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Moda: abiti, accessori e... dintorni

Mi prendi per il collo?
di Luisanna Tuti

Ovviamente sto parlando del comodo foulard, accessorio necessario ad ogni donna per completare la propria eleganza.
Nato come simbolo del grado o del settore di appartenenza dei militari, divenne poi utilizzato in genere dagli uomini per proteggere la gola dal freddo e dal vento.
Solo in seguito le contadine iniziarono ad usarlo per difendersi dal sole e le donne a poggiarlo sulle spalle, per pudore, quando, entrando in chiesa, consideravano il loro abito non troppo consono ad una funzione religiosa.
Nei primi del '900 questo pezzo di stoffa cominciò ad interessare le signore come elemento per abbellire ed ingentilire la figura di chi lo indossava.
Nel 1937 la casa di moda Hermés decise di produrlo in larga scala e di metterlo in commercio, divenendo così “l'icona del foulard”. Cavalli, selle, carrozze, scene di caccia, erano le figure che caratterizzavano il marchio. Più tardi però grandi artisti, come Matisse e Salvador Dalì, si cimentarono, con estro creativo, ad illustrare questi fazzolettoni, facendoli diventare oggetti tra moda e arte.
Infinite sono le varietà dell'accessorio e vanno dai tagli di 90cm di lato (4 km di filo di seta per confezionarlo) a quelli di 140x45 o 30x30 (i cosiddetti foularini).
Negli anni, il foulard non ha mai perso la sua pratica funzione di riparo, ma ha acquisito in eleganza e bellezza. Annodato al collo o tra i capelli, legato ad una borsetta o usato come cintura, è divenuto simbolo di femminilità, comodità e personalizzazione: è diventato un modo per esprimere se stessi, differenziandosi dagli altri.
Certamente, se lo si indossa come cravatta, bisogna fare attenzione a non cadere nel tranello in cui caddi io la prima volta che mi fu regalato. Orgogliosa lo indossai per andare ad una cena e, pulendomi la bocca con il tovagliolo posato sulle mie ginocchia, mi resi conto troppo tardi che questo era molto morbido. Temendo l'accaduto guardai subito il mio bel foulard, ormai unto e macchiato, provvedendo immediatamente a riporlo nella borsetta, sotto gli occhi divertiti dei commensali che mi presero in giro tutta la sera.
Nell'immaginario collettivo vengono in mente grandi amanti di questo accessorio: attrici come Audrey Hepburn e Grace Kelly e “icone di stile” come Jacqueline Kennedy Onassislady Diana Spencer.
Purtroppo ne ricordiamo anche una vittima: la bellissima danzatrice Isadora Duncan che aveva l'abitudine di indossare sempre una lunga sciarpa come vezzo, per accentuare il suo fascino. Nel 1927 però, salita su un'auto scoperta, la sua fusciacca si incastrò nella  ruota posteriore e la strangolò.
Nella moda maschile il foulard è sparito per un po'di tempo, ma, di recente gli stilisti, andando incontro alle esigenze dei giovani, lo hanno rilanciato come sinonimo di eleganza e praticità anche per gli uomini.

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