Festival di Sanremo 2018 (Foto di Filippo Busolini – Flickr)

Rivoluzione dei ruoli nella conduzione del popolare festival

Sanremo donna
di Lorenza Rallo, Giacomo Sorrentino e Massimo Predieri

Cosa rara, il Festival di Sanremo è stato condotto quest’anno da una donna: Michelle Hunziker, affiancata da due vallettoni: il cantautore Claudio Baglioni e l’attore Piefrancesco Favino. La trasmissione più popolare, più longeva, più amata e seguita della Rai, è tradizionalmente presentata da un uomo, affiancato da due vallette, più o meno belle e eleganti, ma quasi sempre senza diritto di parola. Quest’anno è stato il contrario: una irrefrenabile Michelle Hunziker, affiancata da due uomini, che cercavano ogni tanto di intervenire.

La simpatica conduttrice nazionale di origine svizzera ha cavalcato questa novità con l’entusiasmo e l’ironia di sempre. Sorridente e sicura, la Hunziker ha contribuito al successo di ascolti della 68° edizione del Festival di Sanremo, con media di share del 52%, e punte oltre i 17 milioni di spettatori. Le cinque serate sono andate in onda su RaiUno dal 6 al 10 febbraio 2018 e possono essere riviste online su RaiPlay.

La direzione artistica

Il cantautore romano Claudio Baglioni, scelto per la direzione artistica di Sanremo 2018, ha dato un taglio inedito alle cinque serate, con una scenografia originale e più elegante delle edizioni precedenti. La scalinata d’obbligo veniva calata dall’alto solo in alcuni momenti, il palcoscenico era un riquadro lucido appoggiato su una elegante spirale di quadrati sfasati e scale bianche sui due lati. Luci e colori, anch’essi più sobri del passato, favorivano una maggiore attenzione alle canzoni e i loro interpreti.

Forse il maggior merito di Baglioni è stato quello di affiancare a Michelle Hunziker uno straordinario Pierfrancesco Favino, disposto con ironia a vestire tutti i ruoli richiesti, dal comico, al cantante, al ballerino, all’attore. Ha lasciato profondamente commosso tutto il pubblico in sala e a casa l’interpretazione drammatica che Favino ha dato al monologo tratto da La notte poco prima della foresta, scritto dal drammaturgo e regista teatrale francese Bernard-Marie Koltè. Cinque minuti di televisione indimenticabili.

 

 Gli ospiti

 

Un ventaglio di illustri ospiti ha coronato il successo di questo festival, portando sul palco un inedito Amore bello di Claudio Baglioni  per la prima volta insieme a Gianna Nannini, e un’intensa Fiorella Mannoia con la canzone Mio fratello che guardi il mondo di Ivano Fossati, preceduta dallo struggente monologo di Pierfrancesco Favino sulla condizione esistenziale degli immigrati. In sordina invece l’apparizione di Giorgia, che ha accompagnato il cantante James Taylor alla chitarra in un duetto di You’ve got a friend, in modo molto pacato ed elegante, senza i suoi classici manierismi vocali.
Super ospite dell’ultima serata una grintosa Laura Pausini, in ripresa dalla laringite, che ha coinvolto il pubblico dell’Ariston con Non è detto, suo ultimo singolo, e la hit Come se non fosse stato mai amore, accompagnata da una sfilata sul red carpet per coinvolgere il pubblico assiepato all’esterno del teatro Ariston. Un festival genuinamente italiano, che ha visto partecipare anche i Negramaro, Il Volo, Gino Paoli, Roberto Vecchioni e Gianni Morandi, solo per fare alcuni nomi.

 I premiati

 

I vincitori della 68esima edizione del Festival di Sanremo sono Ermal Meta e Fabrizio Moro con la canzone Non mi avete fatto niente. Nei primi giorni del Festival il brano era stata al centro di numerose diatribe a causa del presunto plagio del testo di un'altra canzone, Silenzio, che ha partecipato alla sezione giovani del Sanremo 2016. La canzone era stata scritta da Febo, uno degli autori insieme a Meta e Moro del brano vincitore di questa edizione.

