Waterfront sul porto turistico di A Coruña – Foto di M. Elena Castore ©

A Coruña e le sue galerias di cristallo

La città di cristallo
di M. Elena Castore

Vissuta per secoli all’ombra della ben più famosa e vicina Santiago de Compostela, A Coruña- La Coruña in castigliano - è una città che può piacevolmente sorprendere chi la visita per la prima volta, forse perché, non essendo una delle classiche mete di turismo internazionale, non ci si aspetta molto.

Eppure, la seconda città della Comunità Autonoma della Galizia, sorta su di una penisola protesa nell’Oceano Atlantico, unita alla terra ferma da uno stretto istmo, nella punta nord-ovest della Spagna, può stupire anche passandoci appena qualche ora.

Chiesa della Colegiata de Santa Maria, Ciudad Vieja, A Coruña – Foto di M. Elena Castore ©

I motivi possono essere molti: la Torre de Hercules, l’unico faro romano – e il più antico al mondo - ancora in funzione, dichiarato Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’UNESCO nel 2009, e il suo parco scultoreo; il famoso Paseo Maritimo, con i suoi 13 km “attrezzati”, affacciati sull’Oceano, uno tra i lungomare più lunghi d’Europa; la Ciudad vieja, il bellissimo centro storico, fondata per ordine di Alfonso IX di Leon agli inizi del 1200, sul luogo dell’antico insediamento romano di Crunia; la maestosa Plaza de Maria Pita, dedicata all’eroina Maria Pita, circondata da portici e dominata dall’imponente Palazzo Comunale, in stile eclettico; la Avenida de la Marina, sul lato sud-orientale dell’istmo, con uno dei più interessanti e imponenti waterfront vetrati al mondo, della fine del XIX secolo, affacciato sul porto turistico della città.

Palazzo Comunale, Plaza de Maria Pita, A Coruña – Foto di M. Elena Castore ©

E poi, la grande baia sul lato nord-ovest dell’istmo, con le due spiagge oceaniche cittadine, la Praia Riazor e la Praia do Orzan; i vari musei, tra cui la Domus, primo museo interattivo al mondo dedicato all’Uomo, e il Museo Archeologico e Storico, all’interno del bellissimo Castillo de San Antón, un forte del XVI secolo, costruito su di un’isola (oggi unita alla terraferma) a difesa della città. E molto altro ancora.

La lunga facciata vetrata della Avenida de la Marina, A Coruña – Foto di M. Elena Castore ©

Eppure, solo uno di questi motivi le è valso la denominazione di Ciudad de Cristal (Città di Cristallo): il complesso di “galerias” che riveste le facciate degli edifici affacciati sulla Avenida de la Marina e sulla Darsena, e che compone la grande facciata modernista sul porto turistico di A Coruña.

Edifici con “galerias” sulla Avenida de la Marina, A Coruña – Foto di M. Elena Castore ©

Sorte dalla necessità di ampliare la sezione trasversale della Calle Riego de Agua, la strada che corre parallela alla Avenida de la Marina delimitando gli edifici che si affacciano sulla Darsena, e recuperare così il terreno che si perdeva su quel fronte, si cercò una soluzione già presente nell’architettura tradizionale galiziana. Si decise di chiudere i balconi che si aprivano sulle facciate posteriori, rivolte verso la Darsena, con una struttura continua in legno e vetro, dipinta di bianco, appoggiata sui portici al pianterreno, creando una seconda pelle, uniforme e continua, sovrapposta ad ogni edificio.

Dettaglio delle “galerias” della Avenida de la Marina, A Coruña – Foto di M. Elena Castore ©

Oltre ad ampliare la superficie interna delle abitazioni, legalerias svolgevano (e svolgono) un’importante funzione: captare l’energia solare e immagazzinarla nelle pareti degli edifici cui erano sovrapposte, evitando dispersioni termiche tra il giorno e la notte. Allo stesso tempo, proteggevano lo spazio interno delle abitazioni dalla pioggia e dal vento, frequenti in questa zona della Spagna.

Secondo l’architetto Joaquin Fernandez Madrid, si tratta di uno “spazio ibrido interno-esterno”, la cui ricchezza è data dal contrasto che deriva dalla sovrapposizione di due pelli così diverse: una solida, di pietra, e l’altra leggera, vetrata.

La lunga facciata vetrata della Avenida de la Marina, A Coruña – Foto di M. Elena Castore ©

Costruite tra il 1869 e il 1884, adottando un linguaggio “modernista”, in appena 15 anni modificarono il fronte sulla Darsena, creando una nuova facciata sul mare, “un enorme transatlantico di linee bellissime”, dove ogni galleria “è una nota ben differenziata di una colossale sinfonia architettonica” (Alfredo Amestoy, 1970; traduzione nostra).

Una facciata che ancora oggi, come scrive l’architetto Xosé Lois Martinez, autore del libro As Galerias da Mariña, “possiamo contemplare dalla darsena coruñesa e che ci suggerisce l’intenso dialogo tra la città e il mare” (traduzione nostra).

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