Bibbia (foto di FotografieLink – Pixabay)

Una figura inquietante già profetizzata nella Bibbia

La venuta dell’Anticristo vista da Vladimir Solov’ev
di Antonello Cannarozzo

Parlare dell’Anticristo e del suo significato escatologico, anche ai più smaliziati miscredenti, mette sempre una certa inquietudine per non dire paura.

Ma chi è l’Anticristo? Per i cristiani è l’opposto, come è evidente, di Cristo e, come Lui, verrà sulla Terra, ma non per volere di Dio, bensì per volere di Satana che, nel suo folle orgoglio vuole essere lui il vero dio come ci ricorda la Bibbia, fin dalla notte della creazione e con qualsiasi mezzo, principalmente attraverso la dannazione del genere umano, così cara al Signore

Accenni di questa presenza sono riportati, oltre che nella Bibbia, anche nei quattro Vangeli, in Marco (13-14), ad esempio, leggiamo:” Quando poi vedrete l’abominazione della desolazione là dove non dovrebbe esserci allora quelli che saranno in Giudea fuggano ai monti”.

Cosa intende Gesù per là dove non dovrebbe esserci? Nei secoli si sono intrecciate le idee più fantasiose secondo le varie epoche; è stato identificato in un re, in un imperatore, per un condottiero fino ad arrivare al massimo della desolazione, salire addirittura al soglio di Pietro e divenire di fatto, se ciò fosse possibile, il Vicario di Cristo stesso, cioè il Papa.

Una interpretazione rafforzata dalla seconda lettera ai Tessalonicesi di san Paolo quando afferma:” Colui che s’innalza sopra tutto ciò che è chiamato Dio od oggetto di culto; fino al punto da porsi a sedere nel tempio di Dio, mostrando se stesso e proclamandosi Dio”.

Certo queste sono deduzioni perché nessuno, come è ovvio, può avere la sicurezza di cosa intendeva Gesù, ma certamente una cosa è chiara, l’Anticristo per la sua manifestazione avrà bisogno che prima si crei l’ambiente adatto dove lui potrà emergere in tutta la sua apparente grandezza e qui ci aiuta ancora san Paolo nella seconda lettera a Timoteo:” Devi anche sapere che negli ultimi tempi verranno momenti difficili.  Gli uomini saranno egoisti, amanti del denaro, vanitosi, orgogliosi, bestemmiatori, ribelli ai genitori, ingrati, senza religione, senza amore, sleali, maldicenti, intemperanti, intrattabili, nemici del bene, traditori, sfrontati, accecati dall'orgoglio, attaccati ai piaceri più che a Dio, con la parvenza della pietà, mentre ne hanno rinnegata la forza interiore. Guardati bene da costoro!”.

Una situazione che non sembra poi così lontana dai tempi in cui viviamo (ndr).

Verso la fine dell’Ottocento, in Russia, il filosofo e sociologo ante litteram, Vladimir Sergeevic Solov’ev (1853-1900) aveva già previsto cosa sarebbe stato del futuro del mondo e soprattutto della crisi religiosa che avrebbe attraversato tutte le fedi e specialmente la Chiesa cattolica.

Nel suo più famoso libro, scritto poco prima di morire, “I tre dialoghi e l’Anticristo”, leggiamo che in un prossimo futuro la religione sarà trattata come un concetto ambiguo e confuso, si avrà solo l’ossessione per il dialogo a tutti i costi, anche dovendo scendere a continui compromessi per una intesa, mettendo di fatto la persona di Cristo sempre più in secondo piano, quasi fosse un accidente della storia ed è in questo ambiente che egli si manifesterà.

Ma come riconoscerlo, che aspetto avrà e come non cadere nelle sue false lusinghe?

Intanto sarà un personaggio certamente affascinante, oggi diremo con un certo carisma, insieme alla capacità del vero leader tanto da poter influenzare le masse e arrogarsi il diritto di salire al soglio pontificio dove ricostruire, a sua somiglianza, una nuova religiosità senza fede, ma fatta di opinioni ed abbandonando per sempre la fermezza della vera Religione.

