Henn-na Hotel (fonte: http://www.h-n-h.jp)

Giappone: forte denatalità ma “no” ai lavoratori stranieri

Meglio i robot degli immigrati
di Antonello Cannarozzo

Immaginate di arrivare in un albergo dove avete prenotato una stanza e alla reception venite accolti da una bella ragazza sorridente che risponde a tutte le vostre richieste e, anche se siete un po’ nervosi, rimane sempre gentile e premurosa, insomma come se nulla la potesse scalfire.



Una donna con un addestramento eccezionale, penserete, che mostra un albergo che ci tiene ai suoi clienti in maniera eccezionale, l’unico inconveniente è che la ragazza non è umana, ma è semplicemente un robot come del resto altri suoi ‘colleghi’ dislocati in un po’ in tutti i servizi dell’albergo.
Fantasie, penserete, nulla affatto.
È l’Henn-na Hotel nel centro di Nagasaki che già dal nome da l’idea di qualcosa di non comune, infatti si traduce come ‘hotel strano’ che a detta degli esperti fa impazzire gli ospiti stranieri convinti che tutto il Giappone sia robotico, mentre, contrariamente a quanto si possa pensare, le aziende nipponiche sono poco automatizzate e solo di recente si è introdotta la mentalità di inserire concretamente nel lavoro queste macchine a volte con sembianze umanoidi, come la ragazza dell’albergo, e altre volte che nulla hanno di umano, ma riescono a fare da sole ciò che farebbero dieci o venti persone insieme.
Sintomo di questa nuova prospettiva aziendale sono gli investimenti saliti del 9,9% e, in un prossimo futuro, si calcola che saliranno al 17,5%, il più elevato mai registrato dal dopoguerra ad oggi nelle aziende del settore, insomma, un vero e proprio boom di richieste.
La domanda che si pongono ora gli esperti del settore è il motivo che ha spinto l’industria giapponese a investire in modo così massiccio sull’automazione.
La risposta è molto semplice e nello stesso tempo drammatica per la futura economia del Paese; sta aumentando, infatti, in modo esponenziale l’età dei lavoratori e con la diminuzione della natalità, quasi a quota zero, le aziende giapponesi hanno preso a reclutare ‘personale meccanico’.
Un problema grave che sta rischiando di mettere in crisi anche Paesi vicini come la Corea del Sud e la potentissima Cina per il futuro delle loro economie.
Nonostante questo gap lavorativo e la richiesta al Giappone di molti lavoratori stranieri provenienti in particolar modo dal Nepal, dalla Turchia o dallo Sri Lanka, solo lo scorso anno, per fare un esempio, ci sono state 10 mila richieste di asilo in Giappone, ma ne sono state accolte solo 28 (ventotto).
Ciò che stupisce è che davanti ad un numero così irrilevante di lavoratori stranieri, nella relazione di quest’anno sulla politica estera diffusa come ogni anno dal governo si legge già alla seconda pagina del documento che: “Il numero di persone che attraversano le frontiere è drammaticamente in crescita a causa della globalizzazione, questo fatto pone una grave minaccia per lo scoppio e la diffusione di malattie infettive”.
Argomenti che in Occidente sarebbero imputati di solito alle frange più populiste o, peggio, fasciste di un certo elettorato estremista.
Ovviamente nessun cenno, neanche come possibilità estrema, alla risorsa, se ben organizzata, che potrebbe rappresentare per l’economia nipponica l’inserimento dei migranti, si parla invece solo di queste persone come di un potenziale pericolo pubblico e fonte di destabilizzazione per il sistema statale, manifestando così tutto il loro sciovinismo.
Ricordiamo che nella seconda guerra mondiale, la maggioranza dei giapponesi preferiva morire piuttosto che accettare la sconfitta e l’inevitabile occupazione americana.
Fu allora, per fortuna, l’imperatore Hirohito in persona a distogliere i suoi sudditi da questo assurdo proposito. Chissà se l’attuale imperatore Hakito farà comprendere al suo popolo che non sempre straniero è sinonimo di barbarie.

Stampa

Italian Media s.r.l. - via del Babuino 107, Roma, c.a.p. 00187, p.IVA 09099241003, edita il settimanale Italiani con registrazione al Tribunale di Roma n. 158/2013 del 25.06.2013 - email: info@italianmedia.eu

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.
Questo sito usa i cookie per migliorare la tua esperienza d'uso e usa cookie di terze parti. Proseguendo nella navigazione si presta implicitamente il consenso all’utilizzo di questi strumenti. Si rimanda alla nostra privacy policy per maggiori informazioni e per la possibilità di negare il consenso.