Europa

Il dialogo interculturale si complica
di Mario Vallini

Dopo le stragi di Parigi, in Europa non sarà più nulla come prima.
Il problema dell'Islam, come elemento sociale destabilizzante per le nostre città acquista ora un elemento più pericoloso: la violenza spietata. Inutile dire che questa stessa violenza viene praticata in maniera assai più feroce e numerosa proprio sulle stesse popolazioni mussulmane pacifiche.
È scoppiata una guerra, si grida da molte parti e forse è anche vero, ma sarebbe un errore ancora più grave interrompere un dialogo con il fedeli del Corano, è quanto mai importante trovare insieme una quadra con l'arma del dialogo.
È difficile,nessuno lo nasconde, ma rimane l'unico espediente vero contro questa follia.
Ho sentito da molte parti in questi giorni frasi del tipo rimandiamoli a casa, i mussulmani, ma chi rimandiamo?, chi ha un regolare passaporto e cittadinanza e vive in Francia o in Italia come in Germania da ormai tre o quattro generazioni?
È follia. Più controlli, certamente, ma, come è stato per le nostre Brigate Rosse, la loro sconfitta si ebbe quando vennero prosciugati i loro appoggi esterni, i cosiddetti fiancheggiatori, e trovandosi ben presto isolati.
Oggi questi fanatici possono essere isolati solo dai loro fratelli di fede, non solo dalle forze di polizia che per quanto efficaci non possono controllare ogni strada, ogni casa, ogni persona sul territorio.
Bisogna ricominciare a parlarsi e capire chi abbiamo di fronte.
Una relazione dell'Osservatorio europeo dei fenomeni di razzismo e xenofobia all'interno della Ue ha rilevato una situazione non proprio felice per i mussulmani.
Il risultato di questo studio evidenzia, tra l'atro, come molti di loro si vedono costretti ad affrontare discriminazione sul lavoro o nel poter avere un abitazione.
Le xenofobia è dovuta al razzismo in genere, o meglio la paura, contro gli immigrati che subiscono minacce verbali e anche violenze fisiche.
Nella relazione si legge che sul piano sociale sono presenti in zone abitative assai carenti di servizi e molto spesso precarie.
La loro possibilità d'istruzione è in generale assai bassa e la disoccupazione è superiore alla media.
Svolgono il più delle volte mansioni poco qualificate e ovviamente retribuzioni assai basse.
A differenza delle popolazioni locali sempre più vecchie, la maggioranza di loro è composta di giovani e giovanissimi che però hanno più difficoltà dei loro coetanei ad inserirsi nel mondo del lavoro, specialmente con questa interminabile crisi economica.
In questo quadro nascono emarginazione e risentimento, elementi che scoraggiano di fatto alcuna integrazione.
Purtroppo, la strage di Parigi, diventa, oltre che un crimine, una follia che metterà ancora più distanza tra mussulmani e non, in una battaglia senza esclusione di colpi dove a rimetterci, oltre alla pace, saranno proprio le persone più deboli di ambo gli schieramenti.
Non occorre leggere nei tarocchi per saper che ci aspetta un 2015 non certo esaltante.

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