Don Mazzi, il coraggio e la Lega Nord
di Antonello Cannarozzo

Don Mazzi, o anche affettuosamente chiamato don Prezzemolino, perché è presente ovunque; dalle sagre di paese ai talk show televisivi, è uno che parla, anzi pontifica su tutto e su tutti.
Fondatore della “Comunità Exodus”, per il recupero dei ragazzi dipendenti dalla droga, ne ha viste, come ammette lui stesso, di tutti i colori tanto da dargli quella tempra di eterno combattente. Spesso mi sono trovato in disaccordo con lui, specialmente sulla visione della Chiesa in generale e poi, confesso, mi da sempre un certo fastidio ascoltare le persone che si auto-citano vantando le proprie qualità, sempre che tali siano.
Ha il coraggio, come afferma, di dire le cose come stanno, di non aver peli sulla lingua, insomma è uno che non guarda in faccia nessuno, solo ci sarebbe da chiedere chi sono in realtà gli eventuali antagonisti di questo "coraggioso" prete.
Sinceramente non ne vediamo all'orizzonte, se non alcuni cattolici, ormai in via di estinzione, che pensano che il prete debba fare il prete, e non avere atteggiamenti mondani, ma così è il mondo e non avendo veri nemici pronti a contrastarlo, circondato com'è dall'affetto della gerarchia ecclesiastica, dai vip del mondo dello spettacolo e dai politici, don Mazzi può continuare a dimostrare tutto il suo "coraggio" di prete indipendente.
Ciò che stupisce del personaggio è non tanto l'impegno verso gli emarginati, per un prete è un minimo sindacale, ma schierarsi apertamente, sempre con "coraggio", politicamente diventando di parte nell'agone politico come durante una assemblea pubblica del Pd dove, parlando di Renzi, con il "coraggio" che lo distingue, non ha usato mezzi termini per dire cose scottanti anche sul premier:"Conosco Renzi praticamente da quando era scout, abbiamo lui e bisogna creare unità attorno. All’altro (leggi Maroni) abbiamo già regalato la Regione" e, almeno leggendo le agenzie, per schierarsi apertamente, usando anche parole offensive verso avversari politici, che, seguendo il Vangelo, non dovrebbe avere.
Parlando della Lega Nord, ad esempio, e del suo segretario Salvini ha espresso con eleganza e carità cristiana il bel concetto: "Quando vedo Salvini corro subito al cesso".
Dopo questo profondo pensiero, don Mazzi rivolgendosi ancora alla platea ha aggiunto a proposito del futuro sindaco di Milano: "Non vorrai mica trovarti a Milano con Salvini perché siamo così cretini da regalargli la sedia".
Nessuno obbliga certamente don Mazzi, a condividere le idee di Salvini, ma che esempio può mai dare un prete che ha questo frasario per un altro uomo?, e inoltre, come può trattare implicitamente coloro che votano Lega per cretini.
Se papa Francesco dice: "Chi sono io per giudicare?" lo è forse don Mazzi per sapere chi è intelligente e chi è cretino?
Un prete deve fare apostolato, anche difficile, ma deve portare il Vangelo a tutti e, mi permetta, don Mazzi, il cesso se lo tenga per sé.

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