Anno 2010

Non aprite quella porta, c'è il futuro!
di Amedeo Feliciani

Negli anni cinquanta del secolo scorso, all'avvicinarsi del fatidico anno 2000, cominciavano ad apparire sui giornali le meraviglie a cui avremmo assistito: il terzo millennio sarebbe stato il secolo della liberazione dal lavoro pesante dell'uomo grazie ai robot, le auto non avrebbero avuto problemi di parcheggio o di interminabili code sull'autostrada perché avrebbero volato, malattie come il tumore sarebbe guarite con una semplice pillola, non solo, con il telefono si sarebbe potuto parlare direttamente con l'America, senza passare per il centralino, e, addirittura, la televisione si sarebbe collegata con altre emittenti nel mondo per programmi in diretta, peccato solo che bisognava aspettare ancora quasi mezzo secolo.
Ma non tutto era poi così affascinante, per i golosoni, ad esempio, c'era l'incubo del cibo, avremo mangiato tutto, da una carbonara a un tiramisù, trasformato in pillole, e, per i più fifoni, l'eventuale guerra atomica o l'invasione degli extraterrestri.
Però, a parte questo, il 2000 era considerato un vero e proprio Eldorado e chi allora era già avanti negli anni invidiava noi bambini di allora per tutte le meraviglie a cui avremmo assistito.
L'entrata del nuovo secolo è passata oramai da quindici anni e le cose invece di migliorare sono peggiorate: guerre, esodi biblici, distruzione del pianeta, crisi finanziaria, incertezza per il futuro e oggi che sono avanti negli anni non invidio certo i giovani di oggi che avranno un avvenire ancora più incerto.
Nonostante tante previsioni non azzeccate, l'uomo con i suoi potenti mezzi vuole ancora vedere nel domani quello che un tempo era "Il Sol dell'avvenire", ma a differenza di cinquant'anni fa dove le aspettative erano sempre o quasi rosee ormai siamo abituati al peggio. Qualche esempio?
Entro la fine del secolo, fra poco meno di ottantacinque anni, sulla Terra saremo ben 11,2 miliardi di persone, 4 miliardi in più degli attuali 7,3 miliardi e già nel 2050 il pianeta sarà abitato stabilmente da 9,7 miliardi e tutto, nonostante il declino della fertilità della terra in generale.
L'Africa sub sahariana, sarà l'apri pista, la sua popolazione infatti è in continua crescita.
Questo almeno secondo le stime delle Nazioni Uniti presentate quest'anno al convegno Internazionale di Statistica a Seattle, negli Stati Uniti.
Se per alcuni Paesi il problema sarà la crescita della popolazione, con tutti i problemi sociali che questo comporta, dal lavoro alla salute, dall'istruzione alla difesa del suolo, dai problemi legati all'uso delle risorse all'inquinamento, dalla salute alla mortalità infantile, disoccupazione, bassi salari e povertà, per altri, come il nostro Paese, sarà l'invecchiamento a creare problemi ancora più gravi da gestire, con tutti i costi sociali ed economici che questo comporterà per allora.
Lo studio dell'Onu ha analizzato anche la percentuale che indica il numero delle persone a carico dei lavoratori potenziali per ogni over 65.
Al primo posto, in negativo, il Giappone con 2 persone seguito subito dall'Italia con quasi 3 persone per ogni anziano.
Ma il 2100 ci riserva, sempre a noi Italiani, un altra bella sorpresa.
Per quell'anno il clima sarà abbastanza impazzito e il caldo, specialmente l'estate, sarà a livello sahariano dunque insopportabile, mentre diventeranno più miti le temperatura nel Nord Europa con una crescita del turismo nello splendido, per allora, e assolato Mar Baltico, sempre però fra 85 anni, per ora godiamoci ciò che ancora abbiamo il mare il sole e le nostre bellezze sempre che nel frattempo il mare non si sia innalzato e addio allora al Bel Paese prima del tempo.
Parafrasando un vecchio film del terrore mi viene da dire:"Non aprite quella porta, c'è il futuro!"

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