Andy Miah, Mens Single Skating Free Skating, Attribution-NonCommercial 2.0 Generic (CC BY-NC 2.0)

Gli artisti del ghiaccio volteggiano sulle parole

Pattini Pop
di Giacomo Sorrentino

Quest’anno alle Olimpiadi Invernali del 2018 di Pyeongchang il pattinaggio artistico di figura ha rivoluzionato le sue modalità espressive. L'International Skating Union infatti ha introdotto per i pattinatori la possibilità di eseguire le coreografie, oltre che su brani di musica classica, anche su basi pop comprensive di un testo. Sono stati i cantanti della musica leggera ad accompagnare gli atleti nelle loro rotazioni aeree su ghiaccio, permettendo a una disciplina rigorosa come il pattinaggio di compiere un salto Axel nella contemporaneità. Sulle note di “Run the World” ed “Halo” di Beyoncé si è esibita la pattinatrice francese Maé Méité. Mentre i pattinatori coreani Yura Min e Alexander Gamelin e i cinesi Shiyue Wang e Xinyu Liu hanno scelto di seguire il mainstream del tormentone “Despacito” di Luis Fonsi.
Chissà se i giudici sarebbero utili non soltanto a votare le esecuzioni ma anche a consigliare agli artisti in pista le canzoni più adatte ad uno sport ad alto contenuto artistico come il pattinaggio. D’altronde se con Chopin e Beethoven si va sul sicuro, nell’ambito della musica pop la qualità non è sempre ‘certificata’. Qualsiasi sia la melodia propagata dagli stereo l’importante è che la poesia delle pirouettes e dei brillanti body colorati ne risulti valorizzata. Se è vero che le tradizioni sono fatte per essere rispettate, con le necessarie evoluzioni del caso, nemmeno un completo stravolgimento da cabaret è la soluzione adeguata. Le scelte di alcuni pattinatori hanno rispettato la raffinatezza del pattinaggio. Ad esempio  Matteo Rizzo, diciannovenne al suo esordio olimpico, ha portato una delle più celebri canzoni della tradizione napoletana, composta da Ernesto De Curtis, “Torna a Surriento”, che fu eseguita, tra gli altri, da Luciano Pavarotti e Andrea Bocelli. I versi “vide 'o mare quant’è bello, spira tanto sentimento” hanno dipinto il palazzetto di un mare…ghiacciato. Nel programma libero ha pattinato sull’incalzante ritmo dei Beatles, in un medley con l’energica “Come Together”, “Let it Be” e “Help”.

La danzatrice sui pattini Carolina Kostner si è esibita invece nel programma corto sulle note dell’avvolgente “Ne me quittes pas” di Jacques Brel, nella versione di Céline Dion. Una canzone calda e inebriante, il cui canto amoroso è stato reinterpretato da numerosi artisti tra cui la cantante jazz Nina Simone, l’inarrivabile Frank Sinatra in “If you go away”, e gli italiani Gino Paoli, Dalida, Patty Pravo e Ornella Vanoni in “Non andare via”. La ballata intona con delicatezza una serenata che riporti l’amata all’innamorato: “Moi je t’offrirai des perles de pluie venues de pays où il ne pleut pas - Io ti offrirò perle di pioggia venute da quei paesi dove non piove mai” canta l’uomo, abbagliato dall’amore. Un classico senza tempo che ha visto l’orgoglio italiano del pattinaggio interpretare i movimenti coreografici con grande intensità, regalando al palazzetto una poesia scritta su linee fluttuanti ed estese.

Alex e Maia Shubutani hanno performato “Paradise” dei Coldplay, un brano perfetto per volteggiare sull’asfalto bianco della pista da pattinaggio: melodioso, soave e allo stesso tempo fresco, mixato con la romantica “Fix you”.
Come previsto altri pattinatori hanno colto la palla al balzo per pulsare di adrenalina: “Candyman” di Christina Aguilera per un’esibizione dei russi Evgenia Tarasova e Vladimir Morozov e un medley con “Get Up (I Feel Like Being a) Sex Machine” di James Brown per la qualificazione del malese Julian Yee.

Insomma, il potere artistico delle parole musicate si estende da quest’anno anche al pattinaggio di figura. Insieme alle paillettes, d’ora in poi vedremo e sentiremo luccicare tutte le vibrazioni, pop incluse, illuminando il pubblico non solo dei suoni strumentali, ma anche della vocalità dei cantanti. Un meraviglioso tendere la mano al testo musicale e abbracciarlo in una pirouette.

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