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Che invenzione il silicone
di Luisanna Tuti

“R2SiO = SILICONE : polimeri silossanici , (detto anche polisiloxano), in cui la R della formula è un gruppo funzionale organico (metile, etile..). La struttura polimera del silicone è formata da atomi di silicio alternati ad atomi di ossigeno, stabili al calore e resistenti agli agenti chimici ed atmosferici”.

Questa è la descrizione fornita dall'Enciclopedia a coloro che si avventurano nella ricerca, per capire meglio cosa hanno deciso di iniettare nel proprio corpo.

Personalmente penso che pochissimi lo sappiano e, presa una decisione, immagino non siano neanche troppo interessati a saperlo e,  comunque, leggendo queste informazioni, (che credo chiare solo per gli addetti ai lavori) io ne so quanto prima, così penso di qualunque comune mortale.

Oggi, parlando di silicone, la mente corre subito all'impiego estetico della materia, ma, molteplici ed importanti sono gli usi di questo elemento che, indubbiamente, rappresenta un traguardo importante nella storia dell'uomo.

Nel cinema, così come nelle aziende in cui si debbano produrre prototipi,  è essenziale per modellare oggetti animati, sculture e creazioni plastiche, ma, soprattutto in ambito medico, la storia del silicone risale a 55 anni di impiego eccellente nelle sale operatorie, in trattamenti post-operatori di pazienti ustionati o traumatizzati, nel favorire processi riparativi di organi lesi. Anche nei dispositivi medici e nelle apparecchiature medicali il silicone è considerato un componente progettuale essenziale.

Nell'era della chirurgia estetica avanzata, quando si parla di silicone viene subito da pensare agli interventi di modifica fisica alla quale, molti di noi  si sottopongono, sopraffatti dalla febbre di ricostruzioni, per opporsi al “naturale procedere del tempo”, inseguendo “il mito dell'eterna giovinezza”.

Blefaroplastica, liposuzione, addominoplastica, rinoplastica, protesi mammarie, sono gli interventi più richiesti ai chirurghi che, da bravi professionisti, spesso sconsigliano operazioni non considerate opportune.

Inizialmente per correggere rughe, volume delle labbra e glutei o ridelineare i tratti del volto, veniva usato l 'olio di silicone , che “fa scempi e spesso danni irreversibili” dichiara il prof. Santo Raffaele Mercuri, primario di dermatologia e cosmetologia dell'Ospedale San Raffaele di Milano.

Oggi l'olio di silicone è stato dichiarato fuori-legge negli Stati Uniti  e anche in Italia poiché il 20% delle persone che lo hanno utilizzato, hanno subito danni collaterali irreversibili come granulomi da corpi estranei, migrazione della sostanza (dagli zigomi alle mascelle), l'insorgenza di processi infiammatori cronici.

Ovviamente, evitando di ricorrere ad insensati interventi “selvaggi”, è giusto rivolgersi alla chirurgia estetica ove occorra, e la domanda  è  oggi molto alta (in Italia si eseguono annualmente 10mila operazioni al naso; 2.300 alle palpebre; 6.000 di collagene alle labbra; 2.000 lifting). In queste cifre non sono considerati gli “specialisti abusivi”, non autorizzati, in grado di fare sconti interessanti.

“Non tutti quelli che operano sono chirurghi plastici. In Italia non c'è l'obbligo della specializzazione: basta essere laureato in medicina e chirurgia”, dice il prof. Carlo Gasperoni, docente universitario, specialista in chirurgia plastica ed  estetica.

In Francia, dove si praticano circa 200mila interventi l'anno, è stata fondata un'Associazione d'aiuto alle vittime dell'estetica.

Ben vengano ritocchini e modifiche che ci aiutano a sentirci meglio, importante però affidarsi alle persone giuste.

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