Veduta di Scicli: "Scicli, Ragusa, Italy" di trolvag - Scicli, Ragusa, Italy. Con licenza CC BY-SA 3.0 tramite Wikimedia Commons - https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Scicli,_Ragusa,_Italy.jpg#/media/File:Scicli,_Ragusa,_Italy.jpg

Un “Patrimonio” da difendere

Scicli
di Luisanna Tuti

Scicli è una città di circa 27mila abitanti in provincia di Ragusa. Il comune si estende dalla costa (bassa e sabbiosa, coperta da macchia mediterranea), fino al tavolato ibleo (suggestivo altipiano roccioso di natura calcareo-marmosa)."San Giovanni Evangelista, Scicli" di Catarella - Opera propria. Con licenza Pubblico dominio tramite Wikimedia Commons - https://commons.wikimedia.org/wiki/File:San_Giovanni_Evangelista,_Scicli.JPG#/media/File:San_Giovanni_Evangelista,_Scicli.JPGDolci pendii, di origine alluvionale, si alternano a rilievi calcarei e tutto il territorio è solcato da corsi d'acqua a carattere torrentizio. Negli anni questi “piccoli, potenti fiumi” hanno scavato profonde gole, (simili a canyon) e confluiscono tutti in una conca dove sorge Scicli.
Nel 2002 l'UNESCO ha dichiarato il centro storico della città, simile ad un Presepe dalle forme barocche, Patrimonio dell'Umanità."San Bartolomeo church tower (Scicli)" di cbarbi from madrid, spain - Flickr. Con licenza CC BY-SA 2.0 tramite Wikimedia Commons - https://commons.wikimedia.org/wiki/File:San_Bartolomeo_church_tower_(Scicli).jpg#/media/File:San_Bartolomeo_church_tower_(Scicli).jpg
La presenza di cave e grotte carsiche ha favorito, fin dalla preistoria, numerosi insediamenti rupestri. Reperti archeologici testimoniano il susseguirsi di molti popoli e importanti contatti con i greci. Scicli infatti vanta una (non attendibile) discendenza dalla città greco-siracusana Casmene. Sembra però che le sue origini siano molto antiche, presumibilmente risalenti al periodo siculo, circa tremila anni fa. Forse derivano da “Sciclis”, appellativo usato per indicare i Siculi, antichi popoli del mare.
Anche i cartaginesi vissero in questi territori fino alle vittorie e, conseguenti conquiste, dei romani, cacciati poi dai bizantini, seguiti dai saraceni. La dominazione araba segnò un periodo particolarmente florido, con un grande sviluppo del commercio e dell'agricoltura. Agli arabi successero i normanni, gli svevi e gli angioini. Purtroppo Carlo d'Angiò governò talmente male da suscitare un malcontento in tutta la Sicilia e provocare una insurrezione (Vespri Siciliani). Agli angioini seguirono gli aragonesi fino al 1860, anno in cui, con un plebiscito, l'isola dichiarò la sua annessione al Piemonte.
Solo nel XVI secolo Scicli raggiunse la sua attuale posizione geografica, dopo un lento e graduale passaggio dal colle alla pianura. Nel 1626, una grave epidemia di peste, ridusse la popolazione da 11mila a 4mila abitanti. Nel 1693 un violento terremoto distrusse metà delle sue abitazioni, provocando la morte di circa 3mila persone. Da tutto ciò Scicli risorse in forma barocca ed oggi è conosciuta ed apprezzata anche per i suoi bellissimi edifici settecenteschi.
Numerosi sono i suoi tesori architettonici civili e militari. Sir Anthony Blunt definì il Palazzo Beneventano, il più bel palazzo barocco della Sicilia. Anche Palazzo Fava, uno dei primi ricostruiti dopo il terremoto, gode di notevoli decorazioni barocche. Alcuni uffici del Comune sono dislocati a Palazzo Spadaro, chiara espressione della ricca architettura tardo-barocca, mentre il Municipio ha sede nel Palazzo di Città, di stile neo-classico, sorto ai primi del novecento sul distrutto Monastero delle Benedettine.
Le Chiese di San Matteo, di San Giovanni Evangelista, di San Bartolmeo Apostolo, di San Michele, sono solo alcune testimonianze di architettura religiosa che, con il Castellaccio e il Castello dei Tre Cantoni – di architettura militare – rendono questa città degna di essere considerata un “patrimonio assoluto” da difendere e tutelare.
La sua fascia costiera, ricca di agglomerati urbani, è intensamente coltivata sebbene goda di zone selvagge ed incontaminate. A Scicli è stata costruita la prima serra per la coltivazione di “primizie”. Un suo cittadino, Ignazio Fiorito, pensò di proteggere dal gelo le colture, coprendole con grandi teli di plastica che si fece inviare da Pirelli. Fu l'inizio della produzione “quattro stagioni”, la coltivazione di frutta, verdura e fiori in ogni periodo dell'anno.
Pesce (seppie, gamberi, tonno, acciughe), carne (vitello, maiale, pollame), formaggi, pasta di grano duro, ortaggi, capperi, pomodori, olive, sono da sempre le basi della sua ricca e varia cucina, legata agli ingredienti prodotti da questa terra generosa.

Stampa

Italian Media s.r.l. - via del Babuino 107, Roma, c.a.p. 00187, p.IVA 09099241003, edita il settimanale Italiani con registrazione al Tribunale di Roma n. 158/2013 del 25.06.2013 - email: info@italianmedia.eu

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.
Questo sito usa i cookie per migliorare la tua esperienza d'uso e usa cookie di terze parti. Proseguendo nella navigazione si presta implicitamente il consenso all’utilizzo di questi strumenti. Si rimanda alla nostra privacy policy per maggiori informazioni e per la possibilità di negare il consenso.