"Fonte Pliniano" di Andrea Fistetto - Opera propria. Con licenza CC BY-SA 3.0 tramite Wikimedia Commons - https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Fonte_Pliniano.jpg#/media/File:Fonte_Pliniano.jpg

“La città dei Messapi” o “del Primitivo”

Manduria
di Luisanna Tuti

Secondo gli ultimi dati ISTAT, quest’anno la maggior parte degli italiani ha scelto di trascorrere le vacanze nel nostro Paese e la regione più gettonata risulta essere la Puglia. In omaggio a questa meravigliosa terra, questa settimana dedicheremo la nostra attenzione ad una cittadina in provincia di Taranto: Manduria.
Situata nel cuore del Salento conta circa 32mila abitanti. E’ detta anche “Città dei Messapi” (abili domatori di cavalli) o del “Primitivo”. Manduria sorge sulle ‘murge tarantine’ ed il suo territorio, che si estende lungo la fascia costiera per circa 18km, è fertile e produttivo. "Area Naturale Protetta Palude Del Conte" di Andrea Fistetto - Opera propria. Con licenza CC BY-SA 4.0 tramite Wikimedia Commons - https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Area_Naturale_Protetta_Palude_Del_Conte.jpg#/media/File:Area_Naturale_Protetta_Palude_Del_Conte.jpgLe mura megalitiche, circondate dai resti di un fossato, sono la testimonianza di un antico passato. (Degli scavi recenti hanno portato alla luce vasi, tombe e monete risalenti al periodo romano). Fondata dai Messapi, nel 260 a.C. entrò a far parte dei domini romani ma, all’arrivo di Annibale, la città si schierò contro Roma e, dopo la sconfitta del condottiero, Manduria dovette subire una dura repressione. Distrutta dai Saraceni, nell’ Xl secolo fu ricostruita con il nome di Casalnuovo, espandendosi verso occidente, mentre la zona orientale fu riservata alla necropoli. Solo nel 1789, Ferdinando di Borbone, Re delle Due Sicilie, le restituì l’antico nome di Manduria. Nel 1895 Umberto l°, Re d’Italia, le concesse il titolo di città. Questa si snoda attraverso vicoli, stradine e piazzette nelle quali ci si può anche perdere se non si ha l’esatta conoscenza dei luoghi.
"Manduria - salina dei monaci" di Davide RESTA - Opera propria. Con licenza CC BY-SA 3.0 tramite Wikimedia Commons - https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Manduria_-_salina_dei_monaci.JPG#/media/File:Manduria_-_salina_dei_monaci.JPGCuore pulsante di Manduria è certamente la “Chiesa Madre”, edificio di impianto romanico fortemente influenzato da elementi tardo-gotici e catalaneggianti. Eretta sui resti di un’antica chiesa medievale, fu iniziata sul finire del XV secolo ed ultimata intorno alla metà del secolo successivo. Il campanile è composto da cinque piani sovrapposti, la cui architettura è motivo di grande interesse per studiosi di tutto il mondo. Affiancano la Chiesa Madre, la neoclassica Chiesa di Santa Lucia, la barocca Chiesa dell’Immacolata, la Chiesa di San Michele Arcangelo, di Sant’Antonio, San Giuseppe, oltreché edifici civili di grande pregio, come il Palazzo Imperiali, edificato nel 1717 come residenza del feudatario di Casalnuovo, don Michele lll Imperiali."Chiesa Madre della Santissima Trinità, campanile (Manduria)" di Marek93 di Wikipedia in italiano. Con licenza CC BY-SA 3.0 tramite Wikimedia Commons - https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Chiesa_Madre_della_Santissima_Trinit%C3%A0,_campanile_(Manduria).JPG#/media/File:Chiesa_Madre_della_Santissima_Trinit%C3%A0,_campanile_(Manduria).JPGConcepito come dimora urbana a pianta quadrata, isolato su tutti e quattro i lati, riflette uno stile severo ed austero , caratteristico del barocco salentino, dal quale si discosta con gli evidenti inserimenti tardo-romani ed un richiamo rococò, costituito dalla lunga balconata in ferro battuto. Palazzo Giannuzzi, Palazzo Pasanisi, Palazzo Schiavoni, Masseria Abata, Masseria Bagnolo, Masseria Marina e molti altri, costituiscono un patrimonio invidiabile di architettura civile. A Nord-Est della città si trova il Parco Archeologico delle Mura Messapiche, con la più grande necropoli messapica mai scoperta e con resti delle tre cerchie murarie che circondavano la città.
Nell’area naturale protetta intorno a Manduria troviamo boschi di querce e pini alternati alla macchia mediterranea che comprende mirto, mortella, corbezzoli, ginepri, prugnoli, finocchio selvatico, rosmarino, origano e salvia. Tra queste piante si muovono ricci, lepri, volpi, donnole, allodole, tordi, anatre. Sulla fascia più umida costiera, verso Avetrana e Porto Cesareo, incontriamo ampie saline artificiali, mentre, disseminati per tutto il territorio gli uliveti consentono la produzione di un olio noto in tutto il mondo per il suo sapore unico e particolare. Viti, grano, granturco completano i prodotti di questa terra generosa.

Stampa

Italian Media s.r.l. - via del Babuino 107, Roma, c.a.p. 00187, p.IVA 09099241003, edita il settimanale Italiani con registrazione al Tribunale di Roma n. 158/2013 del 25.06.2013 - email: info@italianmedia.eu

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.
Questo sito usa i cookie per migliorare la tua esperienza d'uso e usa cookie di terze parti. Proseguendo nella navigazione si presta implicitamente il consenso all’utilizzo di questi strumenti. Si rimanda alla nostra privacy policy per maggiori informazioni e per la possibilità di negare il consenso.