Un cortile della Garbatella – Foto di M.Elena Castore ©

I novantanove anni dello storico quartiere romano della Garbatella

Buon compleanno Garbatella!
di M. Elena Castore

Fondato il 18 febbraio 1920, il quartiere romano della Garbatella ha appena compiuto novantanove anni. In occasione di questa data, dal 2 al 24 febbraio, associazioni culturali locali, comitato di quartiere e istituzioni pubbliche hanno organizzato un nutrito programma di eventi per renderle omaggio.

Giunta alla sua XX edizione, quest’anno, la manifestazione ha avuto come tema il Decoro, inteso come “Rispetto per il Territorio della propria comunità” (https://www.buoncompleannogarbatella.it/edizione-2019), problema, che, in realtà, negli ultimi anni, sembra affliggere un po’ tutte le zone della Capitale. E così, tra gli eventi in programma, sono state organizzate due intere mattinate di “volontariato del decoro”, con gruppi di cittadini che si sono dedicati alla “pulizia” di luoghi emblematici del quartiere, in condizioni di degrado.

Lapide commemorativa in Piazza Benedetto Brin, Garbatella – Foto di M.Elena Castore ©

Tra questi, Piazza Benedetto Brin, dove, novantanove anni fa, come ricorda una lapide commemorativa murata nel grande edificio prospiciente la piazza, il re Vittorio Emanuele III diede ufficialmente inizio ai lavori di costruzione della nuova borgata romana, destinata originariamente ai lavoratori del mai sorto Porto Fluviale di Ostiense. Secondo le intenzioni dell’amministrazione comunale, infatti, esisteva da tempo il piano di collegare la zona sud di Roma intorno a Via Ostiense, scelta da fine Ottocento come zona industriale della Capitale, con il lido di Ostia - dove sarebbe sorto un porto -, attraverso la costruzione di un canale navigabile parallelo al Tevere e di un porto commerciale nei pressi della attuale Via del Porto Fluviale. A ridosso del futuro porto romano, sarebbe dovuta sorgere una borgata-giardino per il nuovo ceto operaio portuale, progettata dai tecnici dell’Istituto Case Popolari (ICP), secondo il modello delle Garden Cities inglesi. Un nuovo modello urbanistico e architettonico e, al tempo stesso, sociale, come soluzione alle numerose problematiche sorte in conseguenza del già avviato processo d’industrializzazione della Capitale.

Edificio di accesso in Piazza Benedetto Brin, Garbatella - Foto di M.Elena Castore ©

Ed è proprio dal grande edificio che si affaccia su Piazza Benedetto Brin, interessante esemplare di barocchetto romano e porta d’ingresso al nucleo primitivo della Garbatella, che è iniziata una delle due visite guidate per il quartiere, in programma tra gli eventi per i festeggiamenti del suo compleanno, portandoci alla scoperta dei suoi luoghi più rappresentativi, insieme alla voce di Mario, uno dei suoi abitanti.

Lotti a villini alla Garbatella– Foto di M.Elena Castore ©

ìAttraversato l’arco di accesso al centro dell’edificio, in asse con la scalinata che scende verso la Via Ostiense, si entra in un mondo incantato, fuori dal tempo. Sviluppato inizialmente attraverso la costruzione di lotti di case unifamiliari - i villini economici -, circondate da orti e giardini, e di fabbricati più grandi, con cortili interni anch’essi adibiti a orti, pensati per la sussistenza dei suoi stessi abitanti, il nucleo storico della borgata si caratterizza, però, per la presenza di diverse tipologie e stili architettonici, testimonianza delle trasformazioni che il progetto originario ha avuto nel corso del tempo.

Lotti a corte alla Garbatella – Foto di M.Elena Castore ©

Fallito il piano della costruzione del porto fluviale, infatti, la borgata venne destinata agli operai della vicina zona industriale e agli sfollati delle demolizioni di intere zone del centro storico di Roma, operate in epoca fascista. Nell’arco di circa quindici anni, si abbandonò quindi l’idea della città-giardino per dare spazio a un tipo di edilizia economica intensiva, che potesse accogliere le famiglie in tempi più brevi, mantenendo tuttavia l’idea di un piccolo paese dentro la città, dotato dei principali servizi comunitari.

La Casa dei bimbi alla Garbatella – Foto di M.Elena Castore ©

L’edificio per i bagni pubblici, abitazioni e studi per artisti (1926); l’edificio per il cinema-teatro Garbatella (1927-28); la “Casa dei bimbi” (1927-31), soprannominata “la scoletta”, progettati da Innocenzo Sabatini su modelli di ispirazione classica, oltre a fornire importanti servizi per la popolazione locale, si configuravano come simboli della modernità metropolitana in una borgata popolare.

Oggi, l’edificio per i bagni pubblici ospita una biblioteca comunale e la borgata storica si è trasformata in un popoloso quartiere, ampliando i suoi limiti e accogliendo nuovi tipi di insediamenti e costruzioni. Nonostante il passare del tempo e le trasformazioni avvenute, però, il suo nucleo primitivo mantiene inalterata l’atmosfera fiabesca di un piccolo mondo surreale all’interno della città.

Stenditoi all’interno di un cortile della Garbatella – Foto di M.Elena Castore ©

Così, camminando per le sue stradine tortuose, attraversando le sue ripide scalinate e le sue piazzette incantate, si possono ancora ammirare i dettagli architettonici tipici del barocchetto romano, che connota l’architettura dei primi lotti e i colori sbiaditi degli intonaci e dei mattoncini a vista delle facciate degli edifici, che contrastano con il verde acceso della vegetazione. Allo stesso tempo, addentrandosi nello spazio intimo e silenzioso dei cortili, tra i giardini condominiali che hanno sostituto gli antichi orti, si scorgono ancora bambini che giocano e file di panni stesi negli stenditoi di un tempo.

Del resto, non è certo un caso il fatto che la storica borgata romana sia stata scelta come set di numerose pellicole cinematografiche e fiction televisive, girate nel corso degli ultimi decenni. E, allora, ricordando Nanni Moretti in Caro Diario (1993), mentre vaga per le strade deserte e assolate della Garbatella in sella alla sua vespa bianca, non ci resta che andarcene “in giro per i [suoi] lotti popolari”, per scoprirne il fascino e la bellezza!

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