Sarà – scrive Solov’ev – un “convinto spiritualista”, un ammirevole filantropo, un pacifista impegnato e solerte, un vegetariano osservante, un animalista determinato e attivo.” Un personaggio, insomma, che vuole piacere a tutti e a tutte le mode del tempo per il quale, ovviamente, non ci saranno più principi non negoziabili, ma una serie di meri valori facilmente spendibili sui mercati mondani e con i quali cercherà l’accordo con tutte le confessioni cristiani cedendo, come abbiamo già detto, ad ognuno qualcosa della propria verità e a tal fine convocherà un Concilio ecumenico aperto a tutte le confessioni religiose con grande confusione dottrinale dando maggiore spazio a quei valori che possiamo definire relativi che vivono cioè secondo il proprio tempo con le sue mode: l’amore per la pace, la solidarietà, l’ecologia o l’animalismo, i diritti della persona, insomma, tutte qualità certamente apprezzabili, ma se si assolutizzano dall’annuncio salvifico nell’ambito cristiano, allora diventano idolatria e un serio ostacolo sulla via della Salvezza, concetti già espressi dal compianto cardinale di Bologna Giacomo Biffi che nel suo commentare proprio Solov’ev, scriveva: “Se il cristiano per aprirsi al mondo e dialogare con tutti, stempera il fatto salvifico, preclude la sua connessione personale con Gesù e si ritrova dalla parte dell’Anticristo.

Quando i tempi saranno maturi per la sua apparizione, molti, affascinati dal suo ascendente, non si accorgeranno chi si cela veramente dietro la sua grande affabilità, solo pochi resisteranno alle sue lusinghe e Solov’ev fa loro rispondere con una frase di grande fermezza:” Tu ci dai tutto, tranne ciò che ci interessa, Gesù Cristo”.

Ma di loro, osserva ancora lo scrittore, l’Anticristo non sa che farsene, in fondo è un piccolo gruppo che sarà presto schiacciato, pensa lui, dalla storia.

Una storia che proprio nel Novecento vedrà, in una visione a dir poco profetica, scatenarsi nel Vecchio Continente ben due guerre sanguinose, (ricordiamo che scrive queste cose in piena Belle Epoque dove il futuro appariva invece di pace e di progresso. Ndr), ed ancora più strabiliante è l’affermazione che vedrà i popoli usciti da tale disastro dare vita agli Stati Uniti d’Europa per la sicurezza del futuro, ma sarà, sempre, secondo il nostro, una unione solo economica senza un cuore per risolvere: “I problemi della vita e della morte, del destino finale del mondo e dell’uomo - scrive ancora Solov’ev - resi più complicati e intricati da una valanga di ricerche e di scoperte nuove nel campo fisiologico e psicologico, rimangono, come per l’addietro, senza soluzione. Viene in luce soltanto un unico risultato importante, ma di carattere negativo: il completo fallimento del materialismo teoretico”.

Un crollo che, come già abbiamo visto con la caduta del ‘Muro’, al di là delle aspettative non porterà un riavvicinamento alla fede, ma una indifferenza religiosa dilagante e in questo vuoto assoluto di valori e di certezze si affermerà la nuova ed inquietante personalità dell’Anticristo: un eccellente ecumenista che conquisterà con parole di finta saggezza un mondo ormai vuoto e desideroso di una parla di speranza.

Il cristianesimo sarà così trasformato in un puro atto umanitario nei vari campi dell’assistenza, della solidarietà, della filantropia, della cultura e il messaggio evangelico identificato come una mera organizzazione benefica, estetica e socializzatrice, ma con questo modo di agire, il vero cristianesimo sarà solo un vago ricordo.

In conclusione vogliamo riportare per intero un paragrafo del libro di Solov’ev che apre finalmente il cuore alla speranza:” Così si compì l’unione della Chiese nel cuore di una notte oscura su un’altura solitaria. Ma l’oscurità della notte venne a un tratto squarciata da un vivido splendore e in cielo apparve un grande segno: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul capo una corona di dodici stelle.”

E conclude in modo chiaro;” Questo trionfo non può essere un atto puro e semplice, un atto assoluto dell’onnipotenza di Cristo perché, se così fosse, tutta la storia del cristianesimo sarebbe superflua. È evidente che Gesù Cristo, per trionfare giustamente e ragionevolmente dell’Anticristo, ha bisogno della nostra collaborazione”.

I popoli, specie i cristiani, sono così avvisati.

 

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