Pesci (foto di Pexels – Pixabay)

Storia di due pinterré migranti alla conquista delle coste italiane

Le belle Pinterré
di Mario Attanasio

Indubbiamente loro due erano le più belle.

Certamente la loro giovane età le favoriva. Ma tutto era bello in loro, i colori smaglianti, i movimenti sinuosi, l’allegria  che  le animava, insomma non mancava loro nulla al più puro concetto di bellezza. Si aggiravano fra gli scogli elegantemente e con un semplice movimento della coda facevano evoluzioni meravigliose confondendosi con la vegetazione sottomarina . 

Erano le più belle Pinterré che fossero mai nate da quelle parti.

Naturalmente anche i loro genitori notavano questa straordinaria bellezza delle loro livree e tenevano gli occhi bene aperti.

In mare, nel mondo dei  pesci, tutto è possibile; il pesce grande mangia il piccolo, a meno che non sia vegetariano; le trappole degli uomini sempre in agguato;  tanti pericoli insomma che si presentavano continuamente. Però la loro infanzia passò fortunatamente senza infortuni ed arrivarono all’età adulta conservando intatte  la loro bellezza fino a giungere all’età feconda in cui si preparavano a deporre le uova per la fecondazione.

Naturalmente in quel tratto di costa non si aspettava altro. Tutti i maschi della zona erano già gonfi e pronti, anche quelli che non erano Pinterré e che teoricamente dovevano starne lontano, giravano insistentemente in quelle acque sperando in una combinazione favorevole.

Le due Donzelle, incuranti di tutto quel trambusto intorno a loro,  continuavano a pavoneggiarsi anche con un pizzico di malizia, cosa che le rendeva ancora più attraenti.

Finalmente il gran giorno arrivò. Dopo aver scelto con cura un tratto di Posidonia adatta, le due Pinterré svuotarono i loro ventri pieni di uova sulle foglie delle piante prescelte.

Grande fu la bagarre che ne seguì con tutti i pesci del circondario che si davano delle codate terribili pur di arrivare primi, ma ancora più grande fu la loro delusione nel vedere che improvvisamente erano comparsi dal nulla due Pinterré giganteschi  che in un amen fecondarono tutte le uova ivi deposte dalle due Donzelle.

Ed ancora  più grande fu lo stupore nel vedere che quei due pesci erano completamente neri.

- Che  fossero negri?

- Chi siete? Da dove venite?

- Siamo appena arrivati, risposero i due pesci vincitori.

- Che significa? Arrivati da dove?

- È una storia un po’ lunga, volete davvero saperla?

Sì, sì dissero incuriositi tutti anche se molto amareggiati di aver perso la corsa.

- Ebbene noi siamo appena arrivati dalle coste libiche!

- Coste libiche? E dove sono?

- Si trovano dall’altra parte del  Mediterraneo, quella a Sud dove le condizioni di vita sono diventate impossibili.

- E perché?

- Perché con la guerra civile che ha fatto seguito alla caduta di Geddafi anche la nostra vita di pesci è diventata difficilissima.

- E come mai anche in mare si soffre?

- Ma sì, perché è tanta la miseria a terra che hanno cominciato a fare i pazzi anche a mare. Pescano tutto, nessun pesce è al sicuro, anche quelli immangiabili vengono cacciati tanta è la fame a terra.

- E allora voi cosa fate?

- Facciamo come i migranti, ci affidiamo ai trafficanti di pesci e cerchiamo di guadagnare le coste italiane, noi siamo stati fortunati ad arrivare vivi ed proprio in tempo per partecipare a questa contesa nuziale, ci dispiace per la nostra intromissione improvvisa, ma cercate di capire, veniamo proprio da una situazione difficile ed i nostri appetiti sono enormi, in tutti i sensi.

- E come siete arrivati?

- E questa è un’altra storia terribile, ci sono i trafficanti che organizzano i viaggi.

- Trafficanti? Chi sono?

- Beh, è triste dirlo ma anche nel nostro mondo ci sono.

- E chi sono?

- Sono principalmente gli Squali.

- Come???

- Si gli squali, che non trovano più tanto da mangiare, scortano questi convogli di pesci, proteggendoli dagli attacchi dei tonni soprattutto ed in cambio si mangiano quelli che non ce la fanno a superare il viaggio, siamo partiti in diecimila pesci circa e ne siamo arrivati in tremila, stanchi ed affamati.

Infatti piano piano dietro a loro si materializzarono tantissime ombre di pesci, ombre perché rassomigliavano solo lontanamente a quelli che erano stati, erano tutti emaciati e facevano fatica a mantenersi in equilibrio idrostatico.

- Ed ora cosa facciamo noi? Si chiesero i pesci locali.

- Andiamo da Madre  Cernia!

Madre Cernia era quasi la loro divinità.

Quando c’era da dirimere una questione di qualsiasi natura, ogni pesce di quelle acque si rivolgeva a lei.

E così una delegazione composta da cinque di loro si recò alla sua tana ed espose tutto quello che era avvenuto e chiese quale dovesse essere il loro comportamento.

Dopo un’ora abbondante di meditazione nelle profondità della sua tana Madre Cernia uscì e disse loro: - d’ora in avanti nulla sarà lo stesso in queste acque; nasceranno non solo Pinterré, ma anche altri pesci con livree nere ma  non per questo non sono vostri figli, lo sono anche se un po’ più scuri e con abitudini diverse dalle nostre; non dobbiamo mai dimenticare che non siamo noi i  proprietari delle nostre acque, ma ne siamo solo, e  temporaneamente, degli ospiti, per cui aprite le vostre tane ai nuovi arrivati da coste lontane e siate felici con loro.

La delegazione dei pesci riferì a tutti gli altri la risposta di Madre Cernia e nel dibattito che ne seguì qualcuno suggerì di fare come avevano fatto gli uomini sulla terra.

La proposta fu subito bocciata da tutti e, anche se con qualche mugugno, spianarono la prateria di Posidonia per accogliere i nuovi arrivati…

 

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