Disposizione di piatti, posate e bicchieri secondo il galateo. Di Hopefulromntic - Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=16938780

Cosa vuole dire essere educati?

Monsignor Della Casa: della casa de chi'?
di Luisanna Tuti

Com'erano belli i tempi in cui in classe ci si alzava in piedi quando entrava il professore!!
“Mentre spiego non devo sentire volare una mosca”, dicevano gli insegnanti alla scolaresca che, educatamente, sedeva ai posti assegnati fino alla fine dell'anno scolastico.
“L'educazione è alla base di ogni rapporto sociale. La famiglia e la scuola sono i primi, fondamentali educatori”, tuonava dalla cattedra la professoressa di Educazione Civica.
Certamente non va trascurata l'indole di ciascun ragazzo: irrequieto, calmo, indolente, svogliato, troppo vivace, ma, comunque, all'epoca, obbediente. Educazione troppo rigida? Chissà!
Ogni tanto però , alla ricreazione, capitava di accendere una sigarettina al bagno, stando bene attenti che la custode Anna (piccolina e malefica, che valorizzava il suo ruolo facendo la spia ai professori) non spuntasse all'orizzonte. Piccole cose che a quei tempi erano considerate grandi trasgressioni: pena la sospensione!!
Vorrei soffermarmi sui ragazzi di oggi: sugli autobus tutti seduti a parlarsi da un seggiolino all'altro, urlando e ridendo in maniera sguaiata, mentre anziani stanno in piedi e subiscono il chiasso delle loro grida; in classe girano per i banchi sedendosi qua e là, cambiando posto ogni giorno a loro piacimento anche alla presenza dei docenti: guai a rimproverarli: c'è sempre qualche genitore che si reca in presidenza per rilevare “lo scorretto comportamento del tale insegnante nei confronti di suo figlio vittima di emarginazione...”; salendo in ascensore bisogna stare attenti che non ti schiaccino sul fondo della cabina per la fretta di entrare, anche in più di uno, con serio pericolo per la stabilità del mezzo; a tavola non c'è verso di conversare perché tra SMS, WathsApp, smartphone e quant'altro, bene va se ti rivolgono “ciao ma'...”; i nonni, che li hanno cullati ed allevati fino all'età dell'autonomia (stabilita dai ragazzi stessi), non esistono quasi più se non nel momento in cui i genitori informano che c'è una paghetta pronta per loro; al ristorante si alzano da tavola (naturalmente senza chiedere il permesso) una ventina di volte per rispondere al cellulare e trasmettere le informazioni all'altro amico che poi dovrà rispondere etc, etc… A scuola ho sentito raccontare da un professore questo aneddoto: “Luigi perché non fai i compiti a casa??” Risposta: “Mi scusi professore, ma sono così impegnato con il calcio, il nuoto, il tennis ed il dentista, che non ho proprio tempo. Ok per accontentarla ritaglierò qualche spazio per i compiti”. Incredibile!!
Quando qualcuno si dovesse permettere di dar loro dei maleducati, la prima reazione che si deve aspettare è una risata in faccia.
Un giorno mi è capitato di chiedere a dei ragazzi che parlottavano in gruppo: “Voi sapete chi è Monsignor Della Casa??” “Della casa de chi??” mi è stato risposto.
Ovviamente non sono tutti così e quando incontriamo qualche ragazzino gentile, ci viene subito da pensare: - quanto è educato. Secondo me viene da una buona famiglia -
Per buona famiglia si deve intendere solo quella in cui i genitori dedicano del tempo ai figli, insegnando, con tenacia e pazienza, a rispettare la società e coloro che ne fanno parte, a prescindere dal ceto in cui la gente colloca il nucleo familiare.
Per riuscire nella vita, non è necessaria la forza e l'arroganza: basta l'educazione e la gentilezza.
Ho visto mamme sbucciare la banana per il bambino e buttare la buccia in terra sul marciapiede, dove, qualche frettoloso viandante, potrebbe scivolare e, se va bene, rompersi un malleolo… Chi indovina dove la prossima volta il ragazzo butterà la buccia??
Natale: consiglio per gli acquisti: regalare ad amici e figli un bel “Galateo”!!

Stampa

Italian Media s.r.l. - via del Babuino 107, Roma, c.a.p. 00187, p.IVA 09099241003, edita il settimanale Italiani con registrazione al Tribunale di Roma n. 158/2013 del 25.06.2013 - email: info@italianmedia.eu

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.
Questo sito usa i cookie per migliorare la tua esperienza d'uso e usa cookie di terze parti. Proseguendo nella navigazione si presta implicitamente il consenso all’utilizzo di questi strumenti. Si rimanda alla nostra privacy policy per maggiori informazioni e per la possibilità di negare il consenso.