Researchers looking at slides of cultures of cells that make monoclonal antibodies. These are grown in a lab and the researchers are analyzing the products to select the most promising of them. Photo: Quintote

Niente allarmismi ma anche no a sottovalutazioni

Ebola: la grande paura
di Diego Grazioli

Nonostante siano passati oltre quarant'anni dalla sua scoperta, al momento non è stata inventata nessuna cura efficace per contrastare la sua diffusione. Parliamo del virus Ebola che, dallo scorso marzo, periodo d'inizio della nuova ondata epidemica, ha mietuto oltre 5000 vittime, la maggior parte di queste in tre paesi poverissimi dell'Africa occidentale: Liberia, Sierra Leone e Guinea.
La correlazione tra condizioni di estrema indigenza e diffusione del virus, è infatti una delle poche certezze in mano agli scienziati che stanno lavorando per arginare in qualche modo l'epidemia. Uno sforzo titanico, vista l'impossibilità di isolare completamente le zone maggiormente interessate dal contagio. Per questo il governo degli Stati Uniti ha annunciato l'invio in Africa di tremila militari con il compito di allestire strutture in grado di prestare le prime cure ai malati e predisporre l'addestramento di personale sanitario locale. Un'operazione del costo di 750 milioni di dollari, messi a disposizione dagli Stati Uniti e dalla comunità internazionale.
Contemporaneamente, in ordine sparso, diversi paesi europei, tra i quali l'Italia, hanno inviato nelle regioni colpite, pool di medici e di infermieri specializzati in virologia. Secondo i maggiori esperti di malattie infettive infatti, l'unico modo per mettere un freno alla diffusione del virus consiste nella circoscrizione del contagio epidemico.
Meno efficace invece la strategia di applicare restrizioni alla mobilità delle persone, a meno che queste mostrino effettivi sintomi collegabili alla malattia. Ma il virus Ebola ha un tempo di incubazione che arriva fino a tre settimane. È dunque possibile che un malato che non abbia ancora sintomi evidenti, possa viaggiare indisturbato, portando il virus in ogni angolo del pianeta.
Anche in questo caso però gli esperti invitano a mantenere la calma. Il virus non è trasmissibile per via aerea, caratteristica connotante altre epidemie che nella storia hanno mietuto migliaia di vittime. Il contagio può avvenire infatti solo attraverso i fluidi corporei, il che avvicina Ebola all'altro grande virus della nostra era cioè l'AIDS, la sindrome da immunodeficienza acquisita. Una malattia che nonostante sia ancora mortale non mostra più i livelli di diffusione di qualche anno fa.
L'unica arma realmente efficace per arrestare la falcidie è la messa punto di un vaccino che consenta di immunizzare le popolazioni africane maggiormente colpite dall'infezione. Senza eccessivi allarmismi ma anche senza pericolose sottovalutazioni.

Stampa

Italian Media s.r.l. - via del Babuino 107, Roma, c.a.p. 00187, p.IVA 09099241003, edita il settimanale Italiani con registrazione al Tribunale di Roma n. 158/2013 del 25.06.2013 - email: info@italianmedia.eu

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.
Questo sito usa i cookie per migliorare la tua esperienza d'uso e usa cookie di terze parti. Proseguendo nella navigazione si presta implicitamente il consenso all’utilizzo di questi strumenti. Si rimanda alla nostra privacy policy per maggiori informazioni e per la possibilità di negare il consenso.