I Pesci di Alcantara, Stazione Ferroviaria di Alcantara, Lisbona - Foto di M. Elena Castore ©

Bordalo II, lo street artist portoghese che trasforma i materiali di scarto in arte urbana 

Dai rifiuti, l’arte di Bordalo II
di M. Elena Castore

Pezzi di automobili e biciclette, bulloni, vecchi elettrodomestici, lattine di alluminio, bottiglie, cavi elettrici, batterie scariche, sono solo una piccola parte dei rifiuti che lo street artist portoghese Bordalo II recupera dalle discariche, da fabbriche abbandonate, o, semplicemente, dalla strada, trasformandoli in opere d’arte urbana.

Un’arte che nasce dal riuso e dall’assemblaggio di tutto ciò che la società attuale scarta, dando vita a bassorilievi e installazioni tridimensionali di grandi dimensioni raffiguranti animali, realizzati con una tale accuratezza da sembrare veri.Il Coniglio, Vila Nova de Gaia - Foto di M. Elena Castore ©

Big Trash Animals è la serie di opere che, ormai da qualche anno, animano i muri di diverse città sparse nel mondo: pesci, insetti, uccelli, piccoli e grandi mammiferi popolano molte città del Portogallo, tra cui Lisbona in testa, così come tante altre città europee, in Germania, Spagna, Norvegia, Estonia, Polonia e oltre oceano, in America,  Messico, Brasile, Tailandia e persino a Tahiti.

La Capra, Stazione Ferroviaria San Pietro, Roma - Foto di M. Elena Castore ©

Bordalo II, nel 2016, ha lasciato il suo segno anche in due città italiane, Roma e Torino, dando vita, nella prima, ad una grande capra, sul muro del viadotto ferroviario della Stazione San Pietro e, nella seconda, ad un grande orso lungo il muro del Teatro Colosseo, in pieno centro.

Ma chi è Bordalo II e cosa vuole comunicare al mondo con la sua arte?

Al secolo Artur Bordalo, lisbonese, classe 1987, Bordalo II ha trasformato nel tempo la vena artistica ereditata dal nonno, Real Bordalo, pittore di fama nazionale scomparso recentemente, in un’arte che nasce dall’esperienza adolescenziale dei graffiti, passa per una formazione accademica (incompiuta) nella scuola di Belle Arti, e si trasforma in un’arte peculiare, ecologica e sostenibile, con un chiaro messaggio sociale.

Se dal periodo “illegale” dei graffiti Bordalo II ha imparato ad occupare lo spazio pubblico e avere contatto con la realtà, oltre che “a sfondare porte” - cosa che gli ha permesso, in seguito, di entrare con disinvoltura in fabbriche abbandonate in cerca di materiali per le sue opere -, dall’esperienza accademica ha acquisito la conoscenza di varie tecniche artistiche, e la capacità di sperimentare nuovi linguaggi, attraverso l’uso dei rifiuti.

                        Il Procione, Centro Culturale di Belem, Lisbona - Foto di M. Elena Castore ©

Bordalo II non è il primo artista al mondo che lavora e produce arte con materiali di scarto, affrontando il problema della produzione dei rifiuti non riciclabili e delle sue conseguenze nefaste per il pianeta. Ma lo fa in una maniera ironica, creando animali fantastici e al tempo stesso reali, che, rappresentando il mondo della Natura, con i loro occhioni grandi, sembrano interrogare chi li osserva su questi temi.

L’Ape, LX Factory, Lisbona - Foto di M. Elena Castore ©

Sono opere destinate a durare pochi anni, esposte alle intemperie e all’azione distruttrice della natura e dell’uomo, ma questa è una caratteristica propria della materia prima che le compone, che non infastidisce affatto il suo autore. Più dell’opera in sé, ciò che interessa realmente è chiamare l’attenzione sulle problematiche legate al tema dei rifiuti. Così, per esempio, come lui stesso afferma, c’è un’opera raffigurante una grande ape, a Lisbona, nella LX Factory, dove “i rampicanti stanno invadendo i materiali con cui è composta, se ne stanno impossessando.[…] Trovo questa cosa meravigliosa!” (traduzione nostra).

Alle problematiche della sostenibilità e dell’ambiente si aggiunge poi una denuncia contro il maltrattamento degli animali. Nella sua opera più recente (2018), a Las Vegas, lo street artist portoghese ha trasformato un vecchio Motel abbandonato in uno “zoo alternativo”, un’installazione artistica chiamata Wild Wild Waste, di circa 930 metri quadrati, dove grandi sculture fatte di rifiuti, raffigurano animali selvaggi intrappolati e confinati in una struttura chiusa e fatiscente.

A chi voglia conoscere da vicino l’opera di Bordalo II non rimane quindi che cercare il big trash animal più vicino e farsi intenerire dai suoi tristi occhi in cerca di aiuto!

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