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Il 10 ottobre la cerimonia per la consegna dei premi

Colombe d’Oro per la Pace
Redazione

Anche quest’anno, siamo ormai alla 33esima edizione, sarà assegnato il

Premio Archivio Disarmo
Colombe d’Oro per la Pace

a giornalisti e personalità internazionali che più si sono distinte nel promuovere i temi della pace, della gestione nonviolenta dei conflitti e della cooperazione internazionale.
Quest’anno la Giuria, formata da Fabrizio Battistelli, Dora Iacobelli, Riccardo Iacona, Dacia Maraini, Andrea Riccardi e Tana de Zulueta, ha assegnato le Colombe per la sezione giornalisti a:
Lucia Goracci inviata di RaiNews24 che documenta da anni i conflitti contemporanei sui fronti di guerra più caldi;
Nancy Porsia, freelance da Tunisi che ha raccontato la guerra civile in Libia e le rotte migratorie del Mediterraneo;
Michele Rech “Zerocalcare”, che con i suoi romanzi grafici avvicina al pubblico giovanile le questioni internazionali più complesse.
La Colomba Internazionale 2017 è conferita all’ICAN – Campagna Internazionale per la messa al bando delle Armi Nucleari.
Il prossimo 10 ottobre avrà luogo la cerimonia per la consegna dei premi assegnati dalla giuria, composta Fabrizio Battistelli, Dora Iacobelli, Riccardo Iacona, Dacia Maraini, Andrea Riccardi e Tana de Zulueta.
Dacia Maraini, rinchiusa da bambina in un campo di concentramento giapponese, ha visto con i suoi occhi passare i sopravvissuti di Hiroshima. Presenta così la decisione della Giuria di premiare ICAN, Campagna Internazionale per la messa al bando delle Armi Nucleari: “Dobbiamo impegnarci tutti, come cittadini e come persone, per fermare l'arma nucleare, uno strumento di distruzione a cui molti paesi non riescono a rinunciare, pur sapendo che gli effetti sarebbero catastrofici e autodistruttivi. Ecco perché l'Italia deve aderire al bando promosso dall'ONU".
Andrea Riccardi, anch’egli componente della Giuria, commenta: “Di nuovo, dopo molti decenni, si materializza lo spettro della guerra nucleare. Una nazione isolata e impenetrabile, la Corea del Nord, potrebbe causare una catastrofe atomica. Che fare? La guerra non è mai l'unica opzione. Ci sono la Cina e la Russia, c'è quello che una volta si sarebbe detto il concerto delle nazioni: quel "telefono rosso" che durante la guerra fredda permise comunque di comunicare. E poi la scelta saggia di ridurre gli arsenali militari, secondo il Trattato di non proliferazione delle armi nucleari, che è stato e rimane una pietra miliare nella costruzione della pace mondiale”.
Di fronte all’ennesima sfida di Kim Jong-un, Riccardo Iacona, conclude: “Un altro, ennesimo missile della Corea del Nord è volato sopra i cieli del Giappone e all’indomani di dichiarazioni terribili, mai ascoltate prima, da parte dei dirigenti di quel Paese che parlano di annientamento, distruzione, riduzione in cenere. È ora di svegliarsi e di rimettere in piedi quell’immenso fronte pacifista che dagli anni ’60 in poi è stato il grande protagonista della fine della guerra fredda. Rimettiamoci in cammino, prima che sia troppo tardi.”

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