Pescatori della Praia – disegno di Paolo Sandulli

Alla ricerca del proprio io

Ferdinand e la Terapia Dissociativa
di Mario Attanasio

Ferdinand voleva ormai andare a fondo del problema, non ne poteva quasi più. La sua ultima fase di depressione era stata non lunga come la prima, anzi la aveva intercettata in tempo, ma voleva chiudere il conto, una volta per tutte. Come si dovrebbe fare con tutti i conti della vita, che, se non li chiudi definitivamente, ti si presentano improvvisamente di nuovo davanti.
Aveva sentito di questa nuova casa di cura Santa Venafra di Belluno dove il dr. Topetti affrontava il suo problema alla luce della Scienza dello Spirito della medicina antroposofica. Era questa una scienza che contemplava l'uomo nelle sue diverse nature. La fisica, la animica, la spirituale e quella astrale.
Ferdinand non ne capiva molto ma una sua amica era stata in quella clinica per riprendersi da una operazione molto difficile e si era ripresa molto bene, sia nel fisico che nel morale, anche se con difficoltà e in un tempo non breve. E fu così che si decise di dedicare una buona parte del suo mese di ferie a questo scopo.
Il dr Topetti, al momento della visita gli spiegò in cosa consistesse la terapia e chiese se fosse pronto alla cura. Lui, nonostante fosse un po' perplesso, accettò.
Il giorno stabilito il dr Topetti iniziò la cura. Questa consisteva nel dissociare, su terapia ipnotica, le diverse nature della sua personalità, in modo da trovare quella che non andava, o almeno capire come si relazionavano fra loro.
In una stanza illuminata a giorno il dottore cominciò a fissarlo decisamente negli occhi e gli ordinò di dormire. Lui ubbidì all'istante e si trovò in un grande salone con delle vetrate enormi, molto luminose che davano su un paesaggio montano.
Non era solo però, si aggiravano in quello spazio delle figure che lui non riusciva ad identificare bene. Sembravano delle persone ma non lo erano, non erano neanche delle ombre. Avevano qualche cosa di fisico ma non completamente. Erano piuttosto delle entità luminose con l'immagine umana. Sembravano delle persone, ma molto eteree, quasi trasparenti, incomplete, mancava però loro qualcosa per renderle intere. Erano, sembravano a Ferdinand tante parti di un tutto.
“E ora cosa succede”, si chiedeva lui, abbastanza intimorito da quella situazione insolita nella quale si trovava e di cui non riusciva a capirne il perché. Dopo il primo sbigottimento si riprese e si avvicinò a quella figura più consistente, più formata che, quando lo ebbe vicino, cominciò a comunicare con lui, non a parole ma col pensiero. Non c'era nessuna voce ma si capiva benissimo.
«Cosa ci fai qui?» Chiese l'entità. «Ma, non so, non capisco, non ricordo nulla di come sia arrivato qui e cosa ci faccio.» «Deve essere il solito scherzo del Dr. Topetti,» disse, o meglio comunicò, l'entità. «Il Dr. Topetti?» Disse Ferdinand che cominciava a ricordare qualcosa, ma molto, molto poco.
«Sì proprio lui, insiste con questa teoria della terapia dissociativa e ci manda qui dei poveracci alla ricerca del proprio io. Noi siamo in tanti ed abbiamo un sacco di cose da fare e lui ci fa ritornare indietro per aiutare le persone come te che hanno perso il proprio equilibrio interiore e sono scollegati fra le proprie entità.» «Porca miseria», pensò Ferdinand, «è proprio il mio caso» e si ricordò improvvisamente tutto.
«E tu chi sei?» «Io sono il tuo corpo fisico, ma in un'altra dimensione.» «E sei solo?» «Naturalmente no, sono con gli altri corpi che formano il tuo io.» «E quali sono?» «Beh, sono tanti, è una faccenda un po’ complicata e non so se riesci a capire tutto, comunque qui ora ci sono, solo perché sei stato proiettato qui, il tuo corpo eterico, quello astrale, quello spirituale, che a loro volta sono formati da altre, diciamo così, sottoentità. Ora succede che quando si vive tutte queste entità convivono insieme nello stesso corpo e nella stessa mente, insieme con l'anima e lo spirito.»
«Ma non sono questi ultimi la stessa cosa?»
«Ignorante! Che dici? L'anima è quella entità che rende il tutto animico, cioè è il collegamento fra lo spirito ed il corpo, altrimenti questo sarebbe un animale, invece con l'intervento dell'anima tutto si nobilita e acquista un valore più alto che trascende poi anche dal tempo e si trasmette allo spirito, che poi ne è l'ispiratore e ne subisce anche le conseguenze se le sue direttive non sono state seguite dalle altre varie componenti, come il sottoscritto, il corpo eterico o astrale o quello spirituale.»
“Ed ora come me la cavo?” Pensò fra sé e sé Ferdinand, che aveva capito solo di non avere capito nulla.
«Te la cavi così,» gli disse il corpo fisico, dandogli un grande spintone che lo fece precipitare nel vuoto, iniziando una caduta libera. Stranamente però Ferdinand non era preoccupato, anzi mano a mano che cadeva attraversava delle nuvole che gli davano più energia e tranquillità. «Siamo le tue entità eteree....» si sentì dire prima che sbattesse violentemente con la testa per terra e svenisse.
Quando riaprì gli occhi il Dr. Topetti emanò un respiro di sollievo. Il suo paziente aveva dato di matto ed alla fine era caduto dal lettino battendo violentemente la testa per terra e rimanendo svenuto per almeno dieci minuti.
«Mi hai fatto preoccupare, come stai?»
«Beh, a parte la testa che mi fa un male cane, devo dire mi sento come se mi fossero entrati dentro tanti paletti di legno, che però stranamente non mi fanno male, mi prudono solo un poco.»
«Ma dimmi,» chiese Ferdinand al dr. Canetti, «tu questo viaggio dissociativo lo hai mai fatto?»
«Certamente no» rispose lui, incauto.
«E allora è ora che lo intraprendi pure tu!» disse Ferdinand, scaraventandolo dalla finestra del quinto piano e augurandogli buon viaggio.

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