Ricostruzione di una scena di caccia nel Paleolitico. Foto via Pinterest.

L’ultima novità in fatto di mangiare sano

Paleodieta: ombre e luci
di Rosario Vitti

In questi ultimi anni siamo stati invasi, grazie ai giornali, alle radio e alla tv, da diete alimentari di tutti i tipi, tali da riempire intere biblioteche – oltre ai tanti letti d'ospedale, per chi le abbia provate – con il famigerato "fai da te" o seguendo i guru improvvisati dell'alimentazione che propongono di perdere addirittura 20 kg in un mese se non di più.
Secondo una di queste nuove diete alla ricerca del cibo sano e incontaminato, per un maggior benessere bisogna tornare alle origini dell'umanità quando l'uomo era sano – o almeno così pensano, ndr – e lontano dallo stress e dall'inquinamento di oggi. Insomma, torniamo alla paleodieta, quella che i nostri antenati seguivano già 2 milioni di anni fa, assai prima della cosiddetta rivoluzione agricola.
Secondo i promotori di questo regime alimentare, il genere umano non si è ancora “adattato” geneticamente all’alimentazione contemporanea con i cereali raffinati, i formaggi, i cibi elaborati e quelli industriali con l’utilizzazione dei grassi insaturi. Per questo motivo si dovrebbe tornare alle abitudini alimentari del paleolitico per allontanare il rischio di patologie metaboliche come obesità, iperlipidemie, cioè trigliceridi, colesterolo alti nel sangue, il diabete e soprattutto le malattie cronico-degenerative, anche se queste ultime, come è noto, insorgono quasi sempre in età avanzata, elemento, come vedremo, del tutto ignorato dall'umanità del paleolitico.
In questa dieta il numero di pasti dovrebbe essere variabile, dipende solo quando si avverte la sensazione di appetito nell’arco della giornata, proprio come il nostro antenato che in cammino per la caccia non si sedeva certamente a tavola a mezzogiorno, ma mangiava mentre si spostava a piedi tutto ciò che gli offriva la natura, senza regole e senza orari.
Nel 1984 l’antropologo J. Lawrence Angel ha pubblicato i risultati delle analisi effettuate su resti ossei di persone vissute nel Mediterraneo orientale prima e dopo l’introduzione della coltivazione dei cereali. Per poter verificare lo stato di salute si concentrò su due condizioni: i denti che permettono il calcolo dell’età al momento della morte, e l'indice della profondità del canale pelvico, essenziale per verificare lo stato di salute di un individuo. Dalla ricerca fu estrapolata una tabella di grande interesse per tutti i fautori di questo tipo di alimentazione: un’epoca, è bene ricordare, dove si moriva in giovane età e per di più con gravi danni renali insieme ad atroci dolori.
Il cacciatore-raccoglitore del paleolitico viveva, infatti, in media 35 anni, mentre le femmine intorno ai 30 anni, una morte prematura dovuta quest'ultima anche a causa dei parti particolarmente complicati, nei quali morivano spesso madre e bimbo assieme.
Ma ciò che ha stupito i ricercatori, studiando gli scheletri del neolitico superiore, è nella transizione verso l’agricoltura, in quella che chiamiamo "età felice" per i consumi di cereali integrali e cibi genuini, dove l’età media, già così ridotta, addirittura scende a 33 anni per i maschi e 29 per le femmine, con un vistoso indebolimento delle ossa a cui vanno aggiunti un radicale calo della salute nel suo complesso fino all’abbassamento della statura media maschile, che da 1,82 cm scende di quasi 20 centimetri in poche migliaia di anni arrivando a 1,63 cm nel neolitico superiore insieme a forme gravi di artrite, scoliosi e per finire con il male che non appartiene solo alla nostra età: il tumore.
Ovviamente nello studio si è cercato si definire, per quanto possibile, attraverso i resti delle ossa cosa mangiavano, e si è scoperto che prevalentemente l'uomo cacciatore non disdegnava il pesce, i crostacei, gli insetti e i molluschi alternando con frutti, semi, radici, tuberi o funghi. Ma se proprio si vuole seguire questa dieta integralmente, bisogna anche mangiare con gusto carogne uccise da altri animali, in particolare i loro organi interni, il midollo osseo – fonte nutrizionale eccezionale insieme alla carne cruda – e per finire anche un bel boccone ricavato dal cannibalismo, assai in voga in quei tempi, ma pensiamo più difficile da attuare ai nostri giorni. Non fosse altro che per motivi legali.

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