Cani (fonte foto Pixabay)

A rendere felici i nostri fedeli amici ci pensa Manfred

Nuovi servizi per i cani
di Mario Attanasio

Girava voce che a Merano stava riscuotendo grande successo il Würstelstand (banchetto per salsicce) per i cani gestito da Manfred, the Last Perfect Man di Castelrotto. Questi aveva, dopo tante traversie burocratiche, aperto ai cani il suo carrettino con il quale sbarcava il lunario sulla Passeggiata Lungo Passirio di Merano.

Manfred offriva, oltre alle solite patatine e Würstel per gli uomini, anche una versione arricchita per gli amici a quattro zampe. Questa versione per gli animali era stata da sempre una sua vecchia idea, ma solo ora era riuscito a superare tutte le difficoltà burocratiche che la Provincia  Autonoma  di  Bolzano gli aveva presentato, nella figura del funzionario veterinario della Provincia.

Questi aveva voluto un sacco di analisi, pareri, delibere di giunta perché si trattava di una cosa assolutamente nuova, ma alla fine Manfred era riuscito ad avere il permesso di girare col suo carrettino due ore al giorno e solo sulla Passeggiata Lungo Passirio. Fu un immediato successo. Tutti i proprietari di cani si davano appuntamento alle 10 in punto ogni mattina per fare felici i loro fedeli amici. E c’era di tutto, dai Boxer ai Golden Retriever, ai Cani Lupo, i Labrador e tanti altri. Era una festa continua e per ore non si sentiva altro che il latrare di tutti i cani che si azzannavano anche fra loro fino all’ultimo würstel, maschi e femmine senza alcuna distinzione.

Ferdinand era entusiasta di aver finalmente messo in pratica una sua vecchia idea e, sull’onda di questo successo, meditava un progetto inconfessabile. Non aveva neanche il coraggio di confessarlo a sé stesso. Era l’idea di un bordello per cani. Tutto era nato il giorno in cui s’imbatté in una torma di cani infoiati dietro una cagnetta in calore. Questa era stata opportunamente protetta da una mutandina di plastica, di cui avrebbe fatto volentieri a meno; anche lei aveva le sue voglie, era evidente.

Poveri cani, pensava Ferdinand. Perché gli animali, e specificatamente in quella occasione, quelle bestie non potevano dare sfogo a delle pulsioni naturali che il buon Dio aveva dato loro? Forse che i cani avevano un Karma negativo da scontare per un qualche loro passato peccato? E perché solo i cani dovevano sottostare ai Comandamenti della Chiesa che volevano i rapporti sessuali leciti solo ai fini riproduttivi?

Così nacque l’idea di un bordello per cani. La cosa però era un tantino complicata. Lo era per la Chiesa onnipresente e per la moralità corrente e per le norme burocratiche da seguire. Comunque, spinto dalla sua voglia di alleviare le frustrazioni di quegli animali che lui amava molto, Ferdinand si mise all’opera. Inviò una domanda dettagliata all’ufficio veterinario della Provincia Autonoma di Bolzano.

Dopo qualche tempo ricevette la risposta:

 

Egr. Sig. Ferdinand, in merito alla sua richiesta di aprire un Bordello per cani ci faccia avere la seguente documentazione:

1-      Il posto nel quale questa dovrebbe avere luogo ed i requisiti sanitari necessari secondo la legge provinciale n. 6500, delibera 8086500 del 30/12/2017.

2-      Consenso del Vescovo di Bressanone ed, in mancanza, del Sommo Pontefice.

3-      Una richiesta da parte di almeno 5.000 cittadini della provincia, corredata dai nomi e dal DNA dei loro cani eventualmente interessati a questa singolare iniziativa.

4-      Una disposizione del Parlamento Italiano che conceda una deroga alla legge Merlin attualmente in vigore.

 Cordiali saluti.

Firmato

Assessore alla Sanità Canina, Hundler Wilkommen.

 

Inutile dire che Ferdinand non ci capiva un tubo di tutte queste leggi, ma capì subito che ci voleva qualcosa di diverso per sbloccare la situazione. Decise di commissionare ad una fabbrica di bambole delle “Baby dog” gonfiabili con tutti gli attributi delle cagnette in piena evidenza.

Commissionò poi alla ditta “Emozioni Olfattive” dei profumi che riproducessero gli odori del mestruo canino, che opportunamente spruzzati nel posto giusto attirassero gli istinti del cane maschio e ne ordinò un centinaio di copie mettendoli subito in commercio.

Fu un immediato successo. Tutti i proprietari di cani maschi regalarono subito ai propri fidi compagni le “Baby dog” in modo che finalmente potessero sfogare i loro istinti. Al successo commerciale si opposero tutti i benpensanti, nonché le Autorità che condannavano questi istinti animali,  ma quando in un dibattito televisivo in cui intervennero esponenti della Provincia, della Chiesa, dei Vigili del Fuoco, dell’Ufficio Veterinario, non si riuscì a distinguere fra gli istinti animali e quelli umani, per cui si decise di istituire una specifica Commissione Paritetica la quale dopo diversi mesi sta ancora discutendo sull’opportunità o meno di istituire il Bordello per cani.

Nel frattempo che in Italia la Commissione discute da sei mesi, in tutta Europa sono nati Bordelli per cani, arrecando grande felicità agli amici fedeli dell’uomo. In Italia solo “Baby dog”.

 

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