Facciata di Villa Barbarigo a Valsanzibio. Di GFS - Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=5572252

Ville italiane

La piccola Versailles italiana
di Luisanna Tuti

L'"ingresso d'acqua" che introduce alla peschiera. Di LorisRomito at the English language Wikipedia, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=5568570Uno dei gioielli italiani più preziosi è custodito tra il verde dei Colli Euganei, a Valzansibio (frazione del comune di Galzignano – Padova): Villa Barbarigo.
Il particolare merito di questa residenza va attribuito al suo giardino, premiato nel 2003 come il più bello d'Italia e il 3° più bello d'Europa.
Villa e giardino furono disegnate da Luigi Bernini, fratello del più noto Gian Lorenzo e suo collaboratore. In particolare Luigi fu chiamato “architetto delle acque” e a lui si deve la realizzazione delle condotte per fornire l'acqua alle fontane di Piazza S. Pietro.
La villa, con un parco di 15ettari ed un giardino seicentesco tra i più belli del mondo, fu scelta dal Doge di Venezia come luogo di villeggiatura, raggiungibile dalla città attraverso una rete di canali lungo la valle di Sant'Eusebio.
L'ingresso al giardino, monumentale, è un'elegante costruzione ricca di bassorilievi come quello di Diana-luna, dea della natura e degli animali selvaggi.
Scorcio del parco: il Gran VialeCentinaia di alberi secolari di 300 varietà e 90mila mq. di piante di bosso, segnano un labirinto di 1.500mt, accessibile attraverso l'Arco di Sileno e dopo aver superato il Bagno di Diana, la Fontana dell'Iride e la Peschiera dei Venti.
Gli alberi, fatti arrivare dal Nuovo Mondo, denotano la potenza della famiglia Barbarigo e comprendono (visibili ancora oggi) cedri Atlantici, lecci, platani, cipressi delle Paludi e dell'Arizona, tra cui il cipresso della California più vecchio d'Europa (Libicedro Decurrens), magnolie grandiflora e l'alta Sequoia.
Attraverso fontanelle zampillanti e sculture di pietra d'Istria, si arriva ad angoli particolarmente magici e suggestivi, accompagnati lungo il percorso da statue di Enrico Marengo (scultore tedesco del '600-'700, naturalizzato italiano) rappresentanti personaggi come Polifemo, Argo, Tifeo, Tempo.
Laghetti, peschiere, ruscelli e giochi d'acqua costeggiano i sentieri che portano alle 16 fontane, tra cui quella di Eolo, dei Venti e dei Fiumi.La fontana dell'Iride nel parco di Valsanzibio di G.F.S.
L'itinerario, che simboleggia il cammino dell'uomo verso la Salvezza, si conclude con la fontana della Rivelazione.
La villa, di struttura molto semplice, è una costruzione del XVII secolo, commissionata da Francesco Zuane Barbarigo. Sembra comunque che esistesse già come corte fortificata in una mappa del 1570 e, notizie più antiche, la fanno risalire alla metà del 400, quando Giacomo Scrovegni vendette a Ludovico Contarini una gastaldia ( chiamata così una attuale azienda agricola). Annesso era un giardino ed una peschiera.
Dopo la morte di Francesco Zuane, i lavori continuarono ad opera di suo figlio, Antonio Barbarigo, e Gregorio che diventerà in seguito cardinale, poi santificato.
Alla morte di Contarina (1804), dopo sei generazioni,  si estinse la dinastia dei Barbarigo  e la villa passò, proprio per volere di Contarina, a suo cugino Marco Antonio Michiel.

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