Una Chiesa, ma con altre cento parallele
di Antonello Cannarozzo

Con papa Francesco la Chiesa sembra rivivere una nuova popolarità, se non spirituale certamente d'immagine. È la Chiesa aperta al mondo e alle sue novità o, per meglio dire, alle sue mode.
Nonostante un irreversibile processo di secolarizzazione e di laicità, almeno secondo la vulgata corrente, la società italiana è tuttavia caratterizzata ancora dall’esistenza della Chiesa cattolica in tutti i suoi aspetti: dall’arte alla letteratura, dalla politica all’etica, dalle relazioni sociali alla politica.
Concetti così radicati che per molti italiani “la Chiesa” è solo quella cattolica ed anche con la parola cristiani, siano essi ortodossi o protestanti, si intendono sempre e solo i cattolici. Lo stesso per le nuove forme di spiritualità che si dichiarano cristiane, spesso in odore di scisma.
In queste righe vogliamo entrare proprio in questo mondo parallelo alla Chiesa ufficiale, poco conosciuto, ma certamente rilevante non solo per alcune migliaia di loro fedeli, quanto perché queste idee sono entrate in un certo modo anche nella Chiesa ufficiale.
Nella storia ecclesiale troviamo spesso sette o gruppi scismatici che si sono ribellati al papa o ai dogmi della dottrina fin dalle origini e per i quali furono indetti numerosi Concili per rettificare o condannare alcune idee ritenute eretiche.
In epoca moderna, rispetto alla storia millenaria, un primo esempio di carattere anti-moderno, o “reazionario”, assai prima di monsignor Marcel Lefebvre, si ebbe con la Pètite Église, un movimento francese che si ribellò al Concordato del 1801 fra la Santa Sede e Napoleone I, visto come un tradimento della sovranità della Chiesa.
Sessant’anni dopo, un’altra separazione dolorosa è quella del movimento Unione di Utrecht, organizzato contro il dogma dell’infallibilità del Papa, proclamato nel dicembre 1869 da san Pio IX durante il Concilio Vaticano I.
In seguito fiorirono altri movimenti o “Chiese nazionali” che vollero affermare la loro peculiarità nazionale ed etnica, rigettando il potere centralizzato della Santa Sede, come, ad esempio, la Chiesa Nazionale Polacca, fondata verso la fine del XIX secolo tra i polacchi emigrati negli Stati Uniti che mal sopportavano l’ingerenza e la discriminazione del clero irlandese nella loro vita religiosa.
Pochi anni dopo nasceva anche la Chiesa Filippina Indipendente, creata da Gregorio Aglipay, agli inizi del secolo scorso, durante la lotta per l’indipendenza delle Filippine sotto il dominio spagnolo, che accusava la gerarchia cattolica di sostenere il regime.
Con il rifiuto di obbedienza al Papa e, dunque, della dottrina cattolica, si aprì con il tempo la strada ad altri scismi, fino ad arrivare al più importante, a livello mondiale, quello del vescovo “ribelle” Marcel Lefebvre che si è consumato nel 1988 con la scomunica di Giovanni Paolo II.
Oltre monsignor Lefebvre, nella rottura con Roma, nello stesso periodo troviamo altri gruppi ancora più integralisti i “sedevacantisti”, i quali considerano la Sede Apostolica formalmente e materialmente “vacante”, in quanto i papi succeduti a Giovanni XXIII avrebbero perso ogni legittimità acconsentendo a riforme inaccettabili per la dottrina della Chiesa e dunque di fatto venendo meno, anzi tradendo, la loro missione di depositari della vera dottrina.
In questo contesto, spesso drammatico, non mancano anche figure singolari.
Nella contestazione alla legittimità papale, scopriamo un certo numero di personaggi che hanno affermato nel tempo di essere il “vero” Pontefice, resuscitando, così, l’appellativo medievale di “antipapi”.
Per limitarci all’Italia, citiamo il caso del XIX secolo, quello del parroco piemontese Francesco Antonio Grignaschi che dalla Valle Anzasca nel Monferrato, attorniato da diverse veggenti, si proclamò Messia e nuovo Cristo oppure, alla metà del XX secolo, la “Chiesa di Voltago”, sorta nella chiesa Ambrosiana dopo un apparizione mariana e con la conseguente nascita di una dottrina millenaristica con al centro la figura della Madonna.
Eresia condannata severamente dall’allora cardinale di Milano Ildefonso Schuster, ciò nonostante, nel corso della breve esistenza, circa dieci anni, in questa “pseudo Chiesa”, si ebbero manifestazioni di Cristo, della Madonna e anche l'elezione di un sommo pontefice eletto, ovviamente, direttamente da Dio.
Altre volte, però, lo strappo va oltre e nascono fenomeni di “cattolicesimo di frontiera”; nel ‘68 erano le comunità di base o del dissenso per la loro partecipazione della religione alla vita politica ad avere forti attriti con la Chiesa di Roma.
Come si vede la realtà spirituale è assai variegata come se ognuno avesse il bisogno di farsi un Dio e una religione a proprio uso e consumo.
Una verità con cui certamente la Chiesa dovrà confrontarsi assai presto come già avviene in alcune realtà dell’America latina come il Brasile.
Finora queste realtà sono rimaste ai margini della Chiesa ufficiale, se non addirittura combattute, forse, con il vento sempre più impetuoso dell'ecumenismo e con un papa come Francesco non è difficile pensare che anche queste forme marginali troveranno il loro spazio nella galassia un po' confusa di questi tempi che agita i Sacri Palazzi d'oltre Tevere.

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