Dopo la prima esibizione la canzone era stata sospesa dalla gara, ma in seguito ad un’attenta analisi legale, il vicedirettore di RaiUno Claudio Fasulo ha dichiarato che: "il regolamento consente l'utilizzo di stralci di canzoni già edite nei limiti di un terzo della canzone nuova. Il brano Non mi avete fatto niente contiene stralci del brano Silenzio in misura inferiore al terzo della sua durata complessiva”. Motivo per cui i due cantautori sono tornati in gara, facendo fuori tutti gli altri big del concorso canoro che quest’anno vantava canzoni e cantanti di altissimo livello.

 

Sarà stata anche questa polemica a mettere in risalto la canzone rispetto alle altre in gara, eppure il testo vincitore sembra essersi distinto fin da subito raggiungendo il massimo coinvolgimento da parte del pubblico soprattutto nella serata del venerdì sera, quando i due cantanti si sono esibiti insieme all’amico Simone Cristicchi, che con la sua interpretazione ha dato un valore aggiunto al testo. Il racconto delle stragi terroristiche avvenute negli ultimi anni vengono evocate dalla frase che dà il titolo al testo e che è stata estrapolata da un discorso pubblico fatto da un parente di una vittima della strage del Bataclan di Parigi. La vittoria al Festival di Meta e Moro li permetterà di accedere e partecipare all’Eurovision Song Contest 2018, che si terrà a Lisbona.

 

Accanto a Meta e Moro sul podio troviamo al secondo posto Lo Stato Sociale con Una vita in vacanza, vincitrice anche del Premio della Sala Stampa Lucio Dalla. Il gruppo ha preso spunto dall’esibizione di Gabbani con la scimmia, portando sul palco un balletto eseguito da Paddy Jones, la celebre ballerina acrobatica 83enne.

 

Al terzo posto un’elegante e travolgente Annalisa con il brano Il mondo prima di te.

 

Ron con Almeno pensami, scritto e arrangiato interamente da Lucio Dalla si è aggiudicato il Premio della Critica Mia Martini, mentre Imparare ad amarsi interpretata da Ornella Vanoni, Bungaro e Pacifico ha ricevuto il Premio Sergio Endrigo per la miglior interpretazione e il Premio Baglioni d'oro.

 

Per la prima volta al festival un brano in romanesco, Passame er sale di Luca Barbarossa che ha vinto meritatamente il Premio Lunezia per il valore musical-letterario del brano.

 

Ma a colpire in questa edizione del Festiva di Sanremo è stata la musica del brano La Leggenda di Cristalda e Pizzomunno portata sul palco da Max Gazzè, che si è aggiudicato il Premio Giancarlo Bigazzi alla miglior composizione musicale.

 

Nella sezione giovani, che quest’anno ha avuto una rilevante eco, ha trionfato Ultimo con Il ballo dell’incertezza. Una vittoria non scontata dal momento che la canzone non era di certo tra le più belle presentate in concorso, anche se è riuscita a conquistare il pubblico. Il testo, uno specchio della società fatta di dubbi e di incertezze che attanagliano la vita dei giovani, ha ricevuto anche il Premio Lunezia per il valore musical-letterario del brano.

 

Al secondo posto della sezione giovani troviamo Mirkoeilcane con Stiamo tutti bene, brano vincitore anche del Premio della Critica Mia Martini. Un testo molto forte e pungente sul fenomeno della migrazione, favorito fin da subito per la vittoria, per alcune sfumature ricordava la Signor tenente di Giorgio Faletti. Mentre al terzo posto si è classificato Mudimbi con Il mago.

 

La cantante siciliana Alice Caioli che ha partecipato con la canzone Specchi rotti si è portata a casa il Premio della Sala Stampa Lucio Dalla.

Il ritorno alla centralità della musica tricolore non è stato tuttavia accompagnato nemmeno quest’anno dal gusto della tradizione sanremese di un tempo, perché se lo scorso anno ha vinto l’ilarità di Gabbani, quest’anno è stata premiata la tematica sociale di Moro e Meta, seguita in seconda posizione dalla spensieratezza di Una vita in vacanza cantata dal gruppo Lo Stato Sociale. Dove sono finite allora le famose canzoni malinconiche del nostro canto leggero? A quanto pare in fondo alla classifica insieme al romanticismo degli italiani, che forse, spinti dalla crisi, provano a dare più spazio all’allegria, e destituiscono dalla definizione di “canzone sanremese” il concetto storicamente inossidabile di canzone romantica.

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