Accogliamo i profughi, ma non davanti alle telecamere
di Lorenzo Testa

Sere fa, guardavo in televisione un servizio della trasmissione "Le Iene" dove, in maniera impertinente si invitava una serie di cosiddetti vip del grande e piccolo schermo all'uscita di un evento mondano, ad ospitare in casa propria una famiglia di profughi.
Tutti hanno fatto dichiarazioni di grande impegno morale, dicendosi disposti a dare il loro contributo, ma appena l'intervistatore diceva che la famiglia dei profughi era li con lui, la situazione cambiava.
L'intervistatore non mollava la presa e invitava i vari personaggi a telefonargli il giorno dopo per prendere accordi.
Inutile dire che l'indomani i telefoni erano assolutamente muti.
Solo uno ha avuto la correttezza di dire che di ospitare un profugo lo aveva fatto perché c'erano le telecamere, altrimenti non ci avrebbe proprio mai pensato.
Viva la sincerità, solo che sfogliando su internet leggo di altri vip che si dicono disposti al solito a ricevere questa povera gente, solo che poi le cose, in molti casi, rimangono senza risposta.
È recentissima la dichiarazione a dir poco scioccante rilasciata ad un giornale tedesco dalla Cancelliera Merkel nella quale affermava che non avrebbe mai ospitato nella propria casa dei migranti anche se riconosceva la generosità di chi lo faceva (sic).
Insomma, anche "Madre Angela", come acclamata dai primi siriani accolti in Germania, ha i suoi problemi.
Essere generosi con chi ha bisogno è la base, pensiamo, di ogni società civile mentre voltare le spalle davanti alle piccole o grandi tragedie umane è una condizione di meschinità morale, almeno secondo la morale occidentale infarcita di buoni sentimenti cristiani e di laica concretezza.
C'è però un altra categoria di benefattori quelli che non si limitano alle buone intenzioni e fanno le cose concrete solo che invece di seguire il consiglio evangelico non far sapere alla destra cosa fa la sinistra, tendono a sbandierare i loro buoni gesti di solidarietà alla stampa.
Dopo il messaggio lanciato dalla Merkel di accogliere i siriani perché devastati dalla guerra, il gesto è stato visto con un certo sarcasmo, tanta generosità selettiva - si è detto - perché sono quelli più colti e facilmente inseribili nella macchina industriale, con un considerevole aumento del Pil tedesco nei prossimi anni.
Cattiverie, invidie?, forse, sta di fatto che in breve i siriani sono stati guardati come "merce rara" e c'è stato un accaparramento da parte dei vip mondiali per averne uno a cui fare possibilmente, sempre davanti alla stampa, un’opera buona di accoglienza, come la coppia simbolo della bontà, Brat Pit e Angiolina Jolieche diventeranno genitori per la settima volta, grazie all'ennesima pratica di adozione.
Lo scorso febbraio, la Jolie si era recata in un campo profughi, come inviata speciale dell'Alto commissario dell'Onu per i rifugiati, vicino al confine turco.
Tra i tanti disperati aveva conosciuto in particolare tre fratellini orfani scappati dalla Siria, la madre era morta sotto i bombardamenti mentre il padre era stato arrestato dai militari. Insomma una situazione a dir poco tremenda.
L'attrice si era a tal punto commossa per la loro vicenda che tornando a casa aveva l'intenzione di adottarli tutti e tre.
Solo che Brad Pitt, era assillato dall'idea di avere non più sei, ma ben nove bambini con quello che ciò poteva significare per la tranquillità casalinga.
Per farla breve, era un troppo anche per un divo di Hollywood, così Angelina è riuscita alla fine ad accontentarsi di avviare le pratiche per adottarne solo uno; la piccola Moussa di due anni.
Ovviamente tutta la storia è seguita dai rotocalchi a stelle e strisce giorno per giorno.
C'è, anche chi, sempre davanti ai riflettori, non esita a dare la propria casa ai profughi; è il caso di Eric Cantona, ex giocatore del Manchester United: "Accoglierò i rifugiati a casa mia. Se i politici non possono farlo, lo faremo noi", ha detto alla radio l'ex calciatore francese diventato attore, impegnandosi ad ospitare e nutrire per due anni un’intera famiglia di profughi.
La domanda che sorge spontanea è perché solo due anni, poi forse dopo li caccia via? Vedremo cosa succederà tra ventiquattro mesi.
Ma, come abbiamo scritto, non è certo un caso isolato per fare un esempio, addirittura il primo ministro finlandese, Juha Sipila, ha messo a disposizione una delle sue residenze ai profughi della guerra.
Milionario, sposato e padre di cinque figli, con precisione finnica ha dichiarato che all'inizio del 2016 una delle sue case sarà in grado di accogliere una famiglia di profughi. Bene, caro ministro, ma cosa sarebbe successo se avesse dovuto condividere con loro la propria casa insieme al bagno e alla cucina? Purtroppo non lo sapremo mai.
Per brevità ricordiamo anche il bel gesto della squadra del Real Madrid dove il presidente ha voluto ospitare il piccolo Zaid, che con il padre fu fatto inciampare da una fotografa a dir poco cretina mentre stavano fuggendo davanti alla polizia ungherese.
Cristiano Ronaldo, prima della partita contro il Granada allo stadio Bernabeu di Madrid, ha invitato in campo il piccolo con la sua famiglia facendogli fare un giro del campo e visitare la sala dei trofei, non solo ma tutti i calciatori madrileni hanno indossato per l'occasione la maglia con su scritto "Il calcio sta con i profughi".
Si potrebbe continuare l'elenco dei bei gesti di generosità, ma per concludere ricordiamo quello che a nostro avviso è a dir poco curioso.
È stato del miliardario egiziano Naguib Sawiris, patron di Orascom Telecom a proporre di risolvere l'emergenza immigrati comprando un'isola tutta per loro.
"La Grecia o l'Italia mi vendano un'isola - ha annunciato - dichiarerò l'indipendenza e accoglierò i migranti, ai quali offrirò posti di lavoro per costruire il loro nuovo Paese".
Si occuperebbe di tutto senza volere nulla in cambio, solo una nuova piccola nazione con tutto quello che questo comporta.
Non sappiamo quanta buona fede ci sia in tutti questi gesti di solidarietà, forse veramente sono persone generose, solo che sarebbe meglio fare solo il bel gesto e non strombazzarlo, ma anzi dimenticarlo subito dopo, è una questione di rispetto verso chi riceve la nostra generosità.

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