Uccelli in città (fonte foto Pixabay)

Solo negli Stati Uniti, circa un miliardo di uccelli perdono la vita ogni  anno per impatto contro i grattacieli

Poveri uccelli
di Luisanna Tuti

Se qualcuno pensa che cacciatori, cani, gatti, pale eoliche o pali della luce possano essere la causa primaria delle morti degli uccelli, si sbaglia.

La causa principale sono le vetrate.

Il problema nasce intorno agli anni '40, quando l'architettura ha iniziato a sviluppare palazzoni con pareti a specchio, pensiline di plexiglas trasparenti per gli autobus, autostrade e linee ferroviarie  piene di invitanti cartelloni pubblicitari con foto che richiamavano l'attenzione dei poveri, ingannati pennuti.

Architettura che continua ancora oggi che,  per sfruttare al massimo la luce del giorno, per un  adeguato  risparmio energetico, gli edifici  presentano enormi finestre di cristalli riflettenti.

Persino per riparare dal vento le nostre terrazze o giardini, spesso vengono impiantate ampie e luminose vetrate che, non percepite dagli uccelli che cercano riparo nel verde, costituiscono per loro una trappola mortale se impattata a 50 km orari,  velocità  spesso normale per un volo “di linea”.

Il vetro è invisibile anche per l'uomo e, se mettessero pannelli lungo le strade, i marciapiedi, autostrade e corridoi, assisteremmo a decine di “schianti” giornalieri.

E si, che noi non camminiamo a 50 km all'ora!

Alcuni studi hanno dimostrato che, solo una piccola minoranza di uccelli, abituati a vivere nelle città, riescono a non cadere “nella trappola” dell'illusione. Per gli altri non c'è salvezza. Si calcola che l'impatto provoca sempre la morte che è,  quasi sempre, immediata.

Secondo la Audubon Society, negli USA ogni anno muoiono in questo modo  dai 100 ai 900 milioni di uccelli . Nelle città europee circa 100 milioni di volatili  perdono la vita  così e, solo in Italia, sono poco meno di 4 milioni i passerotti vittime delle moderne costruzioni.

Purtroppo l'ecatombe Statunitense avviene poiché molte metropoli sono sulle rotte migratorie degli stormi che, in primavera o in autunno, si spostano dal Centro o dal Sud America verso il Canada o le regioni dei Grandi Laghi. I pennuti, attratti dalle luci notturne, si dirigono verso le città e, al mattino, cercando cibo, volano contro le vetrate che riflettono il paesaggio, creando illusioni mortali. Gli alberi e le piante riflesse vengono scambiate per reali ed i volatili vi si dirigono rapidi, lasciandoci...le penne

Merli, strolaghe, martin pescatore, sparvieri, sembrano le categorie più colpite per la loro abitudine di volare basso, con spostamenti diretti e veloci.

Rinunciare ai vetri riflettenti; disporre le finestre in modo obliquo; usare frangivento in legno o cannucce, potrebbero essere accorgimenti adatti a limitare le collisioni, così come applicare alle vetrate autoincollanti che non consentono agli uccelli di riconoscere il paesaggio.

Ma l'uomo potrebbe rinunciare ai suoi bei palazzi “speculati” per una manciata di uccelli?

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