Di Nessun autore leggibile automaticamente. Bogdan presunto. Presunta opera propria (secondo quanto affermano i diritti d'autore)., CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=209807

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La cannabis terapeutica salverà l'economia nostrana?
di Luisanna Tuti

Per la vendita della cannabis terapeutica e ricrecativa (povera di THC- tetraidrocannabinolo, sostanza che colpisce i ricettori del cervello stimolando il rilascio di dopamina), nel 2016 sono entrati nella casse dello stato degli USA circa 6,7 miliardi di dollari. Nel solo Colorado le vendite hanno raggiunto quota 1,3 miliardi. Non male per una nazione che aveva attivato il proibizionismo nei confronti di questa pianta a partire dagli anni 30 del secolo scorso e che ora è in prima linea per trasformare in business la vendita della marijuana terapeutica. Secondo dati pubblicati da Forbes, le vendite sono valutate in forte crescita.

Tuttavia, per la legalizzazione della cannabis in Canada entro luglio 2018, la quota del 90% delle vendite globali, detenuta dagli USA, sarà destinata a scendere fino al 57% entro il 2021.

Secondo l'European Cannabis Report (ECR) se ogni Paese europeo legalizzasse la cannabis, il mercato in Europa varrebbe circa 65,4 miliardi di dollari.

Uno studio della banca d'investimento europea Bryan Garnier & C., prevede che il mercato crescerà di oltre il 1000% in dieci anni e le multinazionali dell'alcol sono destinate a perdite notevoli a causa dei nuovi commerci di marijuana ricreativa e medica.

Il gigante globale Costellation Brands (multinazionale americana specializzata nel commercio del vino) ha acquistato il 9% del Canopy Growth per 190 milioni di dollari, oltre ad altre opzioni per aumentare del 20% la sua partecipazione.

Anche i produttori di cannabis canadesi si aspettano che aziende del settore alcolici, farmaceutici e del tabacco, entrino a far parte del “business marijuana” nei prossimi tre anni.

Intanto, secondo i dati analizzati da New Frontier Data, saranno 250mila i posti di lavoro creati negli USA nel settore manifatturiero della cannabis entro il 2020, confermando con questo che la cannabis è senza dubbio un motore economico di grande rilevanza nella creazione di nuove occupazioni. Fattore positivo quando in tutto il mondo si assiste ad un momento di potenziale declino.

E mentre aumentano rapidamente gli Stati che legalizzano la cannabis per uso medico e ricreativo, crescono anche le vendite dei prodotti alimentari psicoattivi che sono, secondo gli esperti, prodotti su cui puntare: caramelle, gelatine, oli, biscotti, lecca lecca, dolcetti, bevande, gelati, capsule.

In pochi mesi, nei Paesi dove è stato concesso il permesso di commerciare la marijuana ricreativa, le vendite di questi manufatti sono triplicate. Secondo le analisi della società Headset Inc. questa crescita enorme è dovuta al fatto che il mercato della cannabis si sta espandendo anche nel mondo dei “non fumatori”.

Per tornare sui “lidi nostrani”, a Fabriano, notoriamente città della carta, sarà avviato un impianto pilota per la produzione di cellulosa di canapa italiana, mentre ancora incerto ed altalenante è tutto il settore.

Ci vorrà del tempo prima che l'industria si stabilizzi su obiettivi chiari, mirati e concreti, anche se già sono in corso studi e organizzazioni impegnate sullo sviluppo di nuovi prodotti, confortati anche dalle dichiarazioni dell'Organizzazione Mondiale della Salute (OMS) che ha ufficialmente ammesso che il CBD (cannabinoide che, a differenza del THC, non genera euforia e letargia) non ha effetti negativi sull'organismo, bensì decisamente positivi per il trattamento di tanti problemi di salute.

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