Tra spiritualità e Pil

Il nuovo Giubileo di papa Francesco
di Antonello Cannarozzo

Con un annuncio a sorpresa papa Bergoglio, come è ormai solito stupirci, ha indetto un Giubileo straordinario ad appena quindici anni dall'ultimo che inizierà l'8 dicembre di quest'anno per concludersi il 20 novembre del 2016, giorno di Cristo Re in ricordo di mezzo secolo dalla chiusura del Concilio, anche se quest'ultimo si è concluso in effetti nel 1965. Resta comunque una grande occasione per la spiritualità della cristianità e, come vedremo, anche una grande possibilità per la nostra economia.
Prima però volevo fare due precisazioni.
Il papa, durante l’omelia nella Basilica Vaticana, ha detto ai presenti: “Ho deciso di indire un Giubileo straordinario che abbia al suo centro la misericordia di Dio. Sarà dunque l'Anno Santo della misericordia”. Molti giornali hanno subito riportato la parola misericordia come qualcosa di originale, mai sancito fino a quel momento dalla Chiesa.
In realtà, per non fare confusione, ogni Anno Santo, fin dalla sua istituzione con Bonifacio VIII nel 1300, ha proprio nella misericordia la sua principale caratteristica pastorale. Dunque, non è una novità. La stessa parola Giubileo, infatti, deriva dall'ebraico, Jobel o caprone, in riferimento al corno di montone utilizzato nelle cerimonie sacre che aprivano, tra l'altro, proprio l'anno giubilareche sanciva la remissione dei peccati e della riconciliazione nel popolo di Israele.
L'altra osservazione riguarda invece l'aspetto più dottrinario nel quale si ribadisce che: "Nessuno può essere escluso dalla misericordia di Dio; tutti conoscono la strada per accedervi e la Chiesa è la casa che tutti accoglie e nessuno rifiuta. Le sue porte permangono spalancate, perché quanti sono toccati dalla grazia possano trovare la certezza del perdono. Più è grande il peccato – ha sottolineato il Papa – e maggiore deve essere l’amore che la Chiesa esprime verso coloro che si convertono".
Parole belle che aprono il cuore alla speranza, solo che bisogna fare qualche precisazione che sicuramente il papa non tarderà a chiarire perché non tutto nella Chiesa può essere perdonato: “In verità vi dico - afferma Gesù (Mc 3,28-30) - tutti i peccati saranno perdonati ai figli degli uomini e anche tutte le bestemmie che diranno; ma chi avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo, non avrà perdono in eterno: sarà reo di colpa eterna”. Misericordia si, ma con giustizia.
Fatte queste due precisazioni spirituali, andiamo sul concreto, anzi economico.
Il Giubileo potrebbe essere una grande occasione, forse unica per il nostro Paese, una vera benedizione, questa volta usata in maniera laica, per il dissanguato nostro Pil che da otto anni vive nella recessione.
Dati ufficiali ovviamente non ce ne sono al momento, ma dalla Bocconi fanno sapere che potremmo assistere a un exploit di turisti intorno ad un +13%, come nel 2000, l’ultimo Anno Santo, allora Giovanni Paolo II portò circa 25 milioni di persone e il prodotto interno lordo balzò al 2,9%, una cifra mai raggiunta da allora con calo della disoccupazione di un punto percentuale portandola ad un fisiologico 10,4%.
E quest'anno potrebbe addirittura fare un boom dell’1,2%. A questo punto bisogna domandarsi: farà lo stesso miracolo, è proprio il caso di dire, anche papa Francesco?
Le basi ci sono tutte.
Innanzitutto pellegrini o semplici turisti sarebbero indotti a conoscere Roma e l'Italia in genere, grazie anche al forte indebolimento dell’euro rispetto al dollaro tanto che la Goldman Sachs pronostica addirittura un cambio a 0,80 centesimi di euro per un biglietto verde nel giro in appena due anni. Una boccata d'ossigeno per le nostre esportazioni ed anche per la nostra economia interna prima fra tutti il turismo che nonostante il suo enorme peso nell'economia, è ancora trattato come una Cenerentola, insieme alla filiera agro-alimentari, culturali e paesaggistici.
Insomma, il Giubileo, insieme all'Expo che creerà già 200mila nuovi posti di lavoro e valore di un 0,2% di Pil, si presenta come una grande spinta alla crescita.
I pronostici ci sono ora mancano solo i fatti, quelli concreti.
Staremo a vedere, comunque anche la storia di questo evento ci lascia ben sperare essendo stato il Giubileo sempre un grande veicolo di entrate. Nell'anno della sua prima apertura anche Dante Alighieri rimase colpito dalla massa dei pellegrini che portavano ricchezza e affollavano Roma tanto che scrisse nel canto XVIII dell'Inferno:
"Come i Roman per l'esercito molto, l'anno del giubileo, su per lo ponte hanno a passar la gente modo colto, che da l'un lato tutti hanno la fronte verso 'l castello e vanno a Santo Pietro, da l'altra sponda vanno verso 'l monte."
Speriamo che queste due realtà, l'Expo e il Giubileo, possano mantenere le promesse, ai pazienti lettori diamo l'appuntamento fra una anno per verificarne i risultati.

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