"Mausprofil" di --Xocolatl 17:04, 14 January 2008 (UTC) - Opera propria. Con licenza Pubblico dominio tramite Wikimedia Commons - http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Mausprofil.jpg#mediaviewer/File:Mausprofil.jpg

La peste è ancora tra noi, ma sappiamo combatterla
di Rosario Vitti

"Scendeva dalla soglia e veniva verso il convoglio..." è il famoso incipit del racconto della peste a Milano del 1635, raccontata dal Manzoni nel libro "I Promessi Sposi".
Ma la peste, come sappiamo, ha una storia antichissima che ha condizionato la vita dell'uomo per migliaia di secoli e non c'è civiltà che non ne sia stata colpita.
Alcuni testi dell'antico Egitto, già nel secondo millennio a.C., raccontano ripetute epidemie di peste, così come ne parlano i popoli ittiti o della Mesopotamia per non citare la Bibbia in cui vengono raccontate pestilenze ed epidemie, a testimonianza della frequenza di questi eventi, e continuare con tantissime vicende sulla peste, un contagio che ha molto spesso cambiato il corso della storia.
Oggi nessuno ha più paura della "morte nera" perché è una malattia debellata grazie ad un sistema di vita più igienico e con maggiori possibilità di cura, questo almeno quello che pensano in molti, ma le cose non stanno proprio così.
Guardando tutte le epidemie di peste nel mondo che si sono susseguite nei secoli, ci accorgiamo che in realtà l'allarme peste non è mai finito veramente.
Solo agli inizi di questo terzo millennio si sono registrano casi importanti, anche se non si può certo parlare di epidemia, come in Egitto nel 2009 con 13 morti e cinque anni dopo, nel 2014, in Madagascar 138 casi e 47 morti e, cosa più preoccupante, non è stata ancora del tutto debellata: ancora all'inizio di quest'anno si sono registrati almeno una decina di nuovi infettati.
Una malattia insidiosa perché la propagazione nell'uomo avviene attraverso la puntura delle pulci dei ratti, la xenopsylla cheopis, o tramite il morso dei ratti stessi o di altri roditori, inoltre la pulce dell'uomo come i pidocchi, anche se in forma minore, possono trasmettere la peste bubbonica anche da un individuo all'altro.
Se leggendo queste righe si può pensare che tutto questo appartenga a terre lontane, purtroppo vi sbagliate.
Ci sono casi, anche se saltuari pure in Canada e negli Stati Uniti, anzi da una ricerca proprio questi ultimi hanno problemi addirittura a New York, il simbolo della nazione e non solo.
Due importanti ricerche americane, affermano che i topi della grande mela sono infestati da pulci, possibili portatori sani di peste bubbonica. Tracce di Dna del batterio della "morte nera" sarebbero state trovate, è bene usare il condizionale, nei tunnel e negli snodi dell'immensa metropolitana.
Pubblicato dal «Journal of Medical Entomology», una prima ricerca, ha analizzato 6.500 pulci, pidocchi e acari rilevati su 113 topi catturati in cinque luoghi differenti di Manhattan, tra cui tre condomini dei quali il 30% dei ratti erano portatori di «pulci orientali», la specie che devastò l’Europa nel XIV secolo.
L'entomologo della Cornell University, Matthew Frye, autore della ricerca, spiega l'importanza della prevenzione adottata dalle autorità sanitarie. "Se questi topi - ha ribadito - sono portatori di pulci che possono trasmettere la peste agli esseri umani, il solo anello mancante per il ciclo di contagio è l’agente patogeno".
Insomma basta una pulce infetta di troppo e il contagio è avviato.
Per un tale allarme bisogna arrivare agli anni '20 dello scorso secolo con uno studio allarmante sul rischio peste nella città di New York.
Se in quel tempo gli studiosi compararono la presenza in media di 0,22 pulci orientali per ogni ratto, oggi la media è di 4,8 pulci, con un apice di 25,7 punti per ratto.
Lo studio di Frye, segue un altro pubblicato lo scorso mese dalla rivista «Cell System», secondo cui sono state rinvenute, tra le migliaia di batteri rilevati nella metropolitana di New York, tracce di peste Yersinia, un bacillo scoperto nel 1894 da Alexandre Yersin.
Gli autori della ricerca spiegano che si tratta di microbi morti e che il rischio di un’epidemia di peste è attualmente impossibile.
Grazie anche alla "medicina moderna che ha a disposizione antibiotici che - avverte Frye - possono efficacemente contrastare la malattia se viene individuata nelle sue fasi iniziali". Comunque, al di la delle rassicurazioni degli esperti, gli agenti patogeni che possono contagiare, come pulci, zecche, e batteri vari, sono ancora presenti tra noi, tutt'altro che debellati, l'importante è non permettere loro di trovare una causa scatenante alla quale non sempre si può rispondere con le medicine, ma con la politica della prevenzione non solo nelle nazione avanzate, ma soprattutto tra quelle, ancora ai margini del benessere, dove il pericolo è ancora molto attivo.
Mentre scrivo queste righe penso alla mia città, Roma, dove la sporcizia è in aumento, la presenza di ratti è giornalmente denunciata un po' dovunque, specialmente, è triste dirlo, nelle scuole che dovrebbero avere standard di pulizia ottimali.
Forse sarebbe il caso di fare anche da noi una indagine come a New York, e forse ci potremmo svegliare con qualche brutta sorpresa.

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