso giuridico, quasi rivoluzionario: "Le donne in tutta America sono state intimidite e sfruttate dall'industria per la maternità surrogata che va a caccia dei poveri per profitto". "Ora questo commercio - ha ribadito la Lahl- è andato troppo in avanti cercando di obbligare le donne ad abortire feti sani per una mera quotazione meramente economica".
Inoltre "Attraverso casi come questo, gli americani inizieranno a capire perché il Canada e tantissimi Paesi europei, asiatici e africani hanno vietato la maternità a pagamento. Trasforma le donne in allevatrici anonime e i bambini in prodotti da ordinare. Questo - continua Lahl - deve finire".
Il padre biologico, finalmente, dopo tutto il clamore suscitato dalla notizia, attraverso il suo legale, ha comunicato che si atterrà alle decisioni della Corte e pur non essendo d'accordo, accetterà la decisione di Melissa Cook e dunque alleverà tutti e tre i figli.
Tutto bene allora? Forse, perché la Corte può accogliere la richiesta della "madre in affitto", affidandole la custodia e i diritti parentali sui bambini e allora tutto sarebbe da ridiscutere: chi ci rimette in tutta questa faccenda sono solo i poveri bambini che ancora prima di vedere la luce devono subire le idiozie dei grandi.

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