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Una marcia studentesca contro il cambiamento climatico

Il sistema, i giovani, la democrazia
di Roberto Savio

Se mai avessimo bisogno della prova di come il sistema politico sia diventato autoreferenziale e incapace di aggiornarsi, l'ultima marcia studentesca, avvenuta in più di 1.000 città, è un ottimo esempio. Ovviamente i politici hanno fatto riferimento ad essa nelle loro dichiarazioni e il Presidente della Comunità Europea, una vecchia volpe politica con molta strada alle sue spalle, Juncker, ha persino baciato la mano di Greta Thunberg (un gesto del tutto demagogico). In ogni caso, questa manifestazione giovanile senza precedenti ha dato vita ad una nuova iniziativa sui cambiamenti climatici. Siamo fortunati che la sindrome di Asperger di Greta porti poca empatia e molta determinazione, per cui è molto improbabile che lei venga cooptata da adulazione e da riconoscimenti.

È stato interessante vedere la reazione dei politici. Nel parlamento italiano, ciò che si è sentito dire dagli addetti ai lavori è stato: “Ad ogni modo loro non votano, sono troppo giovani”. Dovremmo tutti ricordare che nel 2017 il governo italiano ha stanziato 20 miliardi di dollari per salvare 4 banche italiane e 2 miliardi di dollari per tutti i sussidi e il sostegno per i giovani.

Dalla Germania all’Italia, i présidi delle scuole hanno dichiarato che gli studenti devono studiare, non prendere parte alle manifestazioni. C'è stata, come al solito, una teoria complottista per cui il cambiamento climatico è troppo complesso per i giovani e chiaramente Greta è un burattino nelle mani degli adulti. La stampa si è soffermata sui rapporti tra la sua famiglia e coloro che sostengono le campagne sui cambiamenti climatici, per dimostrare che lei è stata usata. Potrebbe anche essere ma ormai è troppo tardi per screditarla e lei ha agito sulla base dei suoi obiettivi, che sono suoi propri. Le centinaia di migliaia di studenti non la copiano. Lei ha scoperto un nervo che era già lì.

Il fatto è che quando centinaia di migliaia di studenti provenienti da tutto il mondo si mobilitano attorno a un'utopia, una categoria totalmente scomparsa nel mondo politico, questo mette gli adulti a disagio. È un fatto che misura la distanza tra ciò che siamo ora e ciò che eravamo quando eravamo giovani, il mondo era più idealista di adesso e tutti avevamo delle speranze e impegno. E quella distanza è piuttosto grande... molti di noi hanno tradito o messo a dormire quegli ideali. Il modo per venirne fuori è lo scetticismo e il paternalismo. Conosciamo la realtà, sappiamo cosa sono i sogni e i giovani dovrebbero ascoltare le nostre esperienze. Nel maggio del ‘68, Tristan Tzara, il padre del dadaismo, gridava agli studenti in marcia da un balcone: "Criez, criez, vous serez tous des notaires" (“Urlate pure, tanto diventerete tutti dei notai”) ... E per quelli di noi che non hanno tradito ideali e impegni questa è la triste constatazione che siamo una generazione fallita, che non siamo stati in grado di mettere in pratica la nostra visione di una società migliore.

Tranne che per il fatto che quando eravamo giovani la minaccia più esistenziale era la bomba atomica, abbiamo fatto molte marce. Ora non solo la minaccia sta tornando, con l'abolizione dell'INF, ma c'è una nuova minaccia esistenziale: il cambiamento climatico. Ciò che impressiona è che molti studenti parlano di come stanno cambiando il loro stile di vita: dal non usare bottiglie di plastica al ridurre il consumo della carne, usare meno acqua quando si lavano i denti. Il cambiamento dello stile di vita va ben oltre il cambiamento climatico: va dritto al cuore della nostra società consumistica e dei suoi valori. Una società in cui il budget per la pubblicità è maggiore di quello per l'istruzione e il fatto che gli assidui utenti di Internet, le prime vittime volontarie della commercializzazione della rete, iniziano a dubitare di Google, Twitter e la diversa considerazione delle persone non come cittadini ma come consumatori, sono fatti significativi. I ragazzi invece stanno ignorando la pubblicità. Le case automobilistiche sono molto tristi per il fatto che la macchina non sia più uno status simbol tra i giovani. Nike, Jeans e smartphone sono lo status symbol e il loro impatto sul clima è molto più ridotto.

