Integrazione (foto di Capri23auto - Pixabay)

Storia di Ester

"Non smettere di crederci"
di Luisanna Tuti

E' di sicuro questo il pensiero che ha accompagnato la piccola Ester nel lungo viaggio che la portava da Quito a Roma.

Aveva salutato la nonna ed i fratelli ed insieme avevano pianto pensando alla nuova vita che l'aspettava in un mondo a loro del tutto sconosciuto.

Non sapeva una parola di italiano, ma la sua mamma che viveva in Italia ormai da vari anni, era la sua garanzia.

Una scelta dolorosa per tutta la famiglia,  quando la signora Teresa aveva deciso di lasciare l'Ecuador, dove la vita  era diventata troppo difficile. Venire in Italia per  provvedere al mantenimento dei suoi cari, era sembrata a tutti  la soluzione ottimale.

Dopo del tempo , soprattutto per la grande nostalgia della sua terra, Teresa aveva pensato di far venire Ester in Italia e farla studiare nel nostro Paese, per quanto le era possibile anche economicamente.

E' per questo che Ester si trovava in quell'enorme aereo diretto al di là dell'oceano.

La ragazzina, timida e disorientata, si era dimostrata subito molto volenterosa ed, aiutata dalla dolce signora Lucia,  alla quale sua mamma faceva da badante, aveva imparato presto la lingua italiana, anche se  con una limitata conoscenza di vocaboli.  A scuola  era attenta e volenterosa. Gli insegnanti  erano molto  soddisfatti del suo rendimento.

Un anno dopo l'altro, Ester era arrivata al liceo e poi all'Università.

La morte della signora  Lucia aveva portato non poco scompiglio nella quotidianità di Teresa ed Ester, poiché la famiglia dove la mamma aveva trovato nuovamente da lavorare, non voleva la ragazza in casa. Ester era andata a vivere in un sottoscala, un po' buio ed umido, ma era quanto Teresa si potesse permettere per la figlia.

Testarda e tenace, Ester continuava i suoi studi per raggiungere la tanto agognata laurea in “Amministrazione aziendale”, sebbene le consecutio temporum, fossero ancora un ostacolo grande da superare.

Aiutata da una vicina di casa e dalle amiche più care, Ester era andata avanti, pur lavorando in uno studio legale come archivista durante la settimana; facendo le pulizie nei giorni festivi e la baby-sitter quando ne aveva l'occasione. Purtroppo, essendo molto carina, a volte era stata costretta a lasciare l'impiego per le tristi avances dei datori di lavoro,  che si sentivano autorizzati a pensare di poter approfittare della disagiata situazione economica della giovane.

Tra pianti, risa, gioie e dolori Ester era arrivata a laurearsi con “30 cum laude”.

A questo punto, per la giovane laureata, era diventato prioritario cercare un lavoro per non gravare più sulla mamma.

Decine di domande per accedere a  vari concorsi. Nottate senza dormire per prepararsi alle selezioni, mentre  impegni professionali di cameriera, barista e dog sitter la distraevano non poco dallo studio.

Finalmente una selezione. Ester la affronta con successo e si prepara ad uno stage che supera brillantemente e le consente la direzione di un grande negozio di moda per donna, uomo e bambino, parte di una grande catena di abbigliamento.

Purtroppo le rose hanno anche le spine ed Ester  si sta ora scontrando ora con la realtà di una professione che la vede contrapposta a dipendenti che non accettano di essere diretti da una giovane e, per giunta, immigrata .

Ogni giorno è una lotta con persone che “si ammalano” o si assentano per “motivi familiari”.

Ester ha dalla sua parte la giovane età ed il ricordo dei giorni bui e tristi che hanno accompagnato la sua vita fino ad oggi e dei suoi cari che aspettano ora un aiuto da lei.

Nel negozio che dirige in realtà fa di tutto: scarica i  pacchi, calcola i resi non venduti, fa i conti, coccola i clienti, piega la merce sui banchi e la riordina, sistema nel magazzino i capi da restituire. Lavora senza sosta e non conosce pausa mensa o festività. Solo un giorno alla settimana si consente un po' di riposo per ricaricarsi.

Ad una graduatoria redatta  durante un' ispezione non dichiarata, per individuare il negozio più organizzato della provincia, Ester, nonostante tutte le vicissitudini,  è risultata la prima, ricevendo i complimenti dei  suoi superiori,  soprattutto di quelli che, fin dall'inizio,  hanno avuto fiducia in lei.

La tenacia è  sempre stata  la sua forza e sarà questa forza che l'aiuterà a superare  gli ostacoli che ancora dovrà affrontare in una società che l'ha accettata... ma non fino in fondo...

Brava Ester, sei una stupenda testimonianza di integrazione!!

 

 

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