Stand di episodiozero

Tempo libero alla scoperta di innovazione

Tra arte ed artigianato
di Anderson Ribeiro

Una giornata, domenica 22 aprile, con la temperatura di un caldo primaverile, e la decisione di dedicare all’arte una parte del tempo per il relax hanno propiziato una piacevole scoperta: episodiozero, un progetto di moda autoprodotta in tutte le sue fasi.

Ma andiamo per ordine.

A poca distanza dalla Stazione di Santa Maria Novella, raggiungibile comodamente anche a piedi, sorge La Fortezza da Basso, innalzata tra il 1534 ed il 1536, che dal 1967 è la principale struttura del polo fieristico di Firenze.

Dalla guida si apprende che la fortezza, capolavoro di architettura rinascimentale, fortemente voluta da Alessandro de’ Medici fu disegnata dall’architetto Antonio da Sangallo il giovane.

Acquistati i biglietti, ahimè, ancora prima di guardarsi intorno per capire da dove cominciare la visita degli 80mila metri quadrati, ci si imbatte in un lungo padiglione che ospita sul lato lungo delle boutique a pianta quadrangolare con in mostra una grande quantità di oggetti.

Guardando in una di queste boutique, qualcosa mi colpisce, ma non capisco cosa. In un angolo sono esposti articoli di abbigliamento che hanno una strana caratteristica che non si nota a prima vista.

Nel modello mancano delle chiusure, o almeno così sembra.

Mi avvicino per chiedere qualche informazione e ben presto apprendo che sto parlando non con una sarta ma con un architetto: torinese d’adozione, laureata al Politecnico di Torino con esperienze di architettura di interni, grafica, pianificazione territoriale.

Soltanto dal 2013 comincia ad appassionarsi al fashion design, disegnando accessori di abbigliamento ed avvicinandosi poi alla modellistica ed infine ad imparare a cucire!

Mano a mano prende corpo EPISODIOZERO, un progetto di moda autoprodotta in tutte le sue fasi, dal disegno alla sua creazione finale, interamente artigianale che, utilizzando tessuti di buona qualità italiana, coniuga l’essenzialità delle linee a equilibri geometrici di forme e di colori.

Una conversazione affascinante che mai avrei immaginato di intavolare.

Per concludere la singolare esperienza non poteva mancare una visita ad una chiesa dove si stava svolgendo una funzione religiosa in lingua, presumibilmente, cinese!

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