Sono estremamente interessanti le riflessioni di uno staff di alto livello del World Economic Forum, Davos: “Vediamo con grande simpatia la mobilitazione della società civile. Grazie a loro ci si è presi cura delle lacune nel campo dell'assistenza medica, della tutela dei musei e dell'arte e di molti problemi sociali. Il suo ha un duplice effetto positivo: riduce le tensioni sociali e mantiene i volontari impegnati e fuori dall’attività politica”. In altre parole, gli attivisti della società civile sono visti come dei criceti: ​​corrono tutto il tempo per non andare da nessuna parte.

Tutto può essere, per la nostra generazione è il momento di fare tre considerazioni.

La prima. E’ bello ricordare che fino alla crisi del 2008, ad eccezione di Le Pen, i partiti populisti, xenofobi e nazionalisti erano marginali. Ora sono ovunque, tranne il Portogallo, e spesso al potere come in Italia, Austria, Polonia, Ungheria, o nella coalizione governativa di diversi paesi, compresi quelli nordici. Nessuno in quel momento avrebbe potuto immaginare nazionalisti rabbiosi come Trump, Bolsonaro, Duque, Modi, Duterte, Abe, Xi, e che il sistema del multilateralismo, basato sull'idea di pace e cooperazione, si sarebbe disintegrato.

Ora sappiamo cosa significano capitalismo e finanza incontrollati. Ormai abbiamo un sistema finanziario 40 volte più potente del mondo dell'industria e dei servizi. Senza alcun controllo, le banche sono state multate dal 2008 per pratiche illegali per oltre 800 miliardi di dollari. Nessuno aveva previsto un mondo in cui 40 individui avessero la stessa ricchezza di 2,3 miliardi di persone; un mondo in cui la famiglia proprietaria della catena di riviste Walmart guadagna in un minuto lo stipendio annuo medio di un suo dipendente. Durante l'ultimo decennio, i paradisi fiscali hanno nascosto al sistema fiscale almeno 30 trilioni di dollari: sei volte il budget del governo degli Stati Uniti. Ora i paesi non sono in grado di agire a livello globale, mentre la finanza si comporta così ogni giorno, senza alcun controllo. L'ultimo decennio ha visto un costante deterioramento della democrazia, della giustizia sociale, della preoccupazione di assicurare un futuro ai giovani e di arrestare la minaccia esistenziale per il pianeta, per gli esseri umani, per gli animali e le piante.

Ci sono stati solo due nuovi cambiamenti: l'arrivo delle donne sulla scena politica, con milioni di mobilitazioni contro le ingiustizie nei loro confronti e il patriarcato. Ha quell'enorme mobilitazione delle donne portato un qualsiasi cambiamento nelle legislazioni e nei bilanci? Difficilmente. Al contrario, ha rafforzato il prestigio dei dinosauri, come Putin, Trump, Kaczyński, Orban, Salvini, Le Pen & Co., che stanno difendendo i valori della civiltà occidentale, sono contro la dissoluzione della famiglia, il progresso della donna (associato allo stesso tempo con lesbiche, gay e transgender, una logica rivelatrice). E ora i giovani si stanno mobilitando fino ad ora l'estrema destra non ha fatto commenti. Di sicuro toccare argomenti come i cambiamenti climatici, le energie alternative e lo stile di vita, è cosa destinata a creare opposizione, presto o tardi... strano destino quello dell'estrema destra. Ora è contro la pace, lo sviluppo e la giustizia sociale come valori centrali. In breve tempo sta andando contro le donne, e presto sarà contro i giovani.

Seconda considerazione. In effetti, il valore principale di questa campagna per il clima è che il sistema politico è messo di fronte alle sue responsabilità. "Non abbiamo tempo" ed è vero. Siamo tutti ipnotizzati dal Trattato di Parigi sul cambiamento climatico, con la partecipazione di tutti i paesi del mondo. Tuttavia, è importante osservare come è stato concepito il Trattato. Per creare una tenda abbastanza larga da accogliere tutti, le regole poste sono: ogni paese deciderà quali obiettivi perseguirà e ogni paese è responsabile di verificare che il suo impegno venga messo in pratica. Cosa succederebbe se lo facessimo con il fisco? Ogni cittadino deciderebbe quante tasse pagare e sarebbe il responsabile del controllo di chi ha rispettato le regole.

Bene, sulla base degli impegni presi fino ad oggi, la temperatura mondiale aumenterà fino a 3,5 gradi centigradi rispetto al 1840. Gli scienziati hanno sempre insistito sul fatto che un limite ragionevole è 1,5 centigradi, oltre il quale parlano di cambiamenti irreversibili. Parigi ha adottato l'obiettivo di 2 gradi centigradi, per semplificare le cose.

Poi Trump ha lasciato il trattato, spiegando che il cambiamento climatico è una beffa cinese per bloccare lo sviluppo americano. Ha annullato tutte le leggi sul controllo del clima, create prima di lui, al punto che ora sta aprendo all'estrazione fossile tutti i parchi nazionali. Ciò è ovviamente gradito ai suoi sostenitori, come i fratelli Koch, che sono proprietari della maggior parte dell’industria del carbone, come le compagnie petrolifere, fino ai lavoratori sfollati dalla lotta contro il cambiamento climatico, come i minatori. Per il gran numero di americani che vedono la Cina come la principale minaccia e credono che l'America sia una vittima dello sfruttamento internazionale, specialmente da parte dei loro alleati (Canada, Europa, Giappone), il ritiro di Trump ha dato un alibi perfetto a paesi come la Polonia (carbone) Arabia Saudita (petrolio) e altri, per arginare la questione. Quindi, ora i governi dicono che nel 2020, quando si terrà la prima conferenza sull'attuazione, valuteranno la situazione. Ma gli studenti sono qui per ricordare che è un peccato che, secondo la quasi totalità degli scienziati, se non cambiamo la tendenza attuale nel 2030 saremo oltre la famosa soglia di 1, 5 gradi centigradi. Gli scienziati richiedono uno sforzo senza precedenti. Ma ormai il cambiamento climatico è considerato un problema di sinistra e i tempi non sono proprio i migliori. In altre parole, ci sono molte possibilità che arriveremo al 2020 ancora discutendo... L'enciclica molto importante “Laudato Sii” di questo Papa, che collega con un approccio olistico il clima alla giustizia sociale, alle migrazioni, al progresso tecnologico, ecc., è stata largamente ignorata.

I giovani ci chiedono di agire ora. Come ha detto Greta a Davos: “Quando arriveremo a far parte della società, il danno sarà già fatto”. Questo è un appello intergenerazionale ed è molto importante e potente: “Genitori, se dite di amarci, perché non vi prendete cura del nostro futuro?". I giovani dovrebbero forse prendere lezioni dalla violenza dei gilet gialli per essere ascoltati, invece di fare marce pacifiche? Questa via sembra l'unica, tra le molte manifestazioni, ad aver obbligato un presidente olimpico ad ascoltare.

Ora, arriviamo alla terza considerazione. Il movimento climatico arriva dopo molti altri movimenti di base. La più traumatica è stata la protesta contro l'Organizzazione Mondiale del Commercio, a Chicago 1999, quando migliaia di manifestanti marciarono contro il capitalismo incontrollato imposto dal Consenso di Washington (una visione olistica neoliberale delle relazioni internazionali e nazionali, basata sull'estrema riduzione dello stato e sul capitalismo libero), un consenso sottoscritto dalla Banca Mondiale, dal Fondo Monetario Internazionale e dal Tesoro americano, che ha cambiato la tendenza dalla cooperazione alla concorrenza e al successo dichiarando i costi sociali improduttivi, solo il commercio e la finanza sono gli strumenti giusti per il mondo. Margaret Thatcher fece la famosa dichiarazione dicendo che non esiste la società, solo individui.

Poi, nel 2001 a Porto Alegre è stato creato il World Social Forum, un luogo di incontro per condividere pratiche e opinioni in alternativa a Davos, che ha avviato un processo di conferenze con diverse centinaia di migliaia di persone provenienti da tutto il mondo, un processo che continua oggi, anche se con una grande perdita di energia. Dieci anni dopo, nel 2011, a Madrid è cominciato il Movimento degli Indignati, che chiedevano un cambiamento del sistema democratico e finanziario, e si è diffuso in 68 città della Spagna fino al 2015. I partiti anti-sistema sono nati nel 2013 e si sono presentati alle elezioni europee del 2014. Podemos ha ottenuto 1.253.837 voti e quattro seggi. Gli altri non ce l'hanno fatta: Partido X ha ottenuto 105.561 voti, il Movimento dei Cittadini per il Rinnovamento Democratico ha ottenuto 105.688 voti, Recortes Zero 30.827. Se si fossero presentati insieme, avrebbero ottenuto 7 seggi. Ma un proverbio dice che la sinistra si unisce solo davanti a un plotone di esecuzione.

Ad ogni modo, molti altri movimenti dei cittadini sono scesi in strada. Per concludere questa rassegna dei principali movimenti dei cittadini, nel 2011 ci fu Occupy Wall Street, con diverse centinaia di migliaia di persone, contro l'avidità, la corruzione, l'ineguaglianza sociale dettata dalla finanza e dalle corporazioni e il loro maggior potere rispetto alle istituzioni politiche. Alcuni vedono la Primavera Araba e le massicce proteste di Algeri parte della stessa rivolta. Ma è istruttivo vedere come il sistema politico abbia letto quegli eventi. Sono stati classificati come movimenti di anarchici. L'orizzontalità (non eleggevano nessun leader), l'autonomia dalle istituzioni esistenti, la sfida, la demonizzazione dei ricchi e l'introduzione di una guerra di classe, erano considerati propri degli anarchici che rifiutavano il sistema politico. Quindi il contenuto della dimostrazione è stato oscurato dal modo in cui si erano strutturati.

È un fatto che l’agire da parte delle organizzazioni senza le regole applicate dai partiti politici, sin dal loro inizio nel XX secolo, è stato un enorme handicap. Podemos, l'unico sopravvissuto dell'ondata indignata, come 5 stelle in Italia, si è strutturato come partito politico. Piaccia o no, le leggi sono fatte in parlamento e le proteste esterne, per quanto grandi possano essere (pensiamo al movimento delle donne), possono essere perfettamente ignorate, senza alcun rischio, a parte le ricorrenti elezioni. Ma il sistema politico oggi non è libero. È condizionato dalla finanza, dalle aziende, dai traffici di armi, dallo sviluppo tecnologico: molte persone resteranno senza lavoro più per colpa dell’intelligenza artificiale che per l’arrivo dei migranti. Il sistema politico difficilmente rappresenta i cittadini, nel senso antico. Ci sono 32.000 lobbisti nel Congresso americano e 16.000 nel Parlamento europeo: quasi un sintomo di democrazia senza ostacoli ... I fratelli Koch, che donano a ogni elezione centinaia di milioni di dollari al partito repubblicano, hanno un voto come il disoccupato afro-americano della periferia. Competono allo stesso livello?

Ora, il movimento degli studenti chiede a coloro che sono al potere di introdurre i cambiamenti urgenti, per loro conto. Fino ad ora il sistema è stato in grado di ignorare le richieste dei movimenti popolari e farle dileguare. "Gli studenti non votano" è stato il principale commento interno dopo la grande ultima manifestazione. Eppure, gli studenti denunciano una minaccia esistenziale che colpirà i fratelli Koch così come gli afro-americani disoccupati (ma ricorda, i più deboli saranno colpiti molto di più). Se il sistema non ascolterà le voci dei giovani, il divario tra istituzioni politiche e cittadini aumenterà. E la storia ci dice che le voci dalla strada possono essere ignorate una, due, molte volte ma non per sempre. I giovani sono coloro che vedono chiaramente che il cambiamento climatico è una forte ipoteca sul loro futuro, già afflitto da lavori precari, disoccupazione e un futuro difficile in cui le pensioni saranno minime. Vedono una crescente ingiustizia e partecipazione. Rappresentano una rivolta basata su idealismo e fatti concreti. Sono anche una minoranza a causa del nostro cambio demografico. Se il sistema politico ignorerà questo ultimo movimento di massa, andrà incontro ad un rischio senza precedenti. Quello che accadrà, sarà qualcosa che modellerà la storia, se saranno ignorati, la democrazia sarà in grande pericolo. Uccidere l'idealismo è una grande responsabilità.

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