Vista frontale e laterale di un grande obeso. Immagine caricata su wiki da Doc James

Regno Unito:

Fumatori e obesi, malati di serie B
di Amedeo Feliciani

La notizia in sé potrebbe essere relegata tranquillamente in fondo ad una pagina, se non suscitasse una riflessione sul mondo di oggi e di come non sempre si può vivere il proprio stile di vita.
Il gruppo sanitario inglese, la Northern, Eastern e Western Devon (Newd), in Cornovaglia, è da sempre all'avanguardia nel Paese, sia per l'assistenza e sia per il team di professionisti che operano in quasi tutti i campi della medicina.
Dunque, una sanità efficiente, ma che recentemente ha sollevato un polverone sui media locali per la scelta di non sottoporre ad operazioni di routine, ma solo a quelle urgenti, due categorie di persone: gli obesi e i fumatori, a meno che non cambino il proprio sistema di vita e rientrino nei parametri della normalità.
In Inghilterra, i dati più recenti indicano che il 64% degli adulti è in sovrappeso a causa di mancanza di attività fisica e una dieta poco nutriente, mentre per i fumatori, la British Medical Association ha calcolato che almeno il 20% della popolazione sono fumatori abituali. Una situazione certamente grave che espone le persone affette da questi problemi a gravi complicazioni di salute, ma ciò che ha lasciato stupiti è la giustificazione data dal Newd: gestire pazienti di questo tipo costa troppo e in un momento di tagli non si possono fare eccezioni, dunque un obeso se vuole essere operato deve perdere almeno il 5% del suo peso corporeo e il fumatore dovrà dimostrare di aver smesso con le sigarette come minimo da otto settimane, o ti adegui agli standard o sei out, per dirla all'inglese, concludendo il messaggio è "ti curo solo se costi poco", ma non solo.
Ciò che stupisce di questo protocollo è che si vengono a creare due tipi di pazienti uno di serie A e l'altro di serie B davanti al medico.
Se da un lato operativo la giustificazione degli operatori sanitari inglesi può avere una sua logica pratica, le conseguenze di dover rientrare in certi parametri è assai discutibile e può portare a delle conseguenze assai negative con altri tipi di paziente.
Prendiamo l'esempio di un drogato, il quale è sicuramente consapevole dei rischi che corre consumando droga o le persone che per pratiche sessuali non protette prendono il virus dell'HIV, lo stesso per chi ha il vizio del bere, per chi mangia solo proteine escludendo le proteine nel proprio regime alimentare e potremo proseguire con chi non fa sport o non prende medicine per scelta e così via, anche questi allora devono subire lo stesso trattamento di chi è "in carne" e di chi la sigaretta costantemente in bocca essendo patologicamente dei malati.
Probabilmente sì, aspettiamoci tra qualche anno di sapere chi può essere curato e chi no, l'importante è rientrare nella scheda elaborata dal Ministero della salute.
Non vogliamo abusare del "grande Fratello" di George Orwell in 1984, ma la morale che ne ricaviamo è che ognuno in democrazia, per citare un assurdo, può vivere come meglio crede, ma l'importante è sempre omologarsi alla massa.
Non crediamo che così facendo andiamo verso una tanto decantata democrazia compiuta.

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