Biciclette da noleggio OBike in Piazza del Popolo, Roma. Foto di Massimo Predieri

Provaci di nuovo, bike-sharing

Le bici gialle invadono Roma
di Massimo Predieri

Dopo molti tentativi falliti nel passato, è partito da qualche mese un nuovo servizio di bike sharing a Roma. Questa volta si tratta della società OBike di Singapore, già presente in 40 città e 26 nazioni in tutto il mondo. Il modello è simile a quello delle già esistenti offerte di car sharing cittadino. Mille e duecento biciclette a flusso libero possono essere prese in affitto e lasciate in qualsiasi punto dell’area di copertura, che per ora è limitata ai Municipi I e II, praticamente il centro di Roma all’interno delle mura Aureliane.

Analogamente ai servizi di car sharing, anche le biciclette di OBike utilizzano la geolocalizzazione per essere individuate su una mappa visualizzata sul cellulare. Con l’apposita app, disponibile per smartphone Android e Apple, si ottiene un codice QR che consente di aprire il blocco antifurto ed utilizzare la bicicletta. Il tariffario è molto conveniente, 1 euro l’ora, molto meno che le tariffe applicate dai tradizionali noleggiatori di biciclette nei parchi cittadini (dai 3 ai 5 euro l’ora) .

Vedi la nostra intervista al direttore generale di Obike e il test su strada.

Bisogna riconoscere il coraggio OBike nel venire da Singapore a lanciarsi nel mercato italiano, tenendo conto degli esiti infelici dei suoi predecessori. Solo un mese fa il colosso cinese Gobee ha ritirato il servizio di bike-sharing da Torino, Roma e Firenze, dove ha sperimentato per pochi mesi il mercato italiano. L’azienda cinese ha motivato la rinuncia con l’accusa che le biciclette verdi erano diventate “bersaglio di sistematici atti di vandalismo, trasformandosi così in oggetti da distruggere per puro divertimento”. Secondo fonti dell’azienda, il 60 per cento della flotta ha subito danneggiamenti, atti vandalici o è stato oggetto di furto nei due mesi di sperimentazione del servizio.

In passato anche le amministrazioni cittadine avevano provato ad invogliare i romani ad utilizzare la bicicletta, soprattutto per girare nelle zone a traffico limitato del centro. I progetti però erano tutti falliti di fronte alla noncuranza e agli atti di vandalismo che avevano messo fuori uso le biciclette in pochissimo tempo. Inoltre la necessità di riportare la bicicletta alla rastrelliera di partenza era un notevole handicap.

Il noleggio di biciclette esisteva in verità già da moltissimo tempo a Roma. Si tratta tuttavia di un’offerta più che altro ludica, rivolta a chi vuole fare un giro nei parchi cittadini o ai turisti che vogliono visitare la città in sella alla bici. A confronto, le bici gialle venute dall’oriente hanno due vantaggi: sono molto più economiche e non è necessaria la riconsegna al punto di partenza.

Per ora si vedono molte biciclette gialle ferme, sparse per tutto i centro storico, ma pochi che le utilizzano. Sarà forse causa di un inverno particolarmente rigido e il tempo inclemente. Vedremo a primavera se i romani si lasceranno sedurre da una biciclettata in centro e soprattutto se il vandalismo e la diffusa noncuranza non scoraggeranno la coraggiosa impresa di Singapore.

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