"Tempio Pausania - Costume tradizionale (01)" di Gianni Careddu - Opera propria. Con licenza CC BY-SA 3.0 tramite Wikimedia Commons

Preistoria, storia e tradizione

Tempio Pausania
di Luisanna Tuti

Se mai nominassi la Sardegna, a chi verrebbe in mente Carbonia, Iglesias od Orgosolo? Il nostro pensiero correrebbe immediatamente verso le meravigliose spiagge di sabbia rosata, distese ad arginare quel mare di smeraldo che tutto il mondo ci invidia. Porticcioli attrezzati per accogliere i lussuosi yacht dei ricchi del pianeta che ogni estate onorano della loro presenza quella costa che, per circa due mesi, diventa il ritrovo di tutta la facoltosa nobiltà e borghesia mondiale. Immagini di belle donne ed attempati commendatori, che fanno loro da chaperon, invadono i settimanali con foto, racconti, amori. Esiste però una Sardegna più nascosta, ma non meno bella e suggestiva, che riesce a guadagnare l’interesse della cronaca solo in occasione di qualche sequestro o incidente mortale: è il ventre dell’isola, con le sue alture, i suoi paesaggi rupestri, i suoi boschi di querce da sughero.
Vista di Capo Carbonara dall'Isola Dei Cavoli.http://commons.wikimedia.org/wiki/File:South_side_of_Cape_Carbonara.JPG. Autore: RaffaelinoVoglio parlare di Tempio Pausania, un comune situato al centro della Gallura di circa 14mila anime, capoluogo, con Olbia, della provincia di Olbia-Tempio in Sardegna. Sul territorio, oggi dedito alla lavorazione del sughero e del granito, si incontrano tracce dell’epoca pre-nuragica, con ritrovamenti di strumenti in selce (rocce di silice) ed ossidiana (vetro vulcanico). I resti del Villaggio del Monte Lu Finocchiu, le tombe del Monte di Dieu e i nuraghi di Izzana, testimoniano la vita sul territorio durante l’epoca nuragica. Recenti scavi hanno portato alla luce anche i ruderi di un Villaggio Nuragico nella parte alta del centro città.
"Tempio Nuraghe Majori". Con licenza CC BY-SA 3.0 tramite Wikimedia Commons - http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Tempio_Nuraghe_Majori.jpg#/media/File: Tempio_Nuraghe_Majori.jpg. Caricato da StahlkocherProbabile derivazione dell’insediamento di un’antica milizia romana (forse una coorte formata da sardi e corsi) sono alcuni resti romani (antiche strade e muri di mattoni), rinvenuti in località Mizzana, presso la zona industriale. Nel 1420 il territorio divenne feudo della famiglia sardo-iberica Carroz d’Arborea e iniziò un’epoca di sviluppo economico e demografico. Nel 1520 il Papa Giulio II unì le diocesi di Civita ed Ampurius, stabilendo che avrebbe prevalso quella il cui Vescovo fosse sopravvissuto all’altro. Nel 1510 Pedro Stornell, vescovo di Civita, morì e la residenza della diocesi venne stabilita a Castellaragonese (oggi Castelsardo). Nel 1543 nella zona di Tempio, fu fondato, per volontà di Giovanna de Portugal, moglie del feudatario, un convento francescano di impianto rinascimentale, dove si insediarono i frati Minori Osservanti. Intorno al 1580 nella campagna di Tempio, cominciarono ad apparire i primi stazzi di pastori, descritti come esseri miseri, sempre in movimento, abituati a dormire con le loro pecore, in mezzo ai cespugli o sotto le querce.
Intorno al 1700, la Spagna, entrata in conflitto con l’Austria, fu costretta a cedere la Sardegna ed è in questo periodo che inizia l’uso del dialetto gallurese.
"Tempio Park Hotel". Con licenza CC BY-SA 3.0 tramite Wikimedia Commons - http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Tempio_Park_Hotel.jpg#/media/File:Tempio_Park_Hotel.jpgNel 1720 la Sardegna, passata sotto lo stato Sabaudo, fa di Tempio un centro di aggregazione della popolazione degli stazzi, incrementando notevolmente il suo sviluppo demografico. In quel periodo il Marchese di Rivarolo, riferendosi alla città dice che “i cavalieri di detta villa, vivono di contrabbando e tengono mano alle rapine dei banditi”. Nel 1807, con Regio Editto, Tempio diventa Prefettura.
Nel corso dell’800 si rafforza il potere della nobiltà locale e Tempio diviene la 4° città della Sardegna. Nel corso del 900 però il ripopolamento delle coste e l’autonomia comunale ottenuta da alcune frazioni, riducono drasticamente l’estensione del territorio della città. Infine, la crescita demografica, consente ad Olbia di diventare il centro economico della zona e lascia a Tempio solo il ruolo di centro dei servizi amministrativi (tribunale, agenzia delle entrate…)
Nella città, molto simile ai centri del sud della Corsica, è interessante vedere i molti palazzi costruiti con blocchi di granito.
Il 10 agosto Tempio si anima per la grande festa di San Lorenzo che parte dalla chiesa dedicata al Santo (XVIII^ secolo), posta sull’omonimo colle, che conserva la statua del martire sulla graticola.
I nuraghi di Polcu e Maiori; le Chiese di S. Francesco, Santa Croce, Sant’Antonio, San Giuseppe; la Cattedrale di S. Pietro, Palazzo Pes di Villamarina, Palazzo degli Scolopi, Palazzo Pes di Via Napoli, il Teatro del Carmine sono siti storici con caratteristiche differenti a seconda delle epoche, ma tutti di grande importanza che rendono Tempio Pausania una città d’arte da visitare per poter apprezzare degnamente bellezze italiane meno conosciute, ma non meno interessanti di quelle più gettonate dalla maggior parte dei calendari turistici.

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