Christians at prayer. Author: Sergei Frolov, http://sfrolov.livejournal.com - Own work

Leva il medico di torno con…

Una preghiera al giorno
di Sergio Lo Martire

Sono millenni che l'uomo, forse dalla sua prima apparizione su questa Terra, è portato a pregare per mettersi in contatto con qualcosa più grande di lui, qualcuno che in qualche parte del Creato lo protegge recandogli serenità e sicurezza interiore.
Grazie alla preghiera, se fatta con fede, il credente riesce a superare gli ostacoli della vita, ritrovando una nuova energia che si ripercuote anche sul suo stato d'animo e nel corpo. Una persona di preghiera difficilmente è depressa, malinconica, anzi riesce a superare fatiche impossibili, tutto perché ha la certezza che qualcuno stia vegliando proprio su di lui fosse anche nel luogo più isolato della terra.
Anche i nostri nonni sapevano che pregare fa bene, ma nella società moderna occorre che non sia il prete o il semplice fedele, ma lo scienziato a dirlo e, solo allora, ciò che il buon senso ci ha sempre detto, diventa verità.
A darne prova sono i tanti studi scientifici che hanno rilevato come nella preghiera ci possono essere effetti benefici anche sulla nostra salute.
Herbert Benson, fondatore del Benson-Henry Institute for Mind Body Medicine al Massachusetts General Hospital di Boston è stato il primo ad aver dedicato quasi 40 anni di lavoro sullo studio del rapporto tra preghiera e salute in maniera scientifica.
Il risultato di tante ricerche è la dimostrazione che la cosiddetta "prayer therapy" può essere veramente un rimedio anche per chi non è credente o particolarmente religioso con prove fisiche sul valore della mente in uno stato di preghiera.
In uno studio recente, sono stati analizzati i profili genetici di 26 volontari, che non avevano mai pregato o meditato in modo regolare.
Le persone prescelte sono state avviate ad una classica tecnica di rilassamento della durata di 10-20 minuti, con parole trasformate in preghiere ed esercizi di respirazione, escludendo i pensieri della quotidianità.
I risultati non si sono fatti attendere e, dopo appena otto settimane, analizzando nuovamente il profilo genico dei volontari è emerso che le sequenze di geni rilevanti per la salute si sono rilevate più attive e, analogamente, sequenze di geni potenzialmente nocivi sono diventate meno dannose.
Le ricerche sull'argomento ormai sono moltissime e tutte dimostrano che gli effetti benefici della preghiera sono molto più importanti di quanto possiamo immaginare.
Anche in queste ricerche le donne rispetto agli uomini, hanno sempre un quid in più.
Un altro recente studio dell'US National Institute of Healthy ha fornito prove che le donne che pregano regolarmente hanno una probabilità del 50% in meno di sviluppare niente meno che la demenza lieve o, peggio, l'Alzheimer, infatti, pregare stimola l'attività intellettuale che, di conseguenza, può proteggere il cervello dalla demenza. Così, un altro studio pubblicato sull'autorevole British Medical Journal, ha dimostrato che la preghiera ha degli effetti positivi anche sul cuore e su tutte quelle malattie, anche gravi, cardio - vascolari.
In Italia un gruppo di ricercatori dell'Università di Pavia, ha scoperto, ad esempio, che recitare con costanza il rosario permette di rendere più basso il ritmo respiratorio in modo da migliorare l'attività cardiaca e di conseguenza ottenere una migliore ossigenazione del sangue e un considerevole abbassamento della pressione arteriosa.
Molti, però, in campo scientifico non sono ancora convinti di queste scoperte, anzi per alcuni è quasi una forma di ciarlataneria.
Sarà, ma da che mondo è mondo pregare non ha mai fatto male a nessuno e, poi, non costa niente al paziente che in questi tempi di crisi non è certo cosa da poco.

Stampa

Italian Media s.r.l. - via del Babuino 107, Roma, c.a.p. 00187, p.IVA 09099241003, edita il settimanale Italiani con registrazione al Tribunale di Roma n. 158/2013 del 25.06.2013 - email: info@italianmedia.eu

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.
Questo sito usa i cookie per migliorare la tua esperienza d'uso e usa cookie di terze parti. Proseguendo nella navigazione si presta implicitamente il consenso all’utilizzo di questi strumenti. Si rimanda alla nostra privacy policy per maggiori informazioni e per la possibilità di negare il consenso.