Izabella vs Greta (fonte foto Huffington Post)

Sovranista, anti politically correct e difende la famiglia tradizionale

Si chiama Izabella Nilsson la nuova anti - Greta
di Antonello Cannarozzo

La Svezia in questi ultimi mesi non smette di stupirci attraverso i suoi giovani.

Prima, pur tra luci ed ombre, la ormai celebrata Greta Thunberg che per il suo impegno di fronte al cambiamento climatico ha visto Capi di Stato, Assemblee nazionali, convegni esclusivi fare a gara per contendersi questa ragazzina di sedici anni per poi farsi letteralmente insultare, come in un gioco masochistico, con tanto di applausi, strette di mano prestigiose, paginate sui giornali di mezzo mondo con titoli del tipo: “La 15enne che ha fatto tremare i leader mondiali alla conferenza sul cambiamento climatico”, come se tutto ciò fosse vero.

Infatti, a parole sono stati tutti affascinati dal verbo di questa sedicenne per la gioia dei media, salvo poi non fare assolutamente nulla di quello che Greta ha proposto.

Se poi ci fate caso sta già calando sui giornali la sua presenza insieme alla sua battaglia tornata ad essere una delle tante, cosa che la dice lunga sulla consistenza personaggio e sui tanti simpatizzanti di Greta, che si sono sbracciati in applausi per lei.

Ma se Greta, come era prevedibile, perde di consistenza, sempre dalla Svezia ecco apparire nel silenzio dei grandi media, ma con un seguito sempre crescente sui social, un’altra ragazzina, anch’essa di 16 anni, Izabella Nilsson, carina, capelli neri, un sguardo intelligente e soprattutto, almeno per chi conosce lo svedese, con una bella e accattivante parlantina.

Con la più illustre Greta, esclusa l’età, non ha nulla in comune: non è ambientalista né tanto meno globalista, ma certamente è anti politically correct eper una politica sovranista assai decisa, tant’è che parla apertamente “del genocidio del popolo svedese con le politiche pro immigrati” quelle, per intenderci che vogliono abbattere ogni confine, con la conseguente distruzione della nazione, accogliendo chiunque abbia desiderio di migrare.

Con queste idee, non certo allineate al pensiero unico dominante, in poco tempo è diventata la ‘bestia nera’ degli intellettuali liberal o radical chic, riscuotendo però successo e simpatie tra i ceti popolari, sui quali ricadono poi le scelte politiche più dolorose, e per una parte sempre più numerosa di cristiani di varie confessioni.

Altra battaglia che la rende ancora più invisa al progressismo è quella contro il gender, tanto che lo scorso marzo si è posta all’attenzione del pubblico per un durissimo dibattito sulla confusione sessuale che viene instillata già nelle scuole elementari.

Un indottrinamento dalle tesi assurde, avverte Izabella, che renderà la gioventù svedese ancora più sbandata di quella che è oggi.

I valori da difendere sono invece, per la giovane passionaria scandinava, la famiglia contro la sua disgregazione, il pericolo sempre più incombente di un globalismo che uccide le differenze dei popoli in una brodaglia dove tutto è tragicamente uguale, ma tutto questo va sacrificato sull’altare della globalizzazione ed infatti Izabella si definisce: “una giovane attivista politica contro il globalismo, che cerca la verità e la giustizia per la mia amata Svezia”, insomma, una ragazzina con le idee chiare, ma non alla moda.

Difficilmente sarà, a differenza della sua coetanea più celebre, invitata nei club internazionali, mai la vedremo in una assise del Parlamento europeo, né tanto meno stringere le mani di Macron, della Merkel o di Bergoglio.

Tutto si può fare in democrazia, recita un adagio, l’importante è essere sempre allineato e coperto con l’ideologia dominante. Greta lo ha capito, Izabella ancora no.

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