Pattuglia della polizia controlla i passeggeri di un treno, Foto Ministero dell’interno

Lega e Salvini fanno leva sul fenomeno sociale dell'insicurezza

Pistole, paura e sicurezza
di Massimo Predieri

Sempre più persone vivono in Italia nel terrore della criminalità, soprattutto nelle grandi città. Sono spesso persone sole, soprattutto donne, in una popolazione che invecchia, con un 20% di anziani. La loro paura è ingigantita dalla solitudine, a cui si aggiunge l’insicurezza economica, un impoverimento vissuto come colpa. La mancata presenza, perlomeno quella visibile, delle forze dell’ordine alimenta l’insicurezza.

Il fenomeno largamente diffuso della paura e dell’insicurezza è stato pienamente colto dalla Lega, che si è fatta portavoce di una risposta reazionaria basata fondamentalmente sulla lotta all’immigrazione, il censimento dei Rom e ora anche sulla riforma della legittima difesa, introducendo la licenza di sparare al malintenzionato che s’introduce in un'abitazione privata, annullando la valutazione oggi prevista per legge di proporzionalità fra offesa e difesa .

Secondo un recente sondaggio, il 39% degli italiani sarebbe favorevole al possesso di armi da fuoco per difendersi da soli.

A questa tendenza si contrappone una realtà che non sembra giustificare l’aumento della paura e la richiesta di maggiore sicurezza. Secondo i rilevamenti delle forze dell’ordine e del Censis, i reati denunciati sono calati del 10% l’anno scorso, gli omicidi in Italia si sono quasi dimezzati rispetto a dieci anni fa: 611 omicidi nel 2008, 343 nel 2017.

Gli esperti, nello spiegare questa distorsione della percezione d’insicurezza, puntano il dito sui media, soprattutto sui telegiornali, che per otto italiani su dieci rappresentano la principale fonte di informazioni (Fonte Rapporto Censis 2018).

Secondo un rapporto della Carta di Roma, l’attenzione dei telegiornali di prima serata alle notizie ansiogene riguardanti l’immigrazione sarebbe cresciuta del 26% nel 2017. In queste notizie si suggerisce spesso un “nesso tra l’appartenenza etnica o di status e l’azione criminale”.

Secondo Umberto Galimberti, filosofo e psicanalista, “la solitudine crea una sorta di deserto intorno a te, crea l’immaginazione che qualsiasi cosa ti capita, nessuno ti soccorre”. Questa solitudine tormenta la condizione senile e quella metropolitana, nelle città dove vive una “moltitudine solitaria”, dove sono finiti i rapporti relazionali, non si conosce nemmeno il vicino di casa. In queste condizioni la paura aumenta in maniera soggettiva, a prescindere dai pericoli reali.

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