foto via: scambi europei.it

Cambia lo scenario spirituale e culturale del nostro Paese

Nuove religioni in Italia
di Antonello Cannarozzo

Negli anni '50, quando andavo alle elementari, il mio libro di lettura iniziava immancabilmente con una preghiera a Gesù, pur essendo una scuola statale, racconti edificanti di qualche santo bambino il tutto alternato ad altre lettura sulla storia del Natale o della Pasqua. Ancora regnava sul trono di Pietro un papa come Pio XII dove la religione cattolica era solidamente quella di Stato e la revisione del Concordato sarebbe avvenuta circa trent'anni dopo. Le altre confessioni erano relegate a semplici curiosità.
Oggi la situazione è letteralmente capovolta.
Dopo cinquant'anni dalla chiusura del Concilio, la Chiesa di Roma ha dovuto fare i classici conti con la modernità, con la laicità e incominciare a conoscere le nuove realtà spirituali che si professano nel mondo. Se quel libro di lettura della mia scuola elementare fosse stampato oggi dovrebbe aggiungere alla preghiera a Gesù, alle storie dei Santi anche altri documenti che riguardano almeno 836 culti che si praticano in Italia in questi ultimi anni: uscirebbe dalle tipografie una vera e propria enciclopedia a più volumi.
Una realtà, quella religiosa, che non si esaurisce solo come un fattore puramente spirituale, ma coinvolge anche aspetti sociali, politici e culturali non indifferenti che sono destinati a pesare sicuramente nei prossimi anni.
Si scrive ancora che in Italia ci sono su una popolazione di almeno 60 milioni, 55 milioni di cattolici basandosi su quelle persone che sono state battezzate e hanno ricevuto i sacramenti della Cresima e della Comunione.
In realtà, senza scomodare sociologi o statistiche, le chiese sono sempre più vuote, i fedeli, quelli che almeno una volta al mese si recano a Messa, arriveranno forse a qualche milione. Una situazione sconfortante, le chiese, specie nei centri storici chiudono sono spesso messe in vendita o utilizzate per altri scopi.
La Chiesa cattolica per secoli una vera barriera a promiscuità religiose, oggi si trova indebolita trovandosi in posizione di retroguardia, ma solo cedendo parte del suo tesoro dottrinale sull'altare dell'ecumenismo abbandonando di fatto la propria identità.
Secondo la società di ricerca Eurispes il numero di credenti italiani che appartiene ad altre confessioni, nello scorso anno, sarebbe intorno al milione e 600.000 e rappresenterebbero il 2,9% della popolazione (negli anni ’80 erano appena l’1%, nel 2008 il 2,1%). Il gruppo più folto è costituito dai cristiani protestanti (27%) ai quali vanno calcolati i valdesi, i pentecostali e i quacqueri, cui seguono i testimoni di Geova (25,7%), i musulmani (15%), i cristiani ortodossi (9,6%), i buddhisti (9,1%), gli ebrei (2,2%), gli induisti (1,9%) anche se lo scenario è in continua evoluzione.
Tanto che negli ultimi 15 anni, i protestanti, sommando tutte le varie confessioni, e i testimoni di Geova sono cresciuti anche in termini assoluti, da 363.000 a oltre 442.000 unità i primi, da 400.000 a 422.000 i secondi; ma come ormai è evidente a chiunque tra le minoranze religiose quella che ha avuto un incremento rilevante sono i musulmani, se pensiamo che solo all'inizio di questo millennio rappresentavano appena lo 0,9% oggi siamo arrivati alle 245.000 unità dell’anno scorso con un incremento del 15%.
A questo punto si grida all'invasione islamica ed al relativo proselitismo in Italia con tutto quello che può significare a livello sociale ed economico eppure, secondo il Dossier Statistico Immigrazione curato dal Centro Ricerche Studi Idos /immigrazione, tra gli oltre 5 milioni di immigrati ormai stabiliti  in Italia, oltre la metà di loro, il 53,8% sono di fede cristiana almeno 2.700.000 persone e solo il 32,2% è musulmano.
Un capitolo a parte merita l'ebraismo che nonostante la sua influenza culturale ed economica è una comunità rimasta sempre intorno alle 36 mila unità da anni anche perché, come è noto, è una religione che non cerca convertiti, ma si è ebrei solo per nascita. Se questa è la situazioni dei grandi movimenti a cui dovremmo aggiungere anche i buddisti 300 mila e induisti con 250 mila, troviamo anche una selva di nuove comunità religiose che non basta certo un articolo ad approfondirle, ma che è difficile inserirle come chiese come i movimenti spiritualistici del benessere integrale, coloro che aspettano gli extraterrestri, nuovi culti di origine cinese, giapponese fino a quelli sudamericani e aggiungere ancora i neo pagani, i riti stregonici e da qui il passo è breve per tutti gli ordini di carattere esoterico dove troviamo i Templari, i vari movimenti gnostici e tutta una sfilza interminabile che si riallaccia alla New Age.
Ripensando al mio vecchi libro delle elementari mi rendo conto solo ora quanto era politically scorretto e non lo sapevamo.

Stampa

Italian Media s.r.l. - via del Babuino 107, Roma, c.a.p. 00187, p.IVA 09099241003, edita il settimanale Italiani con registrazione al Tribunale di Roma n. 158/2013 del 25.06.2013 - email: info@italianmedia.eu

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.
Questo sito usa i cookie per migliorare la tua esperienza d'uso e usa cookie di terze parti. Proseguendo nella navigazione si presta implicitamente il consenso all’utilizzo di questi strumenti. Si rimanda alla nostra privacy policy per maggiori informazioni e per la possibilità di negare il consenso.