Ferdinand, il Wirt e il Würstel
di Michael Barons

Ferdinand ha intrapreso un discorso molto ostico con il Wirt della Stube.
Era come trovarsi in una discesa difficile, con la nebbia che non ti faceva vedere niente.
Lui aveva convocato, come ogni anno i suoi vecchi commilitoni, del 7* reggimento alpini, per gli Auguri di Natale. Tutti avevano aderito con il solito entusiasmo, ma ormai erano solo loro quattro.
Gaetano, detto Fiat, perché vendeva le auto nazionali; Gigi, detto Passicamo, perché la sua famiglia produceva un liquore a base di passiflora e camomilla; Loris, detto Il Serpente in quanto produceva grappa, insaporita mirabilmente dalla pelle delle vipere che ad ogni muta cambiavano, e che lui solo era capace di trovare fra le montagne del Carso.
Naturalmente la birra era scorsa a fiumi, soprattutto per tenere alta la tradizione del Corpo degli Alpini e del 7* in particolare.
Verso la fine della serata però il Wirt, preoccupato per il loro rientro nelle rispettive abitazioni, aveva chiesto come intendessero ritornare a casa, memore del fatto che l'anno prima Gigi aveva cominciato a vomitare mentre guidava la sua Lancia ed era finito in un fosso, fortunatamente senza gravi conseguenze, se non si considera l'intervento del 118.
Ferdinand, a questo punto, cominciò il suo discorso con il Wirt, sostenendo con forza la sua tesi.
Che l'alcool non faceva male, anzi era troppo penalizzato dalla morale comune e che, invece, c'erano delle cose che facevano molto, anzi moltissimo, più danni alla salute.
E queste, guarda un po', erano gli zuccheri ed i würstel.
Ma che cavolo dici, esplose i Wirt, ma sei pazzo!
No! Rispondeva Ferdinand. Vuoi tu mettere come ti senti ben dopo aver bevuto quattro birre e come invece ti senti male dopo aver mangiato quattro cornetti o quattro würstel?
Le certezze del Wirt cominciarono a vacillare.
E secondo te, incalzò Ferdinand, non sarebbe utile, o quantomeno più giusto, inserire anche un cornetto-wurstellometro, oltre all'etilometro?
A queste, ormai inarrestabili osservazioni non poté opporre nessun argomento valido, e si decise allora a chiedere lumi alle Autorità.
E fu così che chiamò gli Schützen.
Questo era il corpo depositario delle vecchie regole che vigevano da secoli in quelle terre.
Il Landeshauptmann però era in ferie e rispose il suo vice.
Questi anche stava suonando con la sua Musikkapelle e inviò un suo vice a dirimere il caso.
Quando arrivò trovò il gruppo ancora a discutere animatamente e, non potendo farsi ascoltare da nessuno di loro, decise di portarli a casa.
La Maserati quattro porte che Ferdinand si era appena regalata era parcheggiata fuori dalla Stube e lui caricò, con fatica, i quattro e mise in moto.
Lui non era mai salito su una tal macchina.
Cambio automatico, 300 cavalli, tettuccio apribile, sedili in pelle, sistema audio impeccabile, quattro ruote motrici e navigatore personalizzato con gli itinerari già memorizzati.
Digitò la destinazione di casa e partì.
La macchina faceva tutta da sola, e quando lui cercava di guidare, questa si rifiutava e procedeva da sola, e sempre più forte, più veloce, ad andatura sempre crescente.
Le piume bianche sul cappello dello Schützen cominciarono a vibrare e cambiare colore.
Più la macchina accelerava è più diventavano nere.
E fu così che dietro ad una curva si imbatterono in una pattuglia della Stradale lì in agguato.
Le sirene subito cominciarono a suonare e la volante si pose all'inseguimento, visto che la Maserati non si era fermata all'alt della pattuglia.
Ferdinand ebbe fortunatamente un momento di lucidità ed ordinò alla macchina di fermarsi.
Si era ricordato in tempo che aveva acquistato anche l'opzione della guida vocale.
La Maserati docilmente accostò e si preparò anche a mostrare libretto e patente.
Il poliziotto, molto sorpreso che alla guida ci fosse uno Schützen esplose subito: lo sapevate a quale velocità andavate, pezzi di incoscienti?
A nulla valsero le giustificazioni che volevano dimostrare che la macchina si autoguidava e che, forse per un pieno di benzina avariata, aveva dato i numeri e faceva tutto da sola.
Nulla però spostava il poliziotto che procedette a redigere il verbale con gli accertamenti del caso.
E iniziò, ovviamente, a farli soffiare nel palloncino.
I valori del guidatore, la cui penna sul cappello ritornava lentamente bianca, erano stranamente nella norma, mentre quelli degli altri andavano da un minimo di 1,3 ad un massimo di 2,8!
E fu così che disse allo Schützen : apra la bocca! Questi, sia pur sorpreso, obbedì.
Il poliziotto, con una mossa rapida, prese una sonda gastrica dalla volante e gliela ficcò velocemente in gola.
Il cornetto-wurstellometro!
Ferdinand non credeva ai suoi occhi.
Il suo sogno si stava avverando.
Finalmente la smetteranno con questa cazzata dell'etilometro, pensava.
E infatti il poliziotto procedeva con una telecamera inserita nella sonda, all'esame del contenuto gastrico.
Ehm, ehm, vediamo, vediamo...
Uno, due, tre, quattro addirittura!
Quattro würstel aveva mangiato quel cane prima di mettersi alla guida.
Non lo sapeva che il limite, insuperabile, erano due?
Addirittura il doppio! Gridò in faccia al povero uomo, diventato ormai paonazzo per la mancanza d'aria.
Naturalmente sequestro di auto, patente e denuncia penale con l'obbligo del colloquio con la Neurodeliri.
Ferdinand oscillava fra il dolore della separazione dalla sua adorata Maserati Quattroporte, e la gioia di vedere finalmente riconosciuta la sua tesi della inutilità del famigerato Palloncino e che il nuovo esame era già in dotazione alle forze dell'ordine.
Fece per questo un salto di gioia e picchiò violentemente con la testa contro il tettuccio della macchina e, stranamente, invece di svenire, si svegliò.
Era finito, ubriachissimo, sotto il tavolo ed i suoi amici, sospesi con sguardi annebbiati sopra di lui, cercavano di rianimarlo.
Le sette birre di seguito lo avevano messo K.O.
Non era più quello di una volta, quello delle quindici birre una dopo l'altra.
E fu così che chiese, a malincuore, aiuto al Wirt.
E fu così che questi, con grande piacere, gli ficcò un Wurstel in bocca dicendogli: mangia Ferdinand, mangia, vedrai che ti farà bene.
Lui voleva disperatamente opporsi ma la forza del Wirt ebbe la meglio ed il würstel cominciò a scendergli lentamente, ma inesorabilmente, nello stomaco, portando con sé, e affondandola definitivamente, la sua rivoluzionaria teoria.

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