Fake-News, grafica di Gerd Altmann, CC0 Public Domain

Le regole per capire se le informazioni sono autentiche

Difendersi dalle bufale online
di Massimo Predieri

Denunciato dagli antifascisti il tifoso Roy Larner che ha affrontato i terroristi a Londra; vietata la mortadella per rispetto ai bambini islamici; il premier australiano non vuole i musulmani non integrati: devono tornare a casa. Sono tutte storie inventate ad arte e diffuse con effetto valanga in rete, sui social media e sui cellulari. Bufale che hanno spesso due caratteristiche: alimentano i pregiudizi e l’odio verso le minoranze e sono versioni lievemente modificate di bufale già diffuse precedentemente, magari anni prima. Un altro tema molto popolare nel mondo delle bufale è la salute e la contraffazione alimentare: lattuga cinese fatta di plastica, gamberi importati dal Vietnam farciti di sostanze velenose per aumentarne il peso, ecc.
Come ci si può difendere dalle false informazioni nell’era delle post-verità e dei fatti alternativi? Come capire se una notizia inoltrata da un amico è vera e può essere divulgata? Insomma, come comportarci per affrontare la valanga di notizia che riceviamo quotidianamente sul nostro cellulare da innumerevoli canali?
Innanzitutto è necessario valutare con diffidenza le notizie troppo eclatanti ed incredibili. Poi bisogna verificarne la provenienza: chi ha scritto originalmente la notizia, dove è stata pubblicata? Siti web con nome che a prima vista sembrano autorevoli, nascondono dietro delle piccole modifiche ortografiche un indizio di bufala. Siti che si chiamano 24orenotizie.com ilgiornaleitaliano.it giornaleilsole.com notiziario24.com liberoGiornale.com supernotizie.net repubblica.info dovrebbero suscitare subito un po’ di sospetto. Inoltre, la normativa italiana chiede di pubblicare la partita Iva, indicare la denominazione e la sede del titolare. Se queste informazioni mancano sulla homepage di un sito web, non è un buon segno. Importante può anche essere verificare la data di pubblicazione della notizia.
Ci sono poi una serie di siti web che aiutano a districarsi nel groviglio di notizie false, post-verità e bufale che girano in rete. Un ottimo sito in italiano è Bufale un tanto al chilo (Butac) aggiornato quotidianamente. Nato su Facebook e trasferito successivamente su un blog, è redatto da un gruppo impegnato nella lotta contro: bufale, disinformazione, allarmismi gratuiti e frodi online. Tra gli altri siti interessanti per difendersi dalle bufale citiamo www.bufale.net, che segnala per esempio di non fidarsi di immagini con frasi sovrimpresse, non sono informazioni. Anche la rivista Wired ha una sezione dedicata alle bufale.
Tra i temi più gettonati dai produttori di bufale online ci sono naturalmente il terrorismo e l’odio razziale, ma anche la medicina e le cure “miracolose”, lo sport, la politica e il gossip.
Le false notizie, le bufale, le calunnie sono da sempre presenti nella società e nella politica, e hanno portato alla rovina tanti uomini e donne innocenti, provocato insurrezioni, violenze e a volte anche la morte. La novità nel nuovo millennio sono Internet e i social media, con la loro immediatezza e l’estensione della loro diffusione, che rendono ognuno di noi responsabile di verificare una informazione prima di diffonderla ulteriormente o fare click su un banale mi piace.
Tra gli scopi della nostra Rivista Italiani c’è l’approfondimento della questione delle fake-news e delle leggende urbane, proprio per sviluppare e consolidare il rapporto di fiducia con i propri lettori. Oltre ad una rigorosa verifica delle fonti e al fact-checking, è necessario divulgare i nuovi strumenti indispensabili per valutare e ordinare l’imponente flusso di informazioni a cui siamo sottoposti e filtrare le notizie che potrebbero fuorviarci.

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