Foto via Buitoni.it

Ville italiane

Villa Paradiso
di Luisanna Tuti

Immersa nei silenzi dei boschi, tra viti ed uliveti, sulle colline che dominano Sansepolcro (AR), sorge “Villa Paradiso”.
La sua storia è ricca di vicende, forse un po' fantasiose, ma certamente affascinanti.
Edificata da Luigi Chierici intorno al 1820, fu eretta su un'area occupata in precedenza da una casa cinquecentesca. Patriota, iscritto alla carboneria, Chierici fu condannato per attività cospiratorie, ma il carcere fu tramutato in confino a Sansepolcro. Tornato a casa, destinò l'ultimo piano della villa ad un osservatorio astrologico e meteorologico e “Villa Paradiso” divenne un vero salotto scientifico e culturale.
Intorno al 1890, una giovane donna, Evangelista Martini, detta “l'Anghiarina”, tornata ad Anghiari (AR), suo paese di origine, dal quale era partita giovanissima alla volta di Roma per fare fortuna, decise di ristrutturare quella villa in cima alla Piaggia di Sansepolcro.
Perché non ad Anghiari?
La donna, con un passato burrascoso, aveva fondato la sua enorme ricchezza su attività “illecite e un po' peccaminose”, nel quartiere di “Borgo Pio”, a ridosso del Vaticano e, per far cessare il suo “scandaloso” operato e allontanarla da Roma, le era stata offerta una cospicua buonuscita.
Tornata ad Anghiari, la donna voleva investire in opere di bene parte di questo enorme capitale. Sperava che a Sansepolcro nessuno conoscesse la provenienza della ricchezza e decise di realizzare il suo sogno “di redenzione” in questa cittadina. Acquistò quindi Villa Paradiso e la ristrutturò tutta, per farne una residenza per anziani. Purtroppo alla fine di tutta questa operazione, la “benefattrice” non ottenne dall'amministrazione comunale i permessi per il cambio di destinazione della villa e tornò quindi ad Anghiari dove fondò un ospizio ed un ospedale. Villa Paradiso rimase abbandonata per un lungo periodo, fino a quando, alla morte della Martini, gli eredi la vendettero alla famiglia Fatti, noti proprietari terrieri. Questi, nonostante il loro 'sostanzioso' patrimonio, ritenevano eccessivi i costi di manutenzione della casa e la cedettero a Giuseppe Buitoni, che la trasformò in un polo industriale, generando notevoli benefici economici in tutto il territorio. I Buitoni la abitarono per molti anni, fino al trasferimento in Francia di tutta la famiglia.
Tra le famiglie Fatti-Buitoni, non esisteva un vero contratto di affitto, ma si suppone che Giuseppe Buitoni si fosse assunto l'onere di provvedere a tutte le gravose spese di gestione e manutenzione della residenza. Quando i Buitoni lasciarono Sansepolcro, tutte le attività sarebbero dovute passare alla svizzera Nestlé, ma, si racconta, che ci fu un episodio che ne ritardò la cessione. Sembra infatti che la villa fu acquistata da un imprenditore della zona che, di umili origini, senza un soldo, a suo tempo si era presentato a chiedere la mano di una ragazza, figlia di un ricco commerciante. Quest'ultimo aveva espresso, non troppo velatamente, le sue perplessità sulla sincerità dei sentimenti del giovane che, colpito nell'orgoglio, promise alla futura sposa che un giorno, per dimostrarle il suo amore, le avrebbe donato “Villa Paradiso”. Il sogno si avverò, ma l'uomo morì giovane e la famiglia fu costretta a consegnare la residenza nelle mani del grande colosso agroalimentare svizzero.
Attualmente la villa, disposta su tre piani, copre un'estensione di circa 4 ettari, compreso l'edificio che occupa un'area di mq. 3.600. All'esterno un bosco di alberi secolari ad alto fusto, oltre ad un grande giardino delle erbe e un uliveto che produce un olio speciale. All'interno è stata mantenuta con molta cura l'autenticità della costruzione, salvando persino, ove si è potuto, il pavimento originale. L'arredo è costituito da mobili italiani del Cinquecento, Settecento e Ottocento.
All'ultimo piano una decina di camere da letto ospita imprenditori che vengono a visitare i centri di ricerca per la produzione “culinaria” del Made in Italy. Infatti al piano seminterrato è stata installata una cucina con un grande impianto pilota per l'industrializzazione dei cibi. Vi opera un pool di esperti che crea, a tempo pieno, ricette, selezionando le materie scelte per la produzione del prodotto che verrà poi adattato al processo industriale. Ad iter ultimato i prodotti vengono assaggiati e valutati, prima di apporre alle confezioni il sigillo di indiscussa autenticità e qualità, che portano in tutto il mondo il famoso marchio italiano.

Stampa

Italian Media s.r.l. - via del Babuino 107, Roma, c.a.p. 00187, p.IVA 09099241003, edita il settimanale Italiani con registrazione al Tribunale di Roma n. 158/2013 del 25.06.2013 - email: info@italianmedia.eu

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.
Questo sito usa i cookie per migliorare la tua esperienza d'uso e usa cookie di terze parti. Proseguendo nella navigazione si presta implicitamente il consenso all’utilizzo di questi strumenti. Si rimanda alla nostra privacy policy per maggiori informazioni e per la possibilità di negare il consenso.