Foto: Giuseppe Bellavia

Itinerari enologici, per viaggiatori sensibili

Associazione Go Wine
di Giuseppe Bellavia

Sono ormai numerosissime se non incalcolabili le realtà che promuovono l’avvicinamento al mondo del vino. Certamente sulla scia del grande successo che il trainante settore del food & wine sta avendo al livello globale si è verificata una vera e propria superfetazione di gruppi, associazioni, comitati promotori ecc...Guida cantine d'Italia 2015
Naturalmente, qualità e professionalità sono requisiti poco diffusi, ed in uno scenario in cui prevale l’approssimazione e la mancanza di esperienza, alcuni protagonisti della scena forniscono un vero e proprio servizio ad appassionati e professionisti del settore.
Go Wine, associazione costituitasi ad Alba (CN) nel 2001, nasce dalla semplice idea che il vino non possa essere inteso esclusivamente come prodotto di qualità ed espressione della cultura agro-alimentare di un Paese, ma bensì come elemento caratterizzante che funga da propulsore verso la conoscenza e la scoperta.
Go Wine, si apprende dal sito, guarda al consumatore di qualità che ama viaggiare per il vino, per conoscere i luoghi della produzione e si propone di costruire un progetto che gradualmente possa coinvolgerlo e stimolarlo.
Difatti, l’associazione è prevalentemente rivolta a destinatari attivi, che abbiano dunque interesse alla scoperta territoriale ed enoica dell’Italia. È proprio l’Italia, infatti, la zona di interesse principe per ovvie ragioni paesaggistiche, culturali, ed agroalimentari. Così, muovendo i passi dalla guida annuale, è possibile districarsi attraverso numerosissimi itinerari regionali o provinciali, con indicazione delle soste maggiormente rappresentative del territorio di riferimento.
Nell’ambito delle numerose attività organizzate dall’associazione lungo lo “stivale” spicca l’evento “buono… non lo conoscevo”. Sotto i riflettori: i vitigni strettamente autoctoni italiani (banditi i vitigni internazionali), per permettere la ri-scoperta del nostro patrimonio ampelografico. L’attenta cura nella selezione dei produttori presenti è sempre ripagata del copioso pubblico che affolla i banchi d’assaggio. Cruciale è di certo la presenza dei piccoli e medi produttori, che impreziosiscono l’esperienza conoscitiva dell’assaggiatore, trasportandolo attraverso il lavoro e le tradizioni sin dentro il calice. Spesso simili contesti si rivelano come unica fonte di approccio a vitigni ignoti al di fuori del territorio di produzione. Soprattutto, considerando il rapporto qualità prezzo, parametro che troppo frequentemente viene sacrificato a vantaggio di marchi altisonanti.
Go Wine ha da poco iniziato la distribuzione della guida “Cantine d’Italia 2016”, con all’interno interessanti commenti e suggerimenti su cantine, ristoranti, alberghi e percorsi. Un ulteriore strumento da consultare per accrescere le conoscenze e migliorare le esperienze.

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