Nel 1900 erano già previsti televisione e cellulare
di Fabrizio Cerami

Tutti noi, ammettiamolo, abbiamo pensato spesso come potrebbe essere la Terra fra cento anni, come saranno le nostre città, se avremo risolto problemi come la fame e la guerra e se la scienza avrà fatto passi avanti nel progresso.
Domande a cui possiamo dare solo risposte teoriche, "...del doman - recitava Lorenzo il Magnifico- non v’è certezza", eppure nei secoli molti hanno provato a vedere il futuro e se ci hanno provato raramente hanno indovinato, un esempio per tutti Nostradamus con le sue misteriose quartine che a dire il vero sono sempre interpretate solo quando l'avvenimento è già passato.
Senza scomodare gli astrologhi, proprio centoquindici anni fa, Elfreth Watkins Jr, scrittore americano, vissuto a cavallo tra l'otto e il novecento, con grande lucidità scrisse per la rivista Saturday Evening Post nel dicembre del 1900, un articolo che oggi potremo dire senza alcun dubbio profetico.
Rivolgendosi agli scienziati del tempo, chiese come vedevano il mondo tra cento anni e le risposte, come vedremo, sono a dir poco impressionanti.
Vediamo quelle che certamente sono le più interessanti come poter avere nel 2000 i condizionatori d'aria e, addirittura, il riscaldamento centralizzato con acqua calda o fredda secondo le necessità dal proprio rubinetto.
Non più dunque, scriveva Watkins alzatacce di mattina presto con il freddo per accendere il fuoco alla stufa o al camino, ma una casa anche più pulita senza la fuliggine dei camini, in futuro, infatti, le case non avrebbero avuto più il fumo, ma vapore acqueo.
"I treni - affermava lo scrittore - percorreranno tre chilometri al minuto e raggiungeranno i 240 km/h. Basterà una sola giornata per andare da New York a San Francisco", praticamente i nostri treni superveloci, ovviamente era troppo poter prevedere gli aerei, quando scrisse questo articolo i fratelli Wright non hanno fatto ancora il loro primo volo a motore, bisognava attendere il 17 dicembre del 1903 che ciò accadrà.
Ma le profezie tecnologiche non si fermano certo qui.
Un giorno, fra cento anni, potremo vedere su di uno schermo le persone e le cose in tempo reale anche se sono dall'altra parte del mondo grazie ad una telecamera collegata elettricamente con schermi all'altra estremità. Grazie a questo ognuno in qualsiasi parte del mondo sia potrà assistere come se fosse personalmente a teatro ogni tipo di spettacolo, avvenimenti politici (forse prevedeva anche i talk show. ndr), e all'andamento di una guerra in Oriente, ma non solo le immagini sarebbero giunte così lontano anche i suoni. Grandi strumenti telefonici consentiranno di udire il suono che giunge dagli avvenimenti trasmessi in diretta, un po' complicato, ma la televisione c'era già tutta, e proprio quest'ultimo accenno ai telefoni lascia sbalorditi; non solo il telefono, ma addirittura l'attuale cellulare, il telefono portatile, con il quale scompariranno ostacoli dovuti alle distanze, in pratica spiega lo scrittore, "Un marito che sta viaggiando su di un piroscafo in mezzo all'Atlantico potrà tranquillamente conversare con sua moglie che si trova nella sua casa a Chicago. Sarà facile telefonare in Cina come oggi si può fare una telefonata locale e le chiamate saranno inoltrate automaticamente senza l'aiuto di un’operatrice".
Un' altra profezia tecnologia riguarda le fotografia non solo a colori, ma che potranno essere spedite tramite una specie di telefax.
Infine, ma le previsioni son tante, previde addirittura la globalizzazione dei mercati. "Grazie a veicoli refrigerati che viaggiano veloci sia sulla terra sia sul mare - affermava non senza un certo orgoglio - potremo gustare tutti i giorni i deliziosi frutti che arrivano dai tropici e dall'emisfero meridionale. In inverno, i contadini dell'America del Sud, dell’Africa meridionale e dell'Australia, dove le stagioni sono opposte alle nostre, potranno fornirci quei prodotti che qui non possiamo coltivare".
Solo poche previsioni per il futuro non si sono realizzate tra le tante, fra queste la scomparsa delle fastidiose zanzare e delle mosche, pazienza, sarà per il prossimo secolo.

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