Giovani che leggono (fonte Pixabay)

Quando la scuola insegna anche i strafalcioni

Dante Alighieri: un poeta dialettale milanese
di Antonello Cannarozzo

Gli anni più importanti per la crescita dei giovani sono quelli trascorsi a scuola ad abbeverarsi, come si diceva un tempo, a quel sapere che li accompagnerà lungo la vita.

Impareranno tante cose che formeranno non solo la propria cultura, ma ne forgeranno anche il carattere. Ma è ancora vero?

Sapere, ad esempio, che Dante Alighieri era un famoso poeta dialettale milanese, che Gabriele D’Annunzio era un importante estetista oppure che il Giappone confina, come è noto a tutti, con la Polonia ed anche che il simbolo dell’architettura fascista è il Duomo di Milano fino ad arrivare alla catena di montaggio industriale inventata dall’attore Harrison Ford. Si potrebbe continuare con centinaia di altri esempi davanti ai quali cascano le classiche braccia, se non fosse una situazione drammatica per la nostra scuola, sempre più alla deriva, ci sarebbe da sbellicarsi dalle risate, strafalcioni che non ci si aspetterebbe di trovare agli esami di maturità.

Sono perle che troviamo sul sito ormai famoso di Skuola.net che ha chiesto ad alcuni studenti gli svarioni più eclatanti durante gli esami con la scusa di creare una pagina divertente sulla preparazione scolastica.

Certo non tutti gli studenti e non tutte le scuole hanno questa situazione disperata, ma quello che un tempo era la cultura generale oggi, purtroppo, è solo un ricordo quando libri e giornali non si leggono più e se si guarda la televisione o il computer non sono certo al primo posto i programmi di approfondimento culturale.

Ad esempio, ciò che dovrebbe essere la cultura delle nostre radici come la storia, oltre che essere nella mente degli studenti assai confusa è anche a dir poco allarmante: come la scelta di Benito Mussolini, durante l’ultima guerra, di combattere insieme ai partigiani con un gruppo di soldati scelti, le famose Brigate Rosse, contro i tedeschi che volevano sterminare la razza ariana e, per non farsi mancare niente, durante il conflitto invasero anche la Germania. Infine per chi ancora non lo sapesse nel 1945 cominciò la Seconda guerra mondiale, e pensare che credevamo che in quell’anno fosse finita.  

Altre perle in breve; la guerra fredda si chiama così perché si combatté d’inverno e per arrivare alla storia più attuale, Alcide De Gasperi era un ministro del governo Berlusconi, ma andando indietro di centocinquant’anni, scopriamo che Bettino Craxi era un ufficiale di Giuseppe Garibaldi.  Non manca poi anche l’impegno civile definendo Enea e Didone due lesbiche.

Non va meglio per le nozioni geografiche.

Come è notorio a tutti l’Umbria è una ridente cittadina vicino ad Assisi o che la capitale dell’Inghilterra è Berlino e, per rimanere in Italia, Torino è il capoluogo della Toscana, purtroppo non sappiamo che fine abbia fatto Firenze.

Ci sono anche delle perle di letteratura come il romanzo di James Joyce “Gente di Dublino” il quale è ambientato per alcuni studenti, nonostante tutto, a Londra.

Gabriele D’annunzio era una famoso ‘estetista’ che tra una manicure e un massaggio (questo lo aggiungiamo noi, ndr) scrisse il romanzo I Malavoglia con Giovanni Verga personaggio centrale del libro.

Merita un encomio solenne per la migliore gag lo studente che in preda alla angoscia degli esami, ha chiesto al compagno di banco: “Ma chi diamine ha scritto ‘Il diario di Anna Frank’?”.

Se questi sono gli studenti non se la passano meglio certi docenti.

Alcuni alunni hanno registrato gli errori più madornali dei loro insegnanti, così una professoressa avrebbe corretto, si fa per dire, un compito cancellando "senza" per sostituirlo con un "sensa".

Un suo collega è scivolato sul congiuntivo come un noto politico: “Se dovreste...”.

Non se la passa meglio la letteratura contemporanea. “E questo qui chi cavolo è?”, avrebbe esclamato un insegnante davanti ad una poesia di Giorgio Caproni, letta appositamente ai ragazzi per l’analisi del testo.

Ancora Don Abbondio è diventato don Antonio; Giuseppe Ungaretti, Lorenzo Ungaretti e, come per D’Annunzio, una insegnante ha dichiarato che anche Oscar Wilde era un estetista.

Il capolavoro russo, “Anna Karenina” sarebbe stato scritto da Dostoevskij e non da Tolstoj ed ancora l’autore de “La Coscienza di Zeno” è Luigi Pirandello e non da Italo Svevo, il celebre dipinto di Picasso ‘Guernica’ sarebbe niente meno che di Van Gogh e la celebre frase "Lasciate ogni speranza o voi che entrate" posta da Dante sull’entrata della porta dell’Inferno èstata attribuita a Manzoni.

Ovviamente, come per gli studenti si potrebbe continuare per ore, ma credo che questo basti a comprendere che non servono tanti stanziamenti di nuove scuole se l’utilizzo finale è quella di scaldare ben bene una sedia e non solo per gli studenti.

 

 

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