Causa più danni la lattuga che la pancetta

Vegetariani killer della Terra
di Sergio Lo Martire

Finalmente avevo deciso: basta con uno stile di vita contro l'ambiente: "Anch'io voglio fare la mia parte per salvare il pianeta", dunque, mi sono detto, basta mangiare carne, dando, nel mio piccolo, un duro colpo agli allevamenti intensivi che procurano come sappiamo inquinamento e una produzione abnorme di gas serra.
Basta bistecche, basta salcicce e prosciutto, basta ai polli e anche ai pesci, bisogna salvare il pianeta ed anche le specie animali che rischiano l'estinzione per la mia voracità.
Bene, così, non senza qualche sofferenza, ho cominciato la mia nuova vita di paladino della Terra, ma non avevo preparato la tavola con il primo pranzo tutto vegetale che una notizia mi ha ributtato nello sconforto e non so più cosa fare.
Un gruppo di ricercatori della Carnegie Mellon University di Pittsburgh, in Pennsylvania, stando a quanto riportato da una loro ricerca, afferma che il mangiare salutare con frutta e verdura, in realtà sarebbe nientemeno altamente nocivo per l'ecosistema e non solo, ma ad accrescerebbe addirittura il problema del mutamento climatico.
I ricercatori hanno sostenuto i risultati di questo studio, anche con esempi pratici, prendendo in esame cibi con una quantità di calorie pari a 1.000 e hanno considerato quanto questo possa incidere sull'emissione dei gas serra.
La lattuga, in assoluto, è l' insalata più povera di calorie, 15 calorie ogni 100 grammi, per questo, per raggiungere la stessa quantità di calorie assunta, ad esempio, con due fette di pancetta (600 circa) sarebbe necessario mangiarne almeno cinque chili.
Sfido chiunque a mangiare questa quantità di insalata con un condimento di olio pari a questa montagna di insalata, almeno 300 grammi, per un apporto calorico di oltre duemila calorie.
Dunque, se la matematica non è un opinione, poche calorie e grandi quantità da consumare per arrivare ad un fabbisogno medio determina un intensivo processo produttivo e di trasporto con relativo incremento dell'emissione di gas serra.
Un conto, per essere chiari, è trasportare 5 chili di insalata e, a pari calorie, un etto o poco meno di pancetta, con una maggiore emissione di gas serra nel processo di produzione e di trasporto.
Il discorso non cambia per gli altri ortaggi che con questo metodo di ricerca sarebbero nemici dell'ambiente più di un allevamento di polli o di maiali.
Infatti, per produrre melanzane e cetrioli, a parità di calorie, vengono impiegati maggiori volumi di acqua e di energia con un incremento notevole proprio di produzione di gas serra.
Da tutto questo si ricava una massima che deve far riflettere, almeno penso: non è assolutamente detto che ciò che fa bene al nostro corpo faccia bene di conseguenza anche alla Terra. Se per ipotesi tutti facessero la mia scelta di diventare vegetariani allo stato puro, opzione che confesso sta vacillando, e conteggiando le risorse utilizzate per la produzione, quelle per il trasporto, il commercio e la relativa conservazione, in termini di acqua, consumo energetico ed emissione di gas serra, avremo insieme ad un maggior consumo di frutta, verdura, latticini anche di consumi energetici con un aumento del 38%, di l'acqua, sempre più preziosa, con un consumo superiore del 10% per non parlare delle tanto deprecate emissioni di gas serra che aumenterebbero del 6%.
Cosa fare dunque? La risposta probabilmente è nel classico compromesso: unire vegetali e carni come ad esempio una buona carbonara con pasta, dunque vegetale, pancetta come carne e con l'uovo e pecorino come via di mezzo.
Non salveremo certo la Terra, ma almeno ci guadagneremo nel gusto